Vieni via con meSaviano mi colpisce sempre.
Per la sua chiarezza, per la sua lucidità, per il suo coraggio, per la sua preparazione e per il suo incondizionato amore per il Sud.
Vieni via con me raccoglie e amplia i monologhi brillantemente narrati durante l’omonima trasmissione televisiva.
Otto sono le storie raccontate: la negazione del valore dell’Unità d’Italia, il meccanismo della macchina del fango, la crescita della criminalità al Nord, l’enorme problema dei rifiuti a Napoli, il terremoto a L’Aquila e poi ancora il coraggio di Don Giacomo Panizza, la lotta di Welby e l’accorata di fesa della nostra Costituzione da parte di Calamandrei, uno dei suoi fondatori. Tutte storie d’Italia, tutte incredibilmente appassionanti. Tra esse mi hanno particolarmente interessato e per certi versi stupito La macchina del fango e Pietro e Mina. Dico stupito riferendomi alla storia di Falcone.

Personalmente ignoravo quanto potente e subdolo potesse essere il meccanismo del fango e quanto avesse colpito duramente nel corso della sua vita, l’uomo e il magistrato Falcone. Falcone ricordato e celebrato da morto, delegittimato e isolato da vivo.
Uno spaccato d’Italia poco lusinghiero, un libro denuncia, ma anche un invito a partecipare, a non rimanere ai margini della società della cui sorte siamo tutti responsabili. L’indifferenza è forse il peggiore dei mali, quello che permette a chi gestisce il potere di derubarti di ogni cosa.

Considerare lo Stato altro da noi significa perdere la possibilità del diritto. Lo Stato non è altro da noi, lo Stato siamo noi.

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