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Una donna può tutto – Oggi mi sembra una buona occasione per scrivere di un libro coinvolgente sia per le sue implicazioni femministe che per quelle storiche. “Una donna può tutto”, edito Ponte alle Grazie e scritto da Ritanna Armeni, è la storia delle Streghe della notte, un reggimento sovietico composto da sole donne. Grazie alla testimonianza dell’anziana e “ultima Strega” Irina Rakobolskaja, la Armeni ha puntato un riflettore su una particolarissima esperienza, relegata in qualche angolo della memoria storica, svoltasi nell’Europa di inizio anni Quaranta. Per quanto la Russia fosse a quei tempi un luogo in cui il lavoro femminile aveva già acquisito un certo peso sociale ed anche in guerra alcune donne avevano ruoli prettamente militari, un battaglione di sole donne non si era mai formato prima di allora. Accadde grazie alla tenacia dell’aviatrice Marina Raskova.

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Di lei si diceva che avesse sbattuto con forza il pugno sulla scrivania di Stalin esclamando “Una donna può tutto”. Che questo episodio sia vero o meno poco importa, quello che qui si vuole sottolineare è che “Una donna può tutto”, motto del reggimento, è soprattutto una storia di emancipazione, di coraggio e di audacia. Una vicenda nella quale donne determinate hanno combattuto su almeno due fronti. Prima ancora delle battaglie contro i nazisti hanno affrontato gli scontri con gli stessi uomini dell’Armata Rossa, si sono ribellate alla loro diffidenza e ai loro pregiudizi. Non era certamente nell’ordine naturale delle cose che giovani donne lasciassero le loro occupazioni abituali e imparassero a volare e a combattere.

Quando l’esercito nazista invase la Russia portandosi a pochi Km da Mosca e l’Armata Rossa arretrava, il fronte russo rischiava una sconfitta pesantissima. Ed anche se l’istinto patriottico era incuneato sia negli uomini che nelle donne, non era ipotizzabile che si arruolassero anche queste ultime. Ma fu proprio questo che riuscirono a fare Irina e il suo gruppo costituendo un reggimento di sole donne, quello appunto delle Streghe, a cui vennero affidati i Polikarpov, caccia piccoli e duttili, invisibili ai radar.

C’è moltissimo in questa narrazione: c’è l’amore per la patria e per la disciplina, il lutto, l’amicizia, ma c’è soprattutto il desiderio di rivendicare un ruolo di parità, il bisogno di riscatto, la volontà precisa di eccellere in un campo di dominio prettamente maschile. E nelle intenzioni della bravissima Armeni c’è l’intenzione, riuscitissima, di agevolare il ricordo, di favorire quella memoria storica che tante volte latita e che tutti noi dovremmo perpetuare.

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Sommario
Una donna può tutto - Ritanna Armeni
Titolo
Una donna può tutto - Ritanna Armeni
Descrizione
Una donna può tutto - Ritanna Armeni Oggi mi sembra una buona occasione per scrivere di un libro coinvolgente sia per le sue implicazioni femministe che per quelle storiche. “Una donna può tutto”, edito Ponte alle Grazie e scritto da Ritanna Armeni, è la storia delle Streghe della notte, un reggimento sovietico composto da sole donne. Grazie alla testimonianza dell’anziana e “ultima Strega” Irina Rakobolskaja, la Armeni ha puntato un riflettore su una particolarissima esperienza, relegata in qualche angolo della memoria storica, svoltasi nell’Europa di inizio anni Quaranta. Per quanto la Russia fosse a quei tempi un luogo in cui il lavoro femminile aveva già acquisito un certo peso sociale ed anche in guerra alcune donne avevano ruoli prettamente militari, un battaglione di sole donne non si era mai formato prima di allora.
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