Un luogo chiamato libertà

Riassunto e recensione del libro

Un luogo chiamato libertàUn luogo chiamato libertà, è un romanzo attraverso il quale Follett descrive l’Inghilterra del XVIII secolo, mutata dall’avvento della rivoluzione industriale. Il viaggio che l’autore fa intraprendere con la lettura del libro parte dalla Scozia, “colonia” inglese, dove gli interessi dei capitalisti londinesi, assetati dalle fortune rappresentate dalle miniere di carbone, non conoscono limiti, tanto da considerare i minatori alla stregua di “picconi” da usare per estrarre ricchezza. E’ proprio questa situazione sociale di schiavitù a creare dei forti ideali di libertà nel giovane minatore Mack McAsch, e a spingerlo verso uno straordinario viaggio dalla sua terra natia fino a Londra, e poi in Virginia tra le colonie americane, per finire tra le terre selvagge abitate solo dagli indiani. Compagni di avventura, nel bene e nel male, del coraggioso e forte jock, sono la nobile scozzese Lizzie, completamente fuori dagli schemi delle nobil donne, e l’intera famiglia Jamisson, in cui padre e figli incarnano un concentrato di avidità e desiderio di ricchezza a tutti i costi. Follett permette al lettore di immergersi nella realtà brutale delle miniere, del lavoro nei porti londinesi, e delle piantagioni di tabacco, luoghi geograficamente lontani ma accomunati dalla sottomissione dei più deboli: saranno la forza d’animo e l’amore a permettere al giovane McAsch di abbattere tutte le barriere che incontrerà sulla sua strada e raggiungere il suo sogno: quello di essere finalmente lui stesso l’unico padrone della sua vita.
Il libro si articola in tre parti. Nella prima Follett descrive dettagliatamente la realtà delle miniere di carbone scozzesi, sottolineando i tratti della vita degli abitanti di quelle terre; sarà per “spezzare” le catene di questa schiavitù che il giovane McAsch cercherà di cambiare le cose, chiedendo il rispetto della legge, finendo però in fuga verso Londra, alla ricerca della libertà. Nella seconda parte del libro le rive del Tamigi non si riveleranno l’eldorado sognato: il giovane protagonista si scontrerà infatti con una realtà che condanna gli scaricatori di carbone ad essere vittime dei potenti e dei loro interessi: si porrà allora alla guida di una rivoluzione mirata al miglioramento della vita degli operai, sempre nel rispetto della legge; ancora una volta però saranno i signorotti a spuntarla. Nella terza parte del libro le peregrinazioni proseguiranno portandolo fino alle lontane colonie americane, nelle piantagioni di tabacco della virginia, tra gli schiavi africani: qui, ancora una volta “incatenato”, dovrà evadere per poter realizzare il suo sogno.
Diverse donne segnano la vita del protagonista nelle varie tappe, ma solo una lo accompagna nel suo lungo cammino: è l’irrequieta Lizzie, amica d’infanzia appartenente ad una classe sociale diversa dalla sua, che pur sposando il figlio minore di George Jamisson, capostipite della famiglia antagonista del minatore in tutte le fasi del romanzo, non smetterà mai di appoggiare Mack in tutte le sue imprese, spinta dal suo spirito libero, dagli ideali di giustizia, oltre che da una particolare attrazione…
Ancora una volta Follett si dimostra un maestro nella descrizione minuziosa di luoghi e personaggi: impossibile per il lettore non lasciarsi trascinare dal vortice di emozioni prodotte da questo libro.

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Un luogo chiamato libertà

Un luogo chiamato libertà

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