Storia di una ladra di libri – Markus Zusak

2017-10-25T00:00:00+00:00 By |
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Storia di una ladra di libri

Pubblicato nel 2005, Storia di una ladra di libri, il cui titolo originario è La bambina che salvava i libri, è un romanzo scritto dall’autore australiano Markus Zusak. Diventa presto un best seller internazionale e viene tradotto in più di trenta lingue. Da esso viene tratto il film di successo dal titolo omonimo. La morte è la singolare voce narrante di questo racconto. Certo una morte differente da quella che immaginiamo: non ha la testa a forma di teschio e nemmeno la falce; è una morte fatta quasi persona, caritatevole persino, ma pur sempre morte, ligia al dovere di raccogliere anime senza distinzione di posizione sociale, sesso o età. Affascinata dal genere umano, la morte si sofferma di quando in quando a osservare la vita di qualcuno. E stavolta la vita in questione è quella di Liesel Meminger, una bambina alla quale porta via il fratellino Werner, durante il tragitto che li sta portando dalla loro famiglia adottiva. Quando il piccolo Werner viene seppellito, Liesel, che non sa né leggere né scrivere, per la prima volta, porta via un libretto caduto dalla tasca del becchino, ponendo inizio alla sua storia di ladra di libri. Siamo nella Germania del 1939, il regime del Fuhrer continua la sua inesorabile ascesa e i libri non sono fonte di sapere, ma ottimo materiale per accendere il fuoco. È rimasta sola: la madre è fuggita perché comunista e il fratello è morto. Liesel comincia la sua nuova vita nella cittadina tedesca di Molching, in un quartiere povero, a casa degli Hubermann. Hans è il padre adottivo di Liesel. È un uomo dall’animo gentile e combattivo nello stesso tempo, fa l’imbianchino di mestiere, ma non trova lavoro perché non iscritto al partito nazista. Insegnerà a leggere alla piccola e sarà per lei un grande sostegno. Rosa è la madre adottiva. In apparenza rude e severa, vorrà bene a Liesel e si dimostrerà dal cuore d’oro quando decideranno di nascondere nella loro cantina il giovane ebreo Max, a scapito della loro stessa incolumità. Liesel comincia a frequentare la scuola, ma non è semplice per una bambina analfabeta come lei. Tra l’orrore e la crudeltà, le umiliazioni e i sentimenti calpestati, la fame e le privazioni, Liesel troverà conforto nella sua neonata passione per i libri che pian piano imparerà a leggere. Ne sottrae uno da un rogo ed altri ancora dalla biblioteca di una benestante famiglia tedesca scoprendo una inaspettata alleata nella proprietaria della medesima biblioteca.
Storia di una ladra di libri è un racconto commovente e intenso. Possiede uno stile semplice, scorrevole e perciò si legge velocemente. L’autore è sempre molto chiaro ed efficace. Mi piace molto la prospettiva del racconto da cui si evince il dolore e la sofferenza di quella parte di popolo tedesco che ha cercato di resistere alle angherie e ai soprusi del folle regime nazista. Dalla lettura emergono temi fondamentali e di grande valore per la formazione dei ragazzi, ma è di stimolo per chiunque non possa e non voglia dimenticare gli orrori del passato: l’amicizia, come quella tenerissima tra Liesel e il vicino di casa Rudy, l’amore familiare che nasce e si consolida tra la protagonista e la sua famiglia adottiva, la solidarietà nei confronti dei perseguitati, la paura della morte, il dolore per la perdita. È una lettura adatta a chi ama la conoscenza, a chi crede nell’importanza delle parole scritte e nel valore del sapere, a chi considera un libro un luogo sicuro e liberale in cui trovare sempre conforto.

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