Se questo è un uomo – Primo Levi

2018-02-06T00:41:49+00:00 By |
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Se questo è un uomo“Nulla è più nostro: ci hanno tolto gli abiti, le scarpe, anche i capelli; se parleremo, non ci ascolteranno, e se ci ascoltassero, non ci capirebbero. Ci toglieranno anche il nome: e se vorremo conservarlo, dovremo trovare in noi la forza di farlo, di fare sì che dietro al nome, qualcosa ancora di noi, di noi quali eravamo, rimanga.”

Primo Levi, chimico torinese, aveva ventiquattro anni quando fu catturato dalla milizia fascista alla fine del 1943 e, essendo ebreo e partigiano, consegnato ai nazisti e deportato ad Auschwitz.
Riuscì miracolosamente a sopravvivere. Il suo incarico di specialista di laboratorio, una seppur scarna conoscenza della lingua tedesca, l’incontro con un impiegato non detenuto del lager che gli procurava del cibo, furono tutti fattori che contribuirono alla sua salvezza. Non fu così per la quasi totalità degli ebrei presenti nel campo. Solo venti su seicentocinquanta tornarono a casa.

“Eccomi dunque sul fondo. A dare un colpo di spugna al passato e al futuro si impara assai presto, se il bisogno preme. Dopo quindici giorni dall’ingresso, già ho la fame regolamentare, la fame cronica sconosciuta agli uomini liberi, che fa sognare di notte e siede in tutte le membra dei nostri corpi; già ho imparato a non lasciarmi derubare, e se anzi trovo in giro un cucchiaio, uno spago, un bottone di cui mi possa appropriare senza pericolo di punizione, li intasco e li considero miei di pieno diritto. Già mi sono apparse, sul dorso dei piedi, le piaghe torpide che non guariranno. Spingo vagoni, lavoro di pala, mi fiacco alla pioggia , tremo al vento; già il mio stesso corpo non è più mio: ho il ventre gonfio e le membra stecchite, il viso tumido al mattino e incavato a sera; qualcuno fra noi ha la pelle gialla, qualche altro grigia: quando non ci vediamo per tre o quattro giorni, stentiamo a riconoscerci l’un l’altro.”

Se questo è un uomo è una delle opere più celebri sull’Olocausto. Un diario, un memoriale, ma anche uno studio scientifico di quei meccanismi sociali e psicologici che si svilupparono nei lager, tra tentativo di ribellione, puro orrore e inevitabile resa. E’ un libro da leggere e rileggere, da tenere fisso nella memoria, perché serva da monito, perché faccia urlare perennemente le nostre coscienze, perché questo nostro sapere non si assopisca con il passare del tempo. Questo terribile capitolo della storia non è solo opera di mostri, ma anche di semplici uomini pronti a credere e obbedire senza discutere. Bisogna informarsi e capire. Solo così impareremo a diffidare di chi vuole convincere con strumenti diversi dalla ragione, a sospettare di tutti i presunti profeti, ad accettare verità meno entusiasmanti, raggiungibili con fatica e studio, piuttosto che rincorrere status semplici e comodi che sembrano non avere alcun costo. Perché alla fine un costo c’è sempre e può essere terribilmente spropositato.
Se questo è un uomo, testimonianza sconvolgente e capolavoro della nostra letteratura.

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