Libri2019-06-07T10:57:03+00:00

Libri – Le ultime recensioni

La rampicante – Davide Grittani

La rampicante

Chi l’ha visto dice che una volta a terra avesse ancora la gioia incastrata tra i denti, come frattaglie di mele in mezzo alle finestre degli incisivi. Racconta che avesse un ghigno sornione mentre fissava un punto impercettibile, un’apparizione invisibile agli altri. Il femore sinistro aveva perforato muscoli e tessuti, s’era spezzato in due e il tronco più lungo tendeva i jeans come i piloni di un circo. Chi ha assistito allo schianto sostiene di non aver mai visto nulla del simile, ma dice pure che, nonostante la morte gli stesse alitando sul collo, Riccardo fosse ancora cosciente. E a suo modo persino felice.

Si tratta di un brano tratto dalla prima pagina dell’ultimo libro di Davide Grittani, “La rampicante”, pubblicato da Liberaria. È questo un libro che ho letto tutto d’un fiato, non per il desiderio di conoscere l’epilogo della storia, che conosciamo sin dall’incipit della narrazione, ma perché possiede una scrittura autentica e coinvolgente, incisiva ed emozionante.

Riccardo Graziosi, il protagonista di questo romanzo, muore in un incidente stradale poco più che trentenne, non lontano da casa.
Dal momento dell’incidente Grittani riavvolge il nastro sino a quindici anni prima. Torna al periodo dell’adolescenza del protagonista, ad un pomeriggio in particolare, quello in cui casualmente, in fondo ad un a cassetto, scopre i documenti che certificano la sua adozione.
Riccardo comincerà a sentirsi ai margini di questa famiglia, isolato ed incompreso, ritenendosi il destinatario di un amore “residuale”.

Un cerchio dentro cui non c’era posto anche per Riccardo, come quelle feste in cui, se guardi bene, trovi sempre uno taciturno, solitario, diverso perché all’oscuro dei codici del branco. Così fu allevato Riccardo, ai margini dell’epifania con cui per anni celebrarono l’arrivo di Isabella. E così crebbe, convinto che quella distanza fosse comune ad altre famiglie, mentre la sua infanzia veniva violata da un amore residuale.

Ma non soltanto il tema dell’adozione, della famiglia non più nido, non più rifugio, non più porto nel quale si può essere accolti, è trattato in questa narrazione. Tanta parte è dedicata ai bambini inascoltati, quelli problematici, quelli per i quali trovare a scuola un sostegno, di nome e di fatto, è davvero un’impresa.

“Edera, sono Riccardo. È successo qualcosa?”
“La maestra del sorteggio…”

“Sostegno Edera, sostegno” la corresse, anche se alla fine di sorteggio si trattava, visto che gliela cambiavano ogni mese perché non ce n’era una che riuscisse a starle al passo. Al passo delle sue stranezze, almeno questo emergeva dai rapporti con cui tutte chiedevano il trasferimento.

Ed ancora l’amicizia, l’usura, il terremoto e soprattutto la donazione di organi. Ecco: la donazione di organi, argomento del quale, generalmente, si dice poco e male e che pervade tutto questo romanzo. Affascinante, misterioso e crudele, questo metodo ridona la vita, al costo della vita stessa. Dalla lettura nascono riflessioni profonde e interrogativi disturbanti. Siamo in grado di comprendere il valore di un dono? Ne siamo degni?
Tutti i temi toccati e i personaggi coinvolti, ben dodici, costituiscono tessere di un puzzle a comporre una perfetta immagine del nostro tempo.
Un inno alla vita a dispetto dei contrasti, delle ambiguità e delle contraddizioni di cui essa spesso si nutre. È la natura stessa ad insegnarci come aggrapparci alla vita, è la maestra per eccellenza a giudicare da come la rampicante, in condizione di assoluta ostilità, riesca non soltanto a sopravvivere, ma anche a crescere e prosperare.

by |Giugno 1st, 2019|

La corsara. Ritratto di Natalia Ginzburg – Sandra Petrignani

Classificatosi al terzo posto del Premio Strega 2018, La corsara. Ritratto di Natalia Ginzburg scritto da Sandra Petrignani ed edito Neri Pozza, è un libro sorprendente.Prima di leggerlo credevo di conoscere piuttosto bene la Ginzburg ed il suo mondo. Avevo letto Lessico famigliare, Le piccole virtù, Famiglia, La famiglia Manzoni, numerosi suoi articoli, ma è stato il libro della Petrignani ad aprirmi a un mondo del quale, evidentemente, non avevo colto appieno l’essenza. Sto parlando per esempio della nascita e della crescita della casa editrice Einaudi nel periodo più buio della nostra storia, ma anche della vita personale e professionale di quel gruppo di giovani intellettuali, di cui faceva parte Leone Ginzburg, che attorno a quel progetto editoriale ruotava.

by |Agosto 20th, 2018|

La bambina che non amava il suo nome – Elif Shafak

Scritto da Elif Shafak ed edito Rizzoli, La bambina che non amava il suo nome ha per protagonista Gerania. Vive a Istanbul e ha undici anni. È una bambina vivace e intelligente. Adora un sacco di cose, ma il suo nome proprio no. Non comprende come sia possibile che i genitori possano scegliere qualcosa di così importante, che accompagna la persona e che la influenzerà per il resto della vita, senza alcuna consultazione con la diretta interessata. Gerania sa di cosa parla.

by |Agosto 7th, 2018|

I difetti fondamentali – Luca Ricci

Pubblicato da Rizzoli agli inizi del 2017, I difetti fondamentali è un libro di Luca Ricci in cui sono raccolti quattordici racconti aventi per protagonisti differenti tipi di scrittori. Sono autentici affreschi, preziose istantanee di figure appartenenti, magari in maniera velleitaria, al mondo delle lettere. Solo per citarne alcuni, c’è Lo stregato, ambientato nella cornice, intellettuale e divina per eccellenza, del Premio Strega. In poche pagine Ricci, che ha il talento dell’analisi, ed anche quello della sintesi, descrive questa serata colta e mondana e cafona, con lucidità e ironia, facendo emergere la decadenza e la deriva del mondo letterario.

by |Luglio 24th, 2018|

Il catalogo delle donne valorose – Serena Dandini

Durante una splendida serata del Salento book festival, in cui Serena Dandini dialogava con il direttore artistico della manifestazione, Luca Bianchini, mi sono imbattuta ne Il catalogo delle donne valorose. Ed è con una curiosità non troppo marcata che mi sono avvicinata alla lettura di questo libro, in un periodo in cui le storie di donne meritevoli è diventata un po’ una moda ed anche un business. Trentaquattro brevi biografie di donne che si sono distinte nei campi più disparati e che provengono da ogni parte del mondo. Donne che, pur avendo lasciato fondamentali tracce del loro passaggio, non sono state adeguatamente riconosciute e valorizzate. Hanno fatto la storia, ma per qualche strana ragione, raramente vengono ricordate e con difficoltà appaiono nei libri di storia.  Una verità tanto amara, quanto indiscutibile questa da cui parte la Dandini. E così con questo “catalogo”, l’autrice cerca di portare all’attenzione dei lettori donne intraprendenti, controcorrente, a volte perseguitate, forti, generose, alle quali si fa fatica persino a intitolare una strada periferica. Se mi è piaciuto? Decisamente si. Quello che potrebbe sembrare solo un elenco, di certo non esaustivo, di donne di valore, ha il pregio di essere un libro appassionato ed appassionante. Ha il merito di alimentare la memoria di vecchie e nuove generazioni, ha la prerogativa di infiammare e di instillare fiducia. La nostra Ilaria Alpi, Jacqueline Du Prè, Miriam Makeba, Anna Pavlova e Kathrine Virginia Switzer, sono solo alcune di queste straordinarie figure femminili. Di alcune di loro, personalmente, sapevo gran poco. Vite certamente non facili, a volte concluse prematuramente e in maniera violenta e che, anche per tali ragioni, è importante conoscere e tenere a mente. L’eccellenza delle donne nei vari settori è sempre qualcosa di diverso e meno clamoroso rispetto a quella degli uomini. Ma anche la pochezza, la scarsa abilità delle donne è giudicata in maniera differente da quella degli uomini. Da sempre. La Dandini cita, a questo proposito, un’affermazione provocatoria del primo segretario di stato donna degli Stati Uniti, Madeleine Albright: “C’è un enorme spazio al mondo per gli uomini mediocri, ma non c’è alcuno spazio per le donne mediocri.” Ma questo saggio della Dandini ha anche l’originalità di contenere, prima di ogni biografia, la descrizione di una rosa. Un fenomeno socio-botanico, per così dire, reso possibile dalla lungimiranza e generosità di ibridatori di tutto il mondo. Il loro contribuito è stato senza dubbio più significativo, nel diffondere la conoscenza di eroine misconosciute, rispetto a biblioteche, libri di storia e trasmissioni televisive. Le donne devono sempre lavorare di più, devono percorrere molta più strada, devono essere più perspicaci, più intelligenti e più coraggiose dei loro “colleghi” uomini per avere quel posto che al cosiddetto sesso forte sembra spettare di diritto. “Le donne come le rose mettono radici, sono resistenti, sopportano le avversità e nonostante la mancanza di cure rifioriscono baldanzose a ogni primavera.” Buona lettura A te è piaciuta la recensione de Il catalogo delle donne valorose di Serena Dandini? Condividila su Facebook www.my-libraryblog.com [...]

by |Luglio 13th, 2018|

La donna giusta – Caterina Ambrosecchia

Edito Gelsorosso, La donna giusta è il romanzo d’esordio della lucana Caterina Ambrosecchia. La storia si sviluppa su due piani temporali in un paesino del sud volutamente non identificato. Un sud del cuore e dell’anima più che un vero e proprio paesaggio geografico. Gli anni Cinquanta sono il tempo in cui Luigia vive la sua giovinezza. I giorni nostri vedono protagonista invece la giovane universitaria Monica, figlia di Libera e nipote di Luigia. Tutto ha inizio con il ritorno di Monica e Libera al paese d’origine, nella triste occasione della morte della nonna. Qui Monica si rende conto di conoscere pochissimo nonna Luigia e di avere una madre restia a raccontare della propria infanzia e dei genitori. Ma quando per caso Monica scopre un’incisione su una scaletta in pietra, si risveglia il desiderio di sapere di quel passato e sente, in cuor suo, di poter comprendere maggiormente il suo presente. Luigia, Libera e Monica rappresentano tre generazioni diverse, tre storie differenti, tre vite che tuttavia appartengono l’una all’altra. Caterina Ambrosecchia riesce con delicatezza a interessare il lettore, a suscitare curiosità, a coinvolgerlo, a farlo tornare indietro nel tempo. A me ha ricordato i racconti di nonni e anziani genitori, quelli della sera accanto al fuoco, quelli che, quando li ascolti, ti sembra di essere in un mondo ovattato e protetto. Anche per questo l’immagine del “fare all’amore” porta con sé una tenerezza di fanciullo. Luigia e Tommaso facevano all’amore. Così si diceva quando due ragazzi erano interessati l’uno all’altra. Il fare all’amore consisteva nel guardarsi, nel sorridersi quando capitava, nello scambiare qualche parola e qualche bacio e basta. Ma in questo romanzo c’è ben di più. Vi troviamo la meschinità della gente, l’interesse economico, il bisogno d’amore, le differenze di classe, il coraggio e la determinazione. Quel coraggio e determinazione che caratterizzano alcuni esseri umani e che invece latitano in altri. La ricerca di sé, della propria identità e delle proprie radici sono elementi che emergono con forza dal racconto e lo rendono ancor più accattivante. I personaggi sono ben delineati dal punto di vista psicologico e il lettore riesce a comprenderne senza sforzo alcuno carattere e aspetto fisico. Un pregio non da poco. Infine il linguaggio che tanta parte ha nel successo delle narrazioni. La donna giusta ne utilizza uno semplice e leggero senza essere mai banale o sciatto. Nessuna espressione sopra le righe, pulito ed essenziale. Con il suo stile fluido e fresco incoraggia il lettore a giungere presto alla conclusione. Ed è solo su questa conclusione che mi sento di fare un’osservazione. Mi è sembrata aperta a troppi interrogativi, come se mancasse una completa definizione della storia. Avrei insomma voluto saperne di più, ma mi fermo qui per non anticipare nulla. Solo un parere il mio, che non va in alcun modo ad inficiare quello che ritengo essere un romanzo di valore. La donna giusta è un libro malinconico e dolce, un libro che mi ha piacevolmente stupito e che spero possa avere ancora numerosi riconoscimenti. [...]

by |Giugno 28th, 2018|
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Videorecensione di "La rampicante" di Davide Grittani

“La rampicante” di Davide Grittani, pubblicato da LiberAria Editrice , è un piccolo gioiello. Racchiude una trama complessa, ricca di sfumature e contrasti, zeppa di contraddizioni e ambiguità, proprio come la vita. Una scrittura lineare, lucida, a tratti cinica. Ve ne suggerisco fortemente la lettura!Antonella Giustizieri

Pubblicato da My library su Venerdì 24 maggio 2019
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