La capitale – Robert Menasse

2018-09-27T13:56:12+00:00 By |
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Robert Menasse

30 Agosto 2018

Pubblicato da Sellerio il 30 agosto 2018, La capitale di Robert Menasse sembra promettere una bella lettura.

Si avvicina l’anniversario dei cinquant’anni dalla fondazione della Commissione europea e viene organizzato un giubileo incentrato su Auschwitz chiamando, a testimoni delle atrocità naziste, gli ultimi sopravvissuti.
Naturalmente siamo a Bruxelles, capitale scelta perché il Belgio era il primo paese in ordine alfabetico tra le sei nazioni fondatrici e in attesa, da quei tempi, di una rotazione che non avverrà mai. L’idea scatena l’egoismo dei paesi membri ed esalta gli interessi dei burocrati, mentre la città è assediata da allevatori con i forconi in mano, da turisti alle prese con i selfie stick e da migliaia di funzionari impegnati a districarsi tra il dialogo fra culture differenti e interessi campanilistici.
Un ingranaggio complesso sul punto di esplodere, questo crocevia del potere.

Robert Menasse racconta una città simbolo della storia e della cronaca odierna, cuore politico e amministrativo dell’Europa unita. E lo fa attraverso un labirinto di invenzioni e umorismo tra eroi tragici, perfidi manipolatori e ambiziosi perdenti. Un modo particolarissimo di raccontare l’Europa.

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Robert Menasse, dopo un lungo soggiorno di ricerca e due saggi sull’argomento, racconta una città e un luogo simbolico della storia e della cronaca contemporanea, il cuore politico e amministrativo dell’Europa unita.
«Nessuno prima di Menasse è riuscito a raccontare la burocrazia europea» – Carsten Otte, Die Tageszeitung
«Un clamoroso ritratto del mondo che ogni giorno si riunisce a Bruxelles» – Frankfurter Allgemeine Zeitung
«Un romanzo brillante, profondo, e di grande eleganza letteraria» – Die Zeit

Con La capitale Robert Menasse ha vinto il Deutscher Buchpreis 2017, il più prestigioso premio letterario per gli scrittori di lingua tedesca.
Il cielo è grigio su Bruxelles, si avvicina l’anniversario dei cinquantanni dalla fondazione della Commissione europea e allo scopo di rilanciarne gli ideali alcuni funzionari della Direzione cultura avviano un curioso tentativo, un grande giubileo incentrato su Auschwitz mobilitando gli ultimi sopravvissuti ai campi di concentramento come testimoni dei proponimenti che sono all’origine della UE, nata dalle ceneri delle atrocità naziste. L’idea scatena l’anima rissosa ed egoista dei paesi membri e insieme esalta gli interessi personali dei burocrati. Nel frattempo le strade della città sono affollate di allevatori che protestano con i forconi in mano, di mandrie di turisti con i selfie stick, e 22.000 funzionari, uomini e donne, solitari avamposti delle loro società e tradizioni, si adoperano senza sosta per favorire il dialogo tra le culture e gli interessi del loro paese di origine, e la notte restano seduti sul bordo del letto a bere un ultimo bicchiere di vino. Tutto alimenta un ingranaggio di bizantina complessità, crocevia del potere e dell’economia internazionale, babele di lingue diverse, mentalità incompatibili e interessi particolari: un caos sempre sul punto di esplodere. Robert Menasse, dopo un lungo soggiorno di ricerca e due saggi sull’argomento, racconta una città e un luogo simbolico della storia e della cronaca contemporanea, il cuore politico e amministrativo dell’Europa unita, la capitale scelta perché il Belgio era il primo paese in ordine alfabetico tra le sei nazioni fondatrici e da allora in attesa, come Godot, di una rotazione che non avverrà mai. Il suo è un romanzo di sfrenata ingegnosità, un labirinto di invenzioni e umorismo, un castello gotico di sentimenti e potere, passioni e paure. Tra un maiale che corre libero per le strade e un omicidio che sembra passare inosservato prende forma un panorama di grandi emozioni e grigia amministrazione, costellato di eroi tragici, di ambiziosi perdenti, di scaltri manipolatori. Ne scaturisce un ritratto letterario sarcastico e provocatorio, capace di miscelare generi diversi, di tratteggiare l’assurdo, di irridere il male. E soprattutto di raccontare l’Europa.

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