Il regno dei fossili
Il regno dei fossili
Dopo le sei biografie infedeli di Città distrutte e la raccolta di racconti attorno alla storia e al mito della Rivoluzione russa di Mio padre la rivoluzione, Davide Orecchio sarà da domani in libreria con Il regno dei fossili, pubblicato da ll Saggiatore.
In questo romanzo c’è la storia della bambina Albina, negli anni dell’infanzia e poi in quelli della giovinezza, quando si lega all’orfano Simone; e c’è quella di Giulio Andreotti negli anni del piano Marshall e nel periodo del sequestro Moro.
Realtà storica e finzione si intrecciano a raccontare la nostra storia, la storia d’Italia. Ed io non vedo l’ora di leggerlo sia per l’interessante contenuto, sia per la formidabile modalità di scrittura dell’autore.
Buone letture
Nota dell’editore su Il regno dei fossili di Davide Orecchio
«Se abbassi le palpebre il tempo della morte non entra. Se non la guardi la morte non c’è.»
La storia di Andreotti è la nostra storia e la storia d’Italia: un regno dei fossili in cui il vecchio resiste ostinatamente al nuovo. Ed è anche la storia di una ragazza, di nome Albina, che di questo supereroe ormai prossimo alla morte – di cui da bambina intravedeva la villa estiva dalla casa del nonno – fa la sua ossessione. Un tormento che non la lascerà nemmeno quando entrambi, terminata la loro esperienza terrena, si troveranno finalmente insieme per scoprire cosa c’è al di là, dopo la vita.
Nel suo nuovo romanzo, Il regno dei fossili, Davide Orecchio intreccia continuamente realtà storica e finzione; riporta alla luce, sotto mentite spoglie, pagine dei diari del presidente del partito di Dio, in cui l’orfano democristiano annotava come in un referto medico l’elettrocardiogramma dell’Italia – la fine della guerra, il piano Marshall, il rapimento di Aldo Moro –; insinua nella verità immagini inafferrabili di un presente che assomiglia al nostro e visioni da un futuro artificiale, in un’opera che si fa biografia impossibile di un uomo, di una nazione e, infine, di tutti noi.
Davide Orecchio è nato l’anno dello sbarco sulla Luna a Roma, dove vive e lavora. Ha pubblicato Stati di grazia (il Saggiatore, 2014) e Mio padre la rivoluzione (minimum fax, 2017). Con Città distrutte (prima edizione: Gaffi, 2012) ha vinto i premi Mondello e SuperMondello ed è stato finalista al Premio Napoli e al Premio Volponi.
Sono nata nel profondo Sud e vissuta a lungo in una laboriosa città del Nord Est.
Mi caratterizza la passione per i libri, per la cultura e per il mondo dell’editoria.
My library nasce dal desiderio di condivisione e di confronto, scaturisce dall’esigenza di scrivere di libri, sorge dall’idea che leggere e incoraggiare la lettura sia non soltanto un modo per migliorare, ma soprattutto gioia e divertimento.
Leggete con me.
Antonella Giustizieri







