Mi chiamo Lucy Barton – Elizabeth Strout

2018-03-31T09:25:23+00:00 By |
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LaFeltrinelli Mondadori
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Scritto dalla statunitense Elizabeth Strout e pubblicato in Italia nel 2016 da Einaudi, Mi chiamo Lucy Barton è un racconto sui legami. Mi sono avvicinata a questa autrice senza aspettative trovando un’ottima compagnia per tutte le centosessanta pagine di cui il libro è composto.
In una stanza d’ospedale di New York Lucy, costretta ad una degenza più lunga da alcune complicazioni post operatorie all’appendice, incontra la madre con la quale non ha più rapporti da anni. È questa una occasione per parlare, per ricordare le persone rimaste al paesino dal quale è fuggita, per riesumare momenti della propria infanzia sepolti troppo a lungo. La protagonista e voce narrante Lucy apre una finestra temporale per affacciarsi, stavolta protetta da una sicura prospettiva, su un passato caratterizzato da una fanciullezza desolata e triste, dalla miseria e dall’umiliazione. Lucy è riuscita a scappare dalla provincia, da quel mondo che l’avrebbe schiacciata se lì fosse rimasta. Ma questo comportamento ha ferito profondamente la madre, quella stessa madre che adesso le viene incontro per soccorrerla ed essere a sua volta soccorsa. Un reciproco aiuto dunque, che cura più di qualunque altra medicina. Lucy non più bambina e la madre non più giovane donna si ritrovano nel senso più vero e profondo del termine.
Non è un libro ricco di eventi, di accadimenti che si susseguono in velocità, ma è un racconto che suscita profonde riflessioni, rivelatore della storia, delle radici, delle ragioni dei protagonisti e, per certi versi, di quelle di chi legge. Emergono talvolta i silenzi più che le parole dette, perché a far male sono maggiormente i vuoti rispetto a tutto ciò che riempie, le mancanze rispetto a tutto ciò che è stato fatto.
Mi chiamo Lucy Barton è uno splendido racconto, un racconto di distanze geografiche che possono diventare distanze del cuore, di discorsi mai affrontati, di imbarazzi che si ingigantiscono.
È in fondo la storia di un intenso amore imperfetto, come lo sono tanti. Una narrazione tanto tagliente da ferire in alcuni momenti, ma altrettanto avvolgente da proteggere in altri. Una sorpresa piacevolissima per me.

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