Maruzza Musumeci – Andrea Camilleri

2008-01-07T00:00:00+00:00 By |
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Maruzza MusumeciAndrea Camilleri pubblica Maruzza Musumeci con l’editore Sellerio nel 2007.
Ambientato a cavallo tra il 1800 e il 1900 narra la storia di Gnazio Manisco che, alla ricerca di fortuna, affronta il lungo viaggio per l’America sotto coperta a causa del terrore del mare. Tra lui e il mare non c’è alcuna sintonia. Gnazio è un siciliano e verace uomo di terra e il mare può far affogare. Trascorre più di vent’anni in America ad arrimunnari l’arboli e con i dollari risparmiati torna nella sua Vigata agli inizi del gennaio 1895 per acquistare un po’ di quella amata terra. Non sarebbe mai rimasto in America fino alla vecchiaia.

Maritarisi nella Merica assignificava moriri nella Merica e lui nella Merica non ci voliva moriri, lui voliva moriri nella sò terra, chiuiri l’occhi per sempri davanti a un aulivo saraceno.

Appena arrivato a Vigata alloggia a casa di un lontano parente che gli affitta una camera e comincia a far correre la voce che desidera acquistare un pezzo di terra. Così, dopo aver cercato un po’, viene a sapere che in contrada Ninfa c’è un terreno in vendita a buon prezzo. Ma appena vede dove è situato una morsa gli stringe il cuore.

Contrata Ninfa era na speci di punta di terra che s’infilava nel mari come la prua di un papore e le deci sarme in vendita erano propio quella punta, sicchè il mari stava torno torno per tri latate, solo una latata confinava con altra terra. Anzi, con una trazzera. Ma in questa latata di parte di terra ci stava un aulivo saraceno che la genti diciva che aviva cchiù di milli anni. L’arbolo giusto per moriri taliannolo. E fu l’aulivo a persuadiri alla fine Gnazio ad accattarisi il tirreno.

La sua terra galleggia sul mare come un’isola, come l’Itaca di Ulisse. Essa, dapprima abbandonata, rifiorisce grazie alla mano esperta di Gnazio il quale, essendo anche un bravo muratore, costruisce una casa evitando accuratamente finestre che danno su quella immensa distesa d’acqua.
Gnazio ormai ha più di quarant’anni e pensa che sia giunto il momento di prendere moglie. Si rivolge così all’anziana gnà Pina, esperta di erbe e sensale di matrimoni, che gli propone la bellissima quanto strana e misteriosa Maruzza Musumeci. Ha più di trent’anni, ma nonostante la sua straordinaria avvenenza non si è ancora sposata. La ragazza è molto legata alla bisnonna Minica dall’età indefinita e indefinibile. Minica ha una voce deliziosa, fresca e soave come quella di una donna giovanissima. Entrambe sono sirene, entrambe cantano in una lingua sconosciuta e sono venute dal mare per vivere in mezzo agli uomini. Il giorno dell’incontro tra Gnazio e Maruzza è funestato da un terribile avvenimento: il suicidio del vicino Aulisse che temporaneamente lavora i campi di Gnazio. I due si sposano e vivono felici nonostante le strambe abitudini di Maruzza. Quattro sono i figli che nascono dal loro amore: Cola, Resina, Calorio e Ciccina. Ed è Resina, anagramma di Sirena, che perpetua il misterioso legame tra le donne della sua famiglia e il mare…

Un racconto tra realtà e fantasia, tra storia e mito, tra magici personaggi che cantano gli antichi versi di Omero e uomini solidamente ancorati alla terra. Un connubio d’eccezione quello tra le sirene, sensuali e bellissime donne dal canto melodioso che ormai non uccidono più i naufraghi e uomini che del mare hanno timore, un eccezionale incontro tra cielo e mare.
Camilleri ci narra una storia che sconfina nel mondo fatato delle fiabe con la dolcezza e l’atmosfera senza tempo che crea l’improbabile unione del viddrano con la sirena.

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