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Lux – Edito Neri Pozza, Lux è il romanzo d’esordio di Eleonora Marangoni. Proposto da Sandra Petrignani, è tra i dodici semi finalisti del premio Strega 2019.
Ne è protagonista Thomas Edwards, un giovane italo inglese, di buona famiglia, architetto. Gestisce con successo uno studio di light design ed ha una relazione con Ottie, una chef inglese in carriera. In apparenza sembra che non manchi nulla alla sua vita, ma Thomas vive realmente in maniera superficiale e schiva; ama ancora perdutamente Sophie e il ricordo di lei, che non vede da anni, è una presenza fissa e persino tangibile.

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I due non si vedevano da quasi sette anni; lei nel frattempo si era fatta crescere i capelli fin sotto le spalle e aveva preso a legarli tutti i giorni in una treccia che pendeva sempre leggermente da un lato. I capelli di Sophie erano lievi come fili e mossi come alche, più scuri alla radice e dorati sulle punte. Di per sé non avevano niente di indimenticabile, ma adesso che erano lunghi le bastava scioglierli perché una luce si spandesse tutt’intorno al viso e, per un attimo, una vaga brezza soffiasse nella stanza, come se qualcuno avesse dischiuso una finestra per annusare l’aria. Thomas tutto questo non poteva saperlo: aveva conosciuto Sophie con un rassicurante caschetto castano e non la immaginava mai con una pettinatura diversa.

Ed è questa la situazione emotiva di Tom quando riceve una particolarissima eredità da uno zio che ha visto una sola volta: un albergo scalcinato, un vulcano inattivo, una piantagione di baobab nani e una sorgente di acqua minerale che pare abbia straordinarie proprietà benefiche. L’uomo lascia perciò Londra per raggiungere una piccola isola del Sud Italia, di cui non sappiamo nulla, nemmeno il nome, dove è situata l’eredità, con l’intenzione di venderla ad uno sconosciuto compratore che si è offerto di acquistarla. Appena atterrati, a dare il benvenuto a Tom, Ottie e al figlio di lei, c’è una luce straordinaria.

Laggiù il sole non illuminava le cose, le abitava dall’interno, e pareva trovarsi in un’altra età del mondo, in cui era il cielo a governare il creato. Case, strade, costruzioni e alberi non riflettevano soltanto la luce ma sembravano emanarla, e Thomas, che nella fretta di quella mattina aveva anche dimenticato gli occhiali da sole, nel tratto dalla scaletta al gate continuò a guardarsi intorno strizzando gli occhi da una parte all’altra del paesaggio.

L’Hotel Zelda, si chiama così la pensione ereditata, si trova in una parte di isola in cui la vegetazione è talmente fitta da non riuscire ad accorgersi nemmeno di essere giunti a destinazione, se non all’improvviso, alla fine di una curva un po’ stretta. È una costruzione che emana lo stesso fascino delle signore che un tempo sono state ragazze incantevoli. Tutti ne sono sorpresi, ciascuno a modo suo.
Qui Tom si troverà in compagnia di alcune persone del luogo come Gero Rutirò, autoimpostosi come custode dell’hotel Zelda. Questi una volta doveva essere stato un bel ragazzo, ma l’egoismo e l’indolenza, che sono sue precipue caratteristiche, ne hanno modificato persino i tratti. E poi Bembo, l’autista bambino vestito di una tunica bianca, dal passato impossibile da immaginare, e la prostituta non più giovane, allegra e pingue.
E naturalmente gli avventori dell’hotel: Olivia, la biologa triestina, incinta al settimo mese, venuta a studiare le proprietà dell’acqua minerale; Gandini, lo scrittore milanese, un po’ snob, che riunisce nella sua persona il genio e il fallito. L’interazione tra tutti questi personaggi dà vita a una narrazione originale in cui il mondo interiore dei protagonisti si riversa all’esterno e per converso l’esteriorità dell’isola, con la sua vegetazione selvaggia e la sua luce, si riflette nel loro intimo.
È una storia nostalgica, delicata, in apparenza lieve, ma di fondo ricca di implicazioni importanti e concrete. Una storia nel cui centro c’è l’attaccamento agli oggetti e alle persone che, per differenti ragioni, sono lontane da noi, ma che restano presenze forti e condizionanti.
Eleonora Marangoni ha creato un’atmosfera avvolgente e densa in una narrazione dallo stile raffinato e colto. Il prodotto di questa miscela di elementi è una storia magica e insieme reale che evoca, per certi aspetti, il realismo magico di Marquez.
È un libro la cui luce è capace di illuminare anche luoghi insospettati e di rivelare analogie impensate. Una lettura che consiglio senza indugio.

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Sommario
Lux - Eleonora Marangoni
Titolo
Lux - Eleonora Marangoni
Descrizione
Lux di Eleonora Marangoni - Edito Neri Pozza, Lux è il romanzo d’esordio di Eleonora Marangoni. Proposto da Sandra Petrignani, è tra i dodici semi finalisti del premio Strega 2019. Ne è protagonista Thomas Edwards, un giovane italo inglese, di buona famiglia, architetto. Gestisce con successo uno studio di light design ed ha una relazione con Ottie, una chef inglese in carriera. In apparenza sembra che non manchi nulla alla sua vita, ma Thomas vive realmente in maniera superficiale e schiva; ama ancora perdutamente Sophie e il ricordo di lei, che non vede da anni, è una presenza fissa e persino tangibile.
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