L’amore ai tempi del colera – Gabriel Garcìa Màrquez

Di |2019-03-06T20:55:58+00:00Gennaio 26th, 2008|

L’amore ai tempi del coleraScritto dal Premio Nobel per la Letteratura Gabriel Garcìa Màrquez, L’amore ai tempi del colera risale al 1985. Mike Newell ne ha fatto un adattamento cinematografico nel dicembre del 2007. Nonostante la bravura di Giovanna Mezzogiorno e Javier Bardem, interpreti di Fermina e Florentino, il film non ha soddisfatto le aspettative di chi, come me, ama la scrittura di Màrquez.
Il giovane telegrafista Florentino Ariza, in occasione della consegna di un telegramma, conosce la splendida Fermina Daza, giunta da poco in città. Florentino si innamora perdutamente ed anche Fermina sembra ricambiare il sentimento. I due giovani instaurano un rapporto epistolare ma il padre di Fermina, scoperta la relazione, li ostacola perchè spera in un matrimonio migliore per la figlia. Fermina è costretta a trasferirsi in un’altra città e le loro strade si dividono. La separazione li fa soffrire terribilmente, ma il fiume della vita li trascina e li porta lontano. Lei finisce per sposare il giovane ed affascinante medico Juvenal Urbino, ricco ed illustre esponente della sua città, interpretato nel film da Benjamin Bratt; lui comincia a lavorare per la compagnia fluviale dello zio, facendosi onore attraverso una brillante carriera e vivendo numerose avventure.
Possibile che questo sia un amore sconfitto come tanti? Quanto tempo è possibile attendere? Tempi di attesa e capacità di pazientare: questa storia ci insegna molto su questi argomenti. Più di mezzo secolo: tanta è stata la perseveranza di Florentino e del suo incrollabile sentire. Ha continuato ad amare solo Fermina, anche se le relazioni non gli sono mancate. La stessa Fermina ha vissuto il suo matrimonio, ha avuto dei bambini, dubitando talvolta della sua scelta. Florentino e Fermina: l’amore dei vent’anni mai svanito. Un sentimento infinito, una passione senza eguali in un paese del sud America tormentato da odi e guerre civili, da malattie e pestilenze.

Una narrazione fiabesca e, per certi versi, atipica, illuminata dal sole dei Caraibi e dal folclore dei suoi abitanti. Qui Màrquez tralascia il suo impegno di denuncia sociale per raccontare, attraverso personaggi meravigliosi, una “odissea” d’amore e passione. Un libro affascinante, un esempio perfetto di stile e ritmo, uno splendido connubio di dolore e morte, di destino e sofferenza, di diniego e perseveranza.
Un libro che ho amato molto, magico e poetico. Un inno all’amore che si lascia leggere tutto d’un fiato.

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