La più amata – Teresa Ciabatti

2018-02-06T22:53:23+00:00 By |
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LaFeltrinelli Mondadori
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La più amataAppena finito di leggere, Teresa Ciabatti mi ha lasciato l’amaro in bocca, la sensazione di una indicibile desolazione e di una angoscia senza fine. Una scrittura incalzante, diretta, autobiografica e immaginaria nel contempo. Dove finisca la narrazione della propria esistenza e cominci l’invenzione non è dato sapere. Seconda classificata al Premio Strega, La più amata, pubblicata da Mondadori, è la storia di una donna che cerca le ragioni per le quali è diventata quella che è: anaffettiva, insoddisfatta, incompleta. Figlia del noto chirurgo Lorenzo Ciabatti e dell’anestesista Francesca Fabiani, la Teresa bambina vive un’infanzia dorata, da principessa, anzi, da regina. È la figlia del Professore: tutto può desiderare, tutto può possedere, tutto le si può concedere. È lei, la più amata, la più bella, la più ricca. Vive a Orbetello e trascorre le estati nella villa più lussuosa dell’Argentario, la prima della zona ad essere dotata di piscina. La Teresa adolescente invece lotta, si dibatte, ingrassa, non è più sufficiente essere la figlia del dio chirurgo che tutti ossequiano. La sua famiglia si sta frantumando e trasferirsi dalla provincia alla grande città non aiuta. Passare dal trascorrere le vacanze in una casa di quattrocento metri quadri, con undici bagni, al battere con forza sulla porta dell’unico bagno dell’appartamento, a Roma, per riuscire a fare una doccia non è più da regina. Diventare ad un tratto povera disorienta, destabilizza, incattivisce. Ma Teresa cresce, inevitabile processo dell’esistenza. Cresce e gli interrogativi aumentano.
Diventa adulta, ma non sa ancora chi è suo padre. La verità sembra sfuggirle, soprattutto adesso che entrambi i genitori sono morti. Lorenzo Ciabatti: benefattore, altruista, filantropo oppure uomo senza scrupoli, fascista, bugiardo, vendicativo? Se lo chiede Teresa, perché la sensazione che nulla sia come sembra pesa come un macigno, angoscia come la più terribile delle malattie. Ha un fratello gemello, che la evita e le rimprovera di avere sempre pensato solo a se stessa. A parte qualche sparuto cugino e un paio di amiche della madre, sembra non avere più nessuno. Ma Teresa, quarantaquattro anni, vuole sapere chi era suo padre. I ricordi della vita passata si alternano al presente. I soldi, i terreni, i palazzi, capitali su capitali accumulati e poi dilapidati. Ed ancora i politici, le conoscenze altolocate, la connivenza con probabili mafiosi, il sequestro lampo, ma anche le inspiegabili assenze, i tradimenti, la massoneria e la perdita del patrimonio intero. Teresa Ciabatti mi ha incantato e spiazzato. Per il tema della narrazione, per la scrittura guizzante, per la capacità di trascinarti nella sua vita e guidarti con destrezza maniacale da prima della sua nascita, all’infanzia, all’adolescenza e infine all’età adulta. Non si risparmia la Ciabatti quando descrive il rapporto con il padre luminare o quando ritrae la figura della madre, anestesista, consumata dall’abbandono della professione e dalla cura della famiglia. E non lo fa nemmeno quando si mette al centro dell’attenzione come antieroina per eccellenza, superficiale, sovrappeso, incapace, ma a tutti gli effetti scrittrice di grande talento. Incisiva, graffiante, impulsiva, da leggere senza dubbio.

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