La donna giusta – Caterina Ambrosecchia

2018-06-28T09:57:13+00:00 By |
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Edito Gelsorosso, La donna giusta è il romanzo d’esordio della lucana Caterina Ambrosecchia.
La storia si sviluppa su due piani temporali in un paesino del sud volutamente non identificato. Un sud del cuore e dell’anima più che un vero e proprio paesaggio geografico.
Gli anni Cinquanta sono il tempo in cui Luigia vive la sua giovinezza. I giorni nostri vedono protagonista invece la giovane universitaria Monica, figlia di Libera e nipote di Luigia. Tutto ha inizio con il ritorno di Monica e Libera al paese d’origine, nella triste occasione della morte della nonna. Qui Monica si rende conto di conoscere pochissimo nonna Luigia e di avere una madre restia a raccontare della propria infanzia e dei genitori. Ma quando per caso Monica scopre un’incisione su una scaletta in pietra, si risveglia il desiderio di sapere di quel passato e sente, in cuor suo, di poter comprendere maggiormente il suo presente. Luigia, Libera e Monica rappresentano tre generazioni diverse, tre storie differenti, tre vite che tuttavia appartengono l’una all’altra.
Caterina Ambrosecchia riesce con delicatezza a interessare il lettore, a suscitare curiosità, a coinvolgerlo, a farlo tornare indietro nel tempo. A me ha ricordato i racconti di nonni e anziani genitori, quelli della sera accanto al fuoco, quelli che, quando li ascolti, ti sembra di essere in un mondo ovattato e protetto. Anche per questo l’immagine del “fare all’amore” porta con sé una tenerezza di fanciullo.

Luigia e Tommaso facevano all’amore. Così si diceva quando due ragazzi erano interessati l’uno all’altra. Il fare all’amore consisteva nel guardarsi, nel sorridersi quando capitava, nello scambiare qualche parola e qualche bacio e basta.

Ma in questo romanzo c’è ben di più. Vi troviamo la meschinità della gente, l’interesse economico, il bisogno d’amore, le differenze di classe, il coraggio e la determinazione. Quel coraggio e determinazione che caratterizzano alcuni esseri umani e che invece latitano in altri. La ricerca di sé, della propria identità e delle proprie radici sono elementi che emergono con forza dal racconto e lo rendono ancor più accattivante. I personaggi sono ben delineati dal punto di vista psicologico e il lettore riesce a comprenderne senza sforzo alcuno carattere e aspetto fisico. Un pregio non da poco.
Infine il linguaggio che tanta parte ha nel successo delle narrazioni. La donna giusta ne utilizza uno semplice e leggero senza essere mai banale o sciatto. Nessuna espressione sopra le righe, pulito ed essenziale.
Con il suo stile fluido e fresco incoraggia il lettore a giungere presto alla conclusione. Ed è solo su questa conclusione che mi sento di fare un’osservazione. Mi è sembrata aperta a troppi interrogativi, come se mancasse una completa definizione della storia. Avrei insomma voluto saperne di più, ma mi fermo qui per non anticipare nulla. Solo un parere il mio, che non va in alcun modo ad inficiare quello che ritengo essere un romanzo di valore.
La donna giusta è un libro malinconico e dolce, un libro che mi ha piacevolmente stupito e che spero possa avere ancora numerosi riconoscimenti. Di certo Caterina Ambrosecchia, se vorrà proseguire in questa sua attività di scrittrice, mi troverà tra i suoi lettori.

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