La camera azzurra – Georges Simenon

2018-09-05T07:37:30+00:00 By |
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Lo scrittore belga di lingua francese Georges Simenon deve la sua fama e il suo successo al personaggio del commissario Maigret. Avendo scritto centinaia di racconti e romanzi, pubblicati con diversi pseudonimi, è considerato, a ragione, uno degli scrittori più prolifici del secolo scorso. Il suo più grande merito è forse la capacità di ritrarre con arguzia i tratti psicologici dei suoi personaggi e delle vicende umane che descrive. Ed è proprio il racconto della vicenda umana, più che la costruzione dell’enigma, del giallo vero e proprio che caratterizza Simenon.
La camera azzurra è uno di quei libri che ho iniziato a leggere per caso e con poca convinzione, ma che mi ha fatto scoprire le qualità letterarie di questo straordinario autore. Racconta la storia di una passione che divora e che ossessiona. Passione che si consuma nella provincia francese in una camera d’albergo, azzurra per l’appunto, tra Tony e Andrèe.

La camera era azzurra, di un azzurro-aveva notato un giorno- simile a quello della liscivia. Un azzurro che lo riportava all’infanzia, ai sacchetti di tela grezza pieni di polvere colorata che sua madre diluiva nella tinozza del bucato prima di risciacquare la biancheria e stenderla sull’erba scintillante del prato. A quel tempo lui doveva avere cinque o sei anni, e si chiedeva come mai una polverina azzurra potesse ridare il bianco ai tessuti. Gli sembrava un miracolo.
In seguito, quando la madre era morta da un pezzo e ormai i tratti di quel viso familiare cominciavano a svanire dalla sua memoria, si era anche chiesto perché la povera gente come loro, nonostante gli abiti rattoppati, attribuisse tanta importanza al candore della biancheria.
Era a questo che stava pensando in quel momento? L’avrebbe capito soltanto dopo. L’azzurro della camera non somigliava solo al colore della liscivia, ricordava anche il cielo di certi caldi pomeriggi d’agosto, prima che il tramonto lo tinga di rosa e poi di rosso.
Perché era proprio un tardo pomeriggio di agosto, più precisamente erano le cinque del 2 agosto, e sul tetto della stazione, la cui facciata bianca era immersa nell’ombra, cominciava a far capolino qualche nuvola dorata, leggera come panna montata.
“Ti piacerebbe passare con me il resto della tua vita?”




Questa è certamente una delle domande a cui Tony sarebbe tornato a pensare qualche tempo dopo, a tragedia consumata. Andrèe irrompe nella vita di Tony come femme fatale e le domande che gli rivolge innescano sin da subito l’inevitabile corso degli eventi: “Se io mi ritrovassi libera…faresti in modo di renderti libero anche tu?”
Entrambi i protagonisti sono infatti sposati: Andrèe è la moglie insoddisfatta del droghiere di Saint Justin, sposato solo per interesse; Tony, commerciante di macchine agricole, conduce una tranquilla vita familiare con la moglie Gisele e la figlia Marianne. Trovo veramente efficace anche la descrizione di Gisele:

Con quei capelli biondi, il colorito pallido, i lineamenti delicati, la gente tendeva a trovare in lei un qualcosa di angelico. E invece amava i sapori forti, le aringhe affumicate, le insalate condite con aglio e aceto in abbondanza, i formaggi fermentati. Quando lavorava nell’orto non era difficile sorprenderla a sgranocchiare una grossa cipolla cruda.

I momenti illusori della vita, trascorsi nella camera azzurra, irrompono in maniera drastica in quella reale e i due amanti vengono coinvolti in una inchiesta giudiziaria, sospettati di omicidio. Per questa ragione le scene vissute in quella camera vengono in continuazione rievocate dal protagonista, costretto a rispondere alle domande di chi investiga. Con grande abilità Simenon descrive l’assistere di Tony allo svolgersi del proprio destino, in maniera passiva, subendo gli eventi e non partecipandovi. E’ la storia di una passione devastante e morbosa, di un microcosmo ordinariamente infelice, di un amore famelico e non sempre comprensibile. Narrata con uno stile semplice e scorrevole, ma anche preciso e tagliente, possiede un ritmo vertiginoso che porta diretto al termine del racconto. E poi l’ambientazione nel piccolo borgo francese tra vite monotone e scialbe, l’atmosfera del paese di provincia in cui sembra che nessuno si accorga di nulla e dove in realtà tutti sanno, è particolarmente riuscita.
Un romanzo sulle debolezze degli uomini, sul potere e sul significato delle parole e soprattutto sulle conseguenze delle passioni. Un magnifico Simenon.

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