La camera azzurra

Riassunto e recensione del libro

La camera azzurraLo scrittore belga di lingua francese Georges Simenon deve la sua fama e il suo successo al personaggio del commissario Maigret. Avendo scritto centinaia di racconti e romanzi, pubblicati utilizzando anche diversi pseudonimi, è considerato, a ragione, uno degli scrittori più prolifici del secolo scorso. Il suo più grande merito è forse la capacità di ritrarre con arguzia i tratti psicologici dei suoi personaggi e delle vicende umane che descrive. Ed è proprio il racconto della vicenda umana, più che la costruzione dell’enigma, del giallo vero e proprio che caratterizza Simenon.
La camera azzurra è uno di quei libri che ho iniziato a leggere per caso e con poca convinzione, ma che mi ha fatto scoprire le qualità letterarie di questo straordinario autore. Racconta la storia di una passione che divora e che ossessiona. Passione che si consuma nella provincia francese in una camera d’albergo, azzurra per l’appunto, tra Tony e Andrèe.

“La camera era azzurra, di un azzurro-aveva notato un giorno- simile a quello della liscivia. Un azzurro che lo riportava all’infanzia, ai sacchetti di tela grezza pieni di polvere colorata che sua madre diluiva nella tinozza del bucato prima di risciacquare la biancheria e stenderla sull’erba scintillante del prato. A quel tempo lui doveva avere cinque o sei anni, e si chiedeva come mai una polverina azzurra potesse ridare il bianco ai tessuti. Gli sembrava un miracolo.
In seguito, quando la madre era morta da un pezzo e ormai i tratti di quel viso familiare cominciavano a svanire dalla sua memoria, si era anche chiesto perché la povera gente come loro, nonostante gli abiti rattoppati, attribuisse tanta importanza al candore della biancheria.
Era a questo che stava pensando in quel momento? L’avrebbe capito soltanto dopo. L’azzurro della camera non somigliava solo al colore della liscivia, ricordava anche il cielo di certi caldi pomeriggi d’agosto, prima che il tramonto lo tinga di rosa e poi di rosso.
Perché era proprio un tardo pomeriggio di agosto, più precisamente erano le cinque del 2 agosto, e sul tetto della stazione, la cui facciata bianca era immersa nell’ombra, cominciava a far capolino qualche nuvola dorata, leggera come panna montata.
<< Ti piacerebbe passare con me il resto della tua vita?>>”




Questa è certamente una delle domande a cui Tony sarebbe tornato a pensare qualche tempo dopo, a tragedia consumata. Andrèe irrompe nella vita di Tony come femme fatale e le domande che gli rivolge innescano sin da subito l’inevitabile corso degli eventi: “Se io mi ritrovassi libera…faresti in modo di renderti libero anche tu?”
Entrambi i protagonisti sono infatti sposati: Andrèe è la moglie insoddisfatta del droghiere di Saint Justin, sposato solo per interesse; Tony, commerciante di macchine agricole, conduce una tranquilla vita familiare con la moglie Gisele e la figlia Marianne. Trovo veramente efficace anche la descrizione di Gisele:
“Con quei capelli biondi, il colorito pallido, i lineamenti delicati, la gente tendeva a trovare in lei un qualcosa di angelico. E invece amava i sapori forti, le aringhe affumicate, le insalate condite con aglio e aceto in abbondanza, i formaggi fermentati. Quando lavorava nell’orto non era difficile sorprenderla a sgranocchiare una grossa cipolla cruda.”
I momenti illusori della vita trascorsi nella camera azzurra irrompono in maniera drastica in quella reale e i due amanti vengono coinvolti in una inchiesta giudiziaria, sospettati di omicidio. Per questa ragione le scene vissute in quella camera vengono in continuazione rievocate dal protagonista, costretto a rispondere alle domande di chi investiga. Con grande abilità Simenon descrive la maniera in cui Tony assiste allo svolgersi del proprio destino, in maniera passiva, subendo gli eventi e non partecipandovi. E’ la storia di una passione devastante, morbosa, narrata con uno stile semplice e scorrevole, ma anche preciso e tagliente che, con ritmo vertiginoso, porta diretto al termine della storia. E poi l’ambientazione nel piccolo borgo francese tra vite monotone e ordinarie, l’atmosfera del paese di provincia in cui sembra che nessuno si accorga di nulla e dove in realtà tutti sanno è particolarmente riuscita.
Un romanzo sulle debolezze degli uomini, sul potere e sul significato delle parole e soprattutto sulle conseguenze delle passioni.

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La camera azzurra

La camera azzurra

Adelphi. 2012

«Sei così bello» gli aveva detto un giorno Andrée «che mi piacerebbe fare l’amore con te davanti a tutti, in mezzo alla piazza della stazione...». Quella volta Tony aveva accennato un sorriso da maschio soddisfatto: perché era ancora soltanto un gioco, perché mai nessuna donna gli aveva dato più piacere di lei – «un piacere assoluto, animalesco, senza secondi fini, e mai seguito da disgusto, disagio o stanchezza». Del resto, era stata lei a tirarsi su la gonna e a invitarlo con la sua voce...

Il cane giallo

Il cane giallo

Adelphi. 2012

C’era in lei un’umiltà esagerata. I suoi occhi cerchiati, il suo modo di muoversi senza far rumore, senza sfiorare le cose, quel suo fremere d’inquietudine alla minima parola, corrispondevano abbastanza all’idea che ci si fa della serva abituata a ogni durezza. Sotto quelle apparenze si sentivano però come dei sussulti di orgoglio, che lei si sforzava di non lasciar trasparire. «Era anemica. Il suo seno piatto non era fatto per risvegliare i sensi. Eppure c’era qualcosa di attraente in lei,...

Il Crocevia delle Tre Vedove

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Adelphi. 2012

«Lei veniva avanti, la figura ancora indistinta nella semioscurità. Veniva avanti come la protagonista di un film, o meglio come la donna dei sogni di un adolescente. Era vestita di velluto nero? Fatto sta che era più scura di tutto il resto, che spiccava come un’ombra intensa, sontuosa. E la poca luce ancora sospesa nell’aria si concentrava sui suoi capelli biondi e leggeri, sul viso opaco». «Ho saputo che desidera parlarmi, commissario... Ma la prego, si accomodi...». «Il suo accento era...

Il defunto signor Gallet

Il defunto signor Gallet

Adelphi. 2012

Invece di farsi più completo e più decifrabile, il personaggio stava diventando inafferrabile... La fisionomia dell’uomo con la finanziera troppo stretta si andava via via offuscando fino a non avere più niente di umano... «Alla foto, sola immagine tangibile e teoricamente completa che Maigret possedesse, si sostituivano altre immagini sfuggenti che rifiutavano di sovrapporsi, mentre avrebbero dovuto fornire il ritratto di un unico uomo». (Le inchieste di Maigret 4 di 75)

“La camera azzurra” di Georges Simenon: il grigio di un'esistenza ...

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2016-02-17 - Oubliette Magazine

Ma soprattutto l'azzurro della liscivia (lessive), la polverina detergente con azione sbiancante usata per il bucato. L'autore ce lo rende intuibile, fin dall'incipit, usando tale similitudine, che ribadirà quasi nell'epilogo per chiudere il cerchio...

Cannes 2014: Per la prima volta sullo schermo La Camera Azzurra ...

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2014-05-19 - melty.it

La sezione Un Certain Regard del Festival di Cannes ha presentato per la prima volta sullo schermo la storia di Georges Simenon tratta dal libro edito da Adelphi: un uomo, una donna e una camera azzurra. Una camera che in tutte le altre lingue è blu ma...

Amalric, mille modi per fare cinema: "Ma non serve essere molto ...

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2015-04-19 - La Repubblica

E ancora ha firmato da regista Stede de Wimbledon (mai uscito in Italia, da un romanzo di Daniele Del Giudice), Turnée (miglior regia a Cannes 2010) e La chambre bleue da un romanzo di Georges Simenon. Mathieu Amalric, classe 1965, una delle figure più...

Il primo inganno di Riccardo Landini

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2016-07-12 - Leggeremania (Comunicati Stampa)

: Brenno Sandrelli, perito assicurativo e detective a tempo perso incappa in una banda di stupratori assassini, ma la sua voglia di ficcare il naso dove non dovrebbe gli porterà un sacco di guai....

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