Nell’ambito del “Salento Book Festival è stato un piacere incontrare Barbara Palombelli e rivolgerle alcune domande.

Barbara Palombelli – Figlia di Carlo e Manuela Micheli, prima di quattro figli, laureata in Antropologia culturale, inizia la sua carriera in Rai, a Rai Radio 2, nella redazione della rubrica Sala F. Nel 1979 entra a L’Europeo diretto da Mario Pirani. Nel 1980 è diventata giornalista parlamentare del settimanale. Dal 1984 al 1987 ha collaborato con il quotidiano Il Giornale diretto da Indro Montanelli. Dal 1986 al 1988 è stata vicecaporedattore di Panorama (direttore Claudio Rinaldi). Nel 1989 e 1990 è stata “inviata speciale” del Corriere della Sera, dal 1991 al 2000 ha lavorato presso la Repubblica, quindi dal 2001 al 2006 è tornata come editorialista al Corriere della Sera.

Per la Rai ha realizzato venti interviste a Domenica in (edizione 1987), ha partecipato con Valentino Parlato e Mauro Paissan alla prima edizione di Samarcanda e ha condotto Italiani con Andrea Barbato (edizione 1992-1993). Dal 1998 al 2000 ha condotto Se telefonando, rubrica quotidiana di Radio 2, mentre nel 2002 ha condotto una nuova serie della celebre trasmissione radiofonica di Rai Radio 2 Il gambero. Dal 2001 al 2013 ha condotto anche la rubrica quotidiana 28 minuti da lei ideata per Rai Radio 2.

Nella stagione 2003-2004 ha affiancato Giuliano Ferrara in Otto e mezzo su LA7. Nella stagione 2004-2005 è tornata in RAI come opinionista a Domenica in e nel programma Punto a capo condotto da Giovanni Masotti. Dal 2006 al 2013 ha una collaborazione con Mediaset per le rubriche del TG5, di Matrix, di Pomeriggio Cinque e di Mattino Cinque; dal 2010 è opinionista a Quarto grado su Rete 4.

Dal 9 settembre 2013 conduce Forum e Lo Sportello di Forum, trasmessi rispettivamente da Canale 5 e Rete 4. Dal 2014 Barbara Palombelli conduce degli speciali di Forum che aprono le rispettive stagioni televisivi, in onda la domenica pomeriggio.

Da settembre 2018, oltre a condurre per il sesto anno consecutivo Forum e Lo Sportello di Forum, diventa la conduttrice del access prime time di Rete 4 con il programma Stasera Italia, che la vede protagonista dal lunedì al venerdì in prima serata.

Ha raccontato la sua vita e le nostre storie quotidiane nei libri “C’era una ragazza” (Mondadori 1999), “Diario di una mamma giornalista” (Rizzoli 2001), “Famiglie d’Italia” (Rizzoli 2003) e “Mai fermarsi” (Rizzoli 2019).

Grazie Barbara di aver accettato questa intervista. Cercherò di essere sintetica perché immagino che questa sia per lei una serata impegnativa tra la presentazione di Corigliano d’Otranto e quella di Nardò. Come nasce questo libro, questo desiderio di raccontarsi?

Grazie a lei. Tenevo una sorta di diario di alcuni ricordi, dell’adozione delle mie figlie, del galateo di mio padre, dei pensieri di mia nonna. Avevo dunque nel computer questi scritti; poi la casa editrice mi ha chiesto se avevo qualcosa da pubblicare. Così ho mandato quello che avevo già e, in seguito, intorno a questo è nato il libro.

Ed è un libro delizioso. L’ho finito di leggere proprio oggi facendo una corsa perché sapevo che avrei potuto incontrarla. C’è un punto che riguarda la lettura e Moravia quando lei dice “Peccato che le ragazze di ora siano così distanti dalla lettura: soffrono tanto per amore solo perché non hanno letto certi autori”. Lo trovo un pensiero bellissimo da divoratrice seriale di libri quale sono. È come se lei stesse dicendo che chi legge ha una corazza. È così?

Beh, chi legge vive mille vite, si fa delle esperienze, anche stando nel proprio letto, nella propria poltrona. Si sogna e si vive. Io ho vissuto, oltre alle mie tante vite, le vite di tutte le eroine dei romanzi che ho letto. E quindi mi sono anche un po’ corazzata, in un certo senso. Capisci le persone, capisci gli ambienti come se avessi avuto un milione di esperienze.

Nel suo libro ci sono diversi punti in cui parla dell’amore per i libri. In uno di questi accenna anche a Scurati, vincitore del Premio Strega di quest’anno. Che cosa pensa del Premio Strega?

Il Premio Strega è la più grande vetrina italiana dei libri. La dozzina candidata allo Strega è nell’anno il meglio che si è pubblicato nelle case editrici. Poi naturalmente c’è tanto altro da leggere, c’è tanta letteratura che non emerge. Ma è comunque una vetrina, i libri dell’estate.  Quando ero più giovane e andavo in libreria i libri che avevano la fascetta con l’indicazione della candidatura al Premio Strega erano quelli che si compravano quasi a scatola chiusa. È in un certo senso un acceleratore. Quest’anno il Premio a Scurati è meritatissimo perché “M. Il figlio del secolo” è veramente una grande opera. Un libro molto particolare, soprattutto questa prima parte. La vita romanzata di Mussolini, socialista, misterioso, diverso da quello che viene sempre raccontato, meritava di essere premiata.

In questo suo libro c’è anche tanta Roma, i suoi bar, i suoi giardini. È una città complicata e bellissima. Se avesse la possibilità di andare a vivere altrove dove andrebbe, ha un’altra città del cuore?

Una città del cuore a parte Roma potrebbe essere Palermo che è la città di origine della famiglia di mio marito. È una città che amo molto ed è abbastanza complicata, come Roma. Mi ritroverei.

Mi ha colpito quando parla del ruolo del compagno in una coppia. Lei dice che, forse proprio perché si fa fatica ad avere la tanto agognata parità, in un certo senso è come se le giovani donne volessero tornare indietro. Si è combattuto per questa parità e adesso che, con fatica, ce la stiamo facendo, è come se non la volessimo più. Ci basta l’anello al dito?

C’è del vero. Lo vedo nelle mie figlie che sognano il matrimonio, sognano l’abito bianco. Sono tradizionaliste, forse perché hanno un vissuto difficile. Non so se sia un passo indietro. Si può forse avere tutto: la parità e la tradizione. Noi per rompere con la tradizione abbiamo dovuto a rinunciare a tante cose. Adesso forse si vuole recuperare la tradizione mantenendo la parità. Ed io glielo auguro naturalmente. Si vuole forse avere tutto, ma non sempre questo è possibile.

Un’ultima domanda Barbara. Lei non si ferma mai come ci dice sin dal titolo del suo libro. Quali sono i suoi progetti per il futuro?

È vero. “Mai fermarsi”. Adesso ho un’altra stagione televisiva da affrontare perché è stato appena riconfermato il mio impegno sia per Forum, sia per Stasera Italia e poi quando la televisione sarà finita mi metterò a scrivere un grande romanzo. Voglio proprio scrivere un grande romanzo. Fino ad ora ho scritto libri su cose che sapevo e invece adesso vorrei addentrarmi nella fantasia.

Lei dice “Siamo nonni, ma non stiamo in poltrona a maledire il presente.” La trovo una cosa straordinaria. Mi piace concludere ricordando queste sue parole. Grazie Barbara

E infatti andiamo sempre avanti, si deve sempre combattere. Grazie a lei.

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Barbara Palombelli
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Barbara Palombelli
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Intervista a Barbara Palombelli - Grazie Barbara di aver accettato questa intervista. Cercherò di essere sintetica perché immagino che questa sia per lei una serata impegnativa tra la presentazione di Corigliano d’Otranto e quella di Nardò. Come nasce questo libro, questo desiderio di raccontarsi?Grazie a lei. Tenevo una sorta di diario di alcuni ricordi, dell’adozione delle mie figlie, del galateo di mio padre, dei pensieri di mia nonna. Avevo dunque nel computer questi scritti; poi la casa editrice mi ha chiesto se avevo qualcosa da pubblicare. Così ho mandato quello che avevo già e, in seguito, intorno a questo è nato il libro.
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