Il lupo della steppa – Hermann Hesse

2018-07-02T19:15:31+00:00 By |
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LaFeltrinelli Mondadori
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Lo scrittore tedesco-svizzero Hermann Hesse pubblicò il romanzo Il lupo della steppa nel 1927. Harry Haller, il protagonista del racconto, è un intellettuale di circa cinquant’anni che, prima della sua scomparsa, lascia un manoscritto in cui esprime il disagio per la sua duplice natura: l’umanità e la bestialità, l’essere divino e quello diabolico. L’umanità si manifesta con la nobiltà di pensiero, con l’amore per l’arte e la musica; la bestialità invece si esplicita nell’odio per la superficialità e vacuità del mondo borghese il cui scopo è la ricerca dei piaceri selvaggi. Una tendenza lo spinge ad abbandonarsi al mondo, l’altra a starne lontano.
A causa della sua duplice essenza vive una vita difficile, perennemente in lotta tra istinto e ragione. Il suo isolamento, la sua sofferenza lo rendono un uomo incline al suicidio, incapace di godere della propria vita. Ma la seducente Erminia conosciuta in una trattoria dei sobborghi, lo converte ai piaceri della vita trascurati sino a quel momento e a recuperare il tempo perduto.
Senza dubbio il tema principale di questo romanzo è l’isolamento del protagonista e l’incapacità di integrazione nella società. Il suo mondo interiore rimane separato da quello esterno ed estraneo. Ma l’isolamento non può essere totale. Il muro eretto come a protezione del suo io intimo non è invalicabile. Ci sono dei momenti in cui quel mondo esterno lo attrae, lo incuriosisce. Ed ecco allora che la lotta tra i suoi due “io” riaffiora e sconvolge con lo scontro tra giusto e sbagliato, tra conveniente e sconveniente, tra essere ragionevole e raziocinante e essere animalesco e istintivo. In questo terribile stato, Haller non è nemmeno in grado di prendere decisioni risolute e definitive, come il suicidio, a cui comunque si avvicina. Ne è semplicemente annientato.
Questo libro è però anche espressione della complessa dualità della natura umana. In un unico corpo coesistono l’essenza “umana”, che conduce l’uomo a relazionarsi con i suoi simili e a costruire rapporti sociali costruttivi, e l’essenza “lupina” che al contrario porta all’estraniazione, alla chiusura in se stesso. Animale sociale o lupo della steppa? È un interrogativo che continua ad essere attuale e ad attanagliare più di qualche animo.
Questo libro è affascinante. Induce all’immedesimazione e all’empatia nei confronti del protagonista. Tra sogno e realtà, tra lucidità e pazzia rappresenta con maestria i tanti lati oscuri dell’uomo. Non è di facile comprensione perché l’introspezione psicologica di cui questo racconto è ricco, lo rende articolato e composito. Ma lo suggerisco a tutti quelli che riconoscono le contraddizioni e le insensatezze della nostra esistenza, a tutti coloro i quali si prendono troppo sul serio, a quanti si ostinano a guardare dentro di sé, a tutti i lupi della steppa insomma.

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