
I due libri vengono pubblicati contemporaneamente, ma mentre quello di Vidal riscuote un enorme successo di critica e pubblico, il suo viene aspramente stroncato. Amareggiato profondamente da questo insuccesso e dalla notizia dell’imminente matrimonio di Cristina con Vidal, decide di accettare l’ambigua proposta di un misterioso editore francese chiamato Andreas Corelli. Una figura sinistra, persino diabolica quella di Corelli il quale, da questo momento in poi, riuscirà a muovere le fila della vita di Martin come un esperto burattinaio. Martin dovrà creare un testo sacro di straordinario valore che tratti di una religione prevalente su tutte le altre, un’opera monumentale e dannatamente difficile in cambio della quale riceverà un enorme compenso in denaro e niente meno che la guarigione dalla sua malattia. Una sorta di patto con il diavolo che lo condurrà a fare i conti con se stesso e la viscerale passione per la scrittura. C’è dentro un po’ di Goethe e un po’ di Wilde in questa narrazione e non me ne dispiace affatto. Zafon ci conduce in una Barcellona surreale e gotica attraverso uno scritto suggestivo e misterioso, popolato da personaggi coinvolgenti ed emozionanti: splendidi il libraio e amico Sempere, una vera luce l’aspirante scrittrice Isabella, umano e divorato dalle sue passioni Martin. Sogni e incubi si intrecciano in maniera così abile da non distinguersi dalla realtà. Potrebbero essere i desideri o forse le illusioni di ciascuno di noi, di chiunque ricerchi la propria realizzazione e il proprio posto nel mondo, scoprendo di essere più fragili e vulnerabili di quanto si fosse creduto. Il gioco dell’angelo è una storia struggente e indimenticabile.
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Sono nata nel profondo Sud e vissuta a lungo in una laboriosa città del Nord Est.
Mi caratterizza la passione per i libri, per la cultura e per il mondo dell’editoria.
My library nasce dal desiderio di condivisione e di confronto, scaturisce dall’esigenza di scrivere di libri, sorge dall’idea che leggere e incoraggiare la lettura sia non soltanto un modo per migliorare, ma soprattutto gioia e divertimento.
Leggete con me.
Antonella Giustizieri
