Il catalogo delle donne valorose – Serena Dandini

2018-07-13T16:09:25+00:00 By |
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Durante una splendida serata del Salento book festival, in cui Serena Dandini dialogava con il direttore artistico della manifestazione, Luca Bianchini, mi sono imbattuta ne Il catalogo delle donne valorose.
Ed è con una curiosità non troppo marcata che mi sono avvicinata alla lettura di questo libro, in un periodo in cui le storie di donne meritevoli è diventata un po’ una moda ed anche un business.
Trentaquattro brevi biografie di donne che si sono distinte nei campi più disparati e che provengono da ogni parte del mondo. Donne che, pur avendo lasciato fondamentali tracce del loro passaggio, non sono state adeguatamente riconosciute e valorizzate. Hanno fatto la storia, ma per qualche strana ragione, raramente vengono ricordate e con difficoltà appaiono nei libri di storia.  Una verità tanto amara, quanto indiscutibile questa da cui parte la Dandini. E così con questo “catalogo”, l’autrice cerca di portare all’attenzione dei lettori donne intraprendenti, controcorrente, a volte perseguitate, forti, generose, alle quali si fa fatica persino a intitolare una strada periferica. Se mi è piaciuto? Decisamente si. Quello che potrebbe sembrare solo un elenco, di certo non esaustivo, di donne di valore, ha il pregio di essere un libro appassionato ed appassionante. Ha il merito di alimentare la memoria di vecchie e nuove generazioni, ha la prerogativa di infiammare e di instillare fiducia. La nostra Ilaria Alpi, Jacqueline Du Prè, Miriam Makeba, Anna Pavlova e Kathrine Virginia Switzer, sono solo alcune di queste straordinarie figure femminili. Di alcune di loro, personalmente, sapevo gran poco. Vite certamente non facili, a volte concluse prematuramente e in maniera violenta e che, anche per tali ragioni, è importante conoscere e tenere a mente. L’eccellenza delle donne nei vari settori è sempre qualcosa di diverso e meno clamoroso rispetto a quella degli uomini. Ma anche la pochezza, la scarsa abilità delle donne è giudicata in maniera differente da quella degli uomini. Da sempre.
La Dandini cita, a questo proposito, un’affermazione provocatoria del primo segretario di stato donna degli Stati Uniti, Madeleine Albright:

“C’è un enorme spazio al mondo per gli uomini mediocri, ma non c’è alcuno spazio per le donne mediocri.”

Ma questo saggio della Dandini ha anche l’originalità di contenere, prima di ogni biografia, la descrizione di una rosa. Un fenomeno socio-botanico, per così dire, reso possibile dalla lungimiranza e generosità di ibridatori di tutto il mondo. Il loro contribuito è stato senza dubbio più significativo, nel diffondere la conoscenza di eroine misconosciute, rispetto a biblioteche, libri di storia e trasmissioni televisive.
Le donne devono sempre lavorare di più, devono percorrere molta più strada, devono essere più perspicaci, più intelligenti e più coraggiose dei loro “colleghi” uomini per avere quel posto che al cosiddetto sesso forte sembra spettare di diritto.

“Le donne come le rose mettono radici, sono resistenti, sopportano le avversità e nonostante la mancanza di cure rifioriscono baldanzose a ogni primavera.”

Buona lettura

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