Il cacciatore di aquiloni – Khaled Hosseini

2007-02-22T00:00:00+00:00 By |
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Il cacciatore di aquiloni
Pubblicato in Italia da Edizioni Piemme nel 2004, Il cacciatore di aquiloni rappresenta l’esordio letterario di Khaled Hosseini. È la storia di amicizia di Amir e Hassan nata in Afghanistan, a Kabul. Qui i due bambini vivono un’infanzia felice e sono una coppia perfetta nei tornei di combattimento tra aquiloni. Il pilota Amir e il suo secondo Hassan sono straordinariamente abili. Anime affini, ma differenti per ceto, per cultura e per carattere. Uno pashtun l’altro hazara, uno padrone l’altro servo, uno sunnita l’altro sciita. Condizioni che non possono cambiare a Kabul e che pesano come un macigno. Poi il tempo degli aquiloni volò via.
L’Afghanistan, schiacciato dai sovietici prima e dai talebani in seguito, costituisce lo sfondo di questa emozionante storia fatta di amicizia, ma anche di tradimento, di sensi di colpa e tentativo di affrancarsi, di fuga e di ritorno. Amir è il figlio di un ricco imprenditore e vive, con il padre Baba, in una bella casa in un quartiere nella parte nord di Kabul; Hassan, anch’egli insieme al padre Alì, vive in una capanna fatta di argilla, nel giardino di Amir e Baba. Qualcosa di terribile succede però  un giorno ad Hassan e tra i due tutto cambia.
“Sono diventato la persona che sono oggi all’età di dodici anni, in una gelida giornata invernale del 1975. Ricordo il momento preciso: ero accovacciato dietro un muro di argilla mezzo diroccato e sbirciavo di nascosto nel vicolo lungo il torrente ghiacciato. E’ stato tanto tempo fa. Ma non è vero, come dicono molti, che si può seppellire il passato. Il passato si aggrappa con i suoi artigli al presente. Sono ventisei anni che sbircio di nascosto in quel vicolo deserto. Oggi me ne rendo conto.”
Queste le parole di Amir divenuto adulto, quando ormai si trova da un ventennio in America, luogo nel quale insieme al padre si è rifugiato. Ma quando una telefonata inattesa lo raggiunge, comprende l’importanza di tornare a casa. È perciò anche la storia di un ritorno, doloroso e necessario, di un viaggio intimo e personale. Un viaggio con il quale forse può riscattarsi ed espiare colpe mai dimenticate. Fortissimi i ricordi, prorompono e scuotono; sentimenti ed emozioni rimaste nel profondo del cuore. Tutto è cambiato a Kabul, quello che era stato il luogo felice dell’infanzia non esiste più. È scomparsa qualsiasi bellezza nel luogo e nelle persone. Lo sguardo di chi vive ancora qui è più eloquente di mille parole. Regna solo desolazione e morte. Una narrazione drammatica e appassionante, scritta in maniera semplice e inserita in un contesto storico che vale la pena di conoscere.

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