Il buio oltre la notte – Michael Connelly

2008-12-26T00:00:00+00:00 By |
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LaFeltrinelli Mondadori
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Il buio oltre la notteQuesto libro è il sequel di “debito di sangue” perché, pur coinvolgendo in un’unica opera tutti i personaggi storici degli scritti di Connelly, e cioè Terry McCaleb, Harry Bosch e Jack McEvoy, la storia è un cross-over ma con protagonista il primo, come per l’opera appena citata, “co-protagonista” il secondo, “comparsa” il terzo.
L’inizio della storia vede McCaleb trascorrere la sua vita sull’isola di Catalina, circondato dall’affetto della famiglia, e impegnato in una nuova attività – organizza battute di pesca d’altura per turisti – convinto di aver chiuso per sempre con l’FBI a causa dei problemi di salute. Un giorno, però, compare alla sua porta una vecchia amica, nonché ex collega, che lo implora di aiutarla a tracciare il profilo di un assassino, poiché le indagini sembrano essersi totalmente impantanate. Ovviamente l’esperto Terry non riuscirà a tracciare solo il profilo e a restarsene poi fuori: abbandonerà il suo status di pensionato per condurre le indagini in prima persona, spinto oltre che dai particolari dell’omicidio, a dir poco fuori dal comune, dal fatto che il principale sospettato è il suo vecchio amico, nonché detective di polizia, Harry Bosch; questi si trova a sua volta impegnato nel processo contro David Storey, un potente regista di Hollywood, accusato di violenti omicidi. Gli indizi contro Harry sembrano essere in principio solo coincidenze, ma ben presto, diventando troppe, non potranno più essere considerate solo tali: il detective diventerà il principale indiziato, cosa che scatenerà una vera corsa contro il tempo per scagionarlo, non solo per le sorti del suo destino, ma anche per quelle del processo in cui è impegnato, visto che l’impianto dell’accusa si basa tutto sulla sua credibilità di poliziotto.
Il buio oltre la notte non è un classico giallo, rappresentando più un esempio della narrativa contemporanea americana di genere, specchio di una città violenta e spietata, nel caso Los Angeles, che permea tanto profondamente l’animo dei suoi abitanti da diventare paesaggio interiore: probabilmente, proprio la distruzione dell’anima e della pietà che colpisce tutte le grandi metropoli è la riflessione che più segna il lettore.
L’autore, più che sulla narrazione, si concentra sui meccanismi psicologici che danno origine e sviluppano la storia stessa e sull’analisi di come gli individui, nella complessità dei loro caratteri e motivazioni, si trasformino ed evolvano di fronte ad eventi tragici e sconvolgenti.
I due investigatori, McCaleb e Bosch, protagonisti indiscussi della carriera di Connelly, incarnano due diverse concezioni della propria funzione: se per il primo lo stimolo ad agire è quello di compiere correttamente il proprio lavoro, ristabilire l’ordine e permettere alla giustizia di fare il proprio corso (parliamo quindi del “poliziotto-modello”), per Bosch il coinvolgimento è molto più profondo e interiore: la vita lo ha provato, ha subito troppe volte il male che altre persone gli hanno provocato e questo lo ha portato a considerare gli esseri umani corrotti e pericolosi e, spinto dall’oscurità che vede dentro di se, si è dato un ruolo di giustiziere che si muove senza regole, che vuole raggiungere a tutti i costi il colpevole e vederlo punito cercando anzi, in qualche modo, di punirlo lui stesso.
Questa duplice e opposta concezione di “tutore dell’ordine” corrisponde alle due diverse psicologie: l’intellettuale e positivo McCaleb ha una serenità interiore alimentata anche dagli affetti familiari, mentre il burbero Bosch ha un animo dominato dal buio e dalla solitudine, tant’è che la sua idea del confine tra lecito e illecito appare, nel corso dell’opera, sempre più incerta e sfumata.
Nel romanzo questi concetti si realizzano nell’evoluzione della vicenda stessa, nel momento in cui le indagini svolte da McCaleb si intrecciano con quelle di Bosch e diventano, per quest’ultimo, essenziali, al fine di incastrare il colpevole e scagionare se stesso dai sospetti che la sua condotta non sempre irreprensibile gli addensa intorno.
Pur risultando questo libro un “minestrone”, costituito dai personaggi che fanno la carriera letteraria dell’autore, esso rappresenta, comunque, un’agevole lettura anche per coloro “vergini” ai libri di Connelly: si spiega quindi il grande successo di questo thriller, che attira i fans dell’integerrimo Terry, del “più buio della notte” Harry e di tutti coloro che sono alla ricerca di una bel libro.
Personalmente ho trovato la prima parte del libro bellissima poichè le indagini sono miscelate sapientemente con le vite dei due protagonisti e con omicidi rituali e misteriosi; Connelly offre il meglio di se con un’accuratezza descrittiva e tanti piccoli episodi di depistaggio che conducono velocemente al centro di un intreccio a dir poco coinvolgente. La parte finale, però, è meno suggestiva: seppur ben fatta, risulta meno appassionante, priva di quel colpo di scena che il lettore si aspetta, perché è facile intuire chi è il vero colpevole molto prima della fine, ma, a tener a tener vivo il desiderio di continuare la lettura, c’è, ad ogni modo, il voler conoscere “come” costui ha agito.

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