Gli autunnali – Luca Ricci

2018-05-19T16:09:15+00:00 By |
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LaFeltrinelli Mondadori
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Edito da La nave di Teseo, Gli autunnali è il primo romanzo di Luca Ricci.
Tenuto prigioniero da un matrimonio per il quale non prova più alcun interesse, il protagonista, scrittore cinquantenne, si dimena senza trovare requie. Sua moglie è bella, è ancora bella, anche se non più giovane, ma i sentimenti di un tempo sono completamente svaniti. La donna che gli aveva fatto battere il cuore, non corrisponde più alla sua idea di felicità. Per lei non prova alcuna emozione, non prova alcuno slancio.
Quest’uomo vive l’amore, dopo l’amore, costituito da frustrazione, claustrofobia e insofferenza.
Siamo alle soglie dell’autunno e lo scrittore in crisi, appena tornato dalle vacanze estive, vaga in una Roma malinconica. Un’anima in pena, un animale in gabbia, chiuso nella sua casa, poi nel suo matrimonio, poi ancora nel suo quartiere, infine nella città e nel mondo intero. Tanti cerchi che si chiudono intorno a lui ad opprimerlo, a soffocarlo, a impedirgli di vivere una vita soddisfacente. Questo lo stato d’animo in cui si trova il protagonista quando, in un mercatino della città, si imbatte nella fotografia della giovane amante del pittore livornese Amedeo Modigliani, Jeanne Hébuterne. Questa fotografia diventa responsabile di un rinnovato desiderio d’amore, di una ritrovata ispirazione, di una recuperata voglia di scuotersi dal torpore.
Nelle sue passeggiate romane lo scrittore si fa spesso accompagnare dall’amico Gittani che, come lui, ha perso la verve di scrittore e vive una vita fasulla, intrattenendo una relazione con l’infermiera della moglie, malata di cancro. È l’amico cinico con il quale si imbarca in conversazioni esistenziali.

“L’amore non c’è, non esiste. Ci si incapriccia di perfetti sconosciuti e si combinano un sacco di cazzate, perché fare cazzate ci mantiene allegri, ci fa sentire vivi. Sempre ci s’innamora e mai si ama.”

E dunque il protagonista si innamora pazzamente di Jeanne, di una figura mitologica quasi.  Si innamora di un fantasma forse perché è già morto anche lui, senza saperlo. Da qui passare a riconoscere in Gemma, cugina della moglie, l’incarnazione di Jeanne il passo è breve. Fulcro della narrazione è la passione per un ritratto che diventa ossessione, è lo scorrere del tempo, è l’autunno della vita che porta con sé la frustrazione di un’esistenza inappagata e inappagante. L’autunno appunto. Stagione che costituisce lo sfondo del romanzo sia dal punto di vista meteorologico, sia dal punto di vista emotivo ed ancora da quello del tempo che conduce all’inverno e alla fine.
Gli autunnali è un romanzo per niente ordinario. Scritto con maestria, si addentra nel profondo, scandaglia l’animo e lascia indifesi di fronte alla scoperta di quanta solitudine, di quanto vuoto, di quanta fragilità, di quanta precarietà caratterizzino l’esistenza dell’uomo.

“Il tempo passa, ed è tutto qui il nostro tormento”

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