Fango – Niccolò Ammaniti

2018-02-23T12:39:19+00:00 By |
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FangoNiccolò Ammaniti ha scritto e pubblicato Fango nel 1996.
A metà degli anni novanta un gruppo di giovani scrittori italiani, tra cui Ammaniti, venne etichettato con la definizione di cannibali per l’efferatezza e la violenza dei loro racconti. E’ il cosiddetto genere pulp la cui origine risale ai primi anni venti con storie pubblicate a puntate sulle riviste denominate Pulp magazine. Avevano delle copertine molto belle, ma la carta utilizzata per le pagine interne non era rifilata, ma di polpa di legno (da qui pulp ) e dunque di qualità molto scarsa. Numerosi adattamenti cinematografici sono stati tratti negli anni quaranta proprio da questi racconti a puntate fino ad arrivare al pulp di oggi che, soprattutto dopo il film di Quentin Tarantino Pulp Fiction, ha esteso il suo significato a tutto ciò che propone contenuti forti, situazioni macabre o crimini violenti e assurdi. Tutto questo per dirvi del genere letterario a cui Fango appartiene e di quanto possano essere crudi gli avvenimenti in esso narrati.
Fango è composto da sette racconti in cui le abilità straordinarie di Ammaniti, di intreccio e di creazione di storie ai limiti della realtà, ti lasciano senza fiato.
Il primo racconto, il più lungo dei sette, L’ultimo capodanno dell’umanità, comincia con il presentarci tutti i personaggi, riuniti in un comprensorio sulla Cassia, con quei particolari grotteschi e tragici che caratterizzano la nostra società, priva ormai di veri sentimenti e valori. La violenza cieca è l’elemento di spicco che schiaccia qualunque cosa o persona e il finale è davvero esplosivo.
Follia lucida e spietata fanno di Rispetto il racconto forse più agghiacciante con la descrizione della serata trascorsa in discoteca da tre giovani e del loro “anonimo” ritorno a casa.
A Londra è invece ambientato Ti sogno, con terrore che narra dell’ossessione di una giovane studentessa tormentata da continui sogni erotici che la ritraggono insieme al suo ex. Un ex fidanzato che, proprio in coincidenza di quei sogni, diventa il principale indiziato di alcuni efferati delitti avvenuti tempo prima a Roma.
E come non essere coinvolti da Fango (Vivere e morire al Prenestino) e dal tragico epilogo della storia del giovane gangster Albertino. Quasi una trasposizione delle storie di Quentin Tarantino nella realtà della periferia romana, narrata con un non comune senso del ritmo.
Angosciante e claustrofobico è Carta in cui gli addetti alla disinfestazione della Usl entrano nell’appartamento di una donna dalla mente confusa dal dolore e dalla solitudine e “portano a termine” il loro lavoro.
Più leggero, ma surreale è Ferro che racconta la vicenda di un giovane che, alla ricerca di sesso a pagamento, si imbatte in una famiglia molto originale.
E infine Lo zoologo che mi è particolarmente caro con la sua vena comica, o forse ridicola, mette in luce una parte del mondo universitario e qualche suo geniale studente.

Un libro forte, sotto tutti i punti di vista. La fantasia vulcanica dell’autore con le sue storie che sembrano vie di un labirinto, ma che poi quasi per magia confluiscono in un sol punto, i personaggi caratterizzati con abilità dal punto di vista psicologico, l’incomparabile vena grottesca e tragica insieme fanno di Ammaniti e del suo appassionante e avvincente modo di raccontare uno straordinario esempio di giovane scrittore meritevole di successo e fama.

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