Di noi tre – Andrea De Carlo

2007-12-10T00:00:00+00:00 By |
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Di noi tre

Di noi tre è il libro di Andrea De Carlo che preferisco dopo Due di due.

“Misia Mistrani l’ho conosciuta il 12 febbraio del 1978. Al mattino mi ero laureato in storia antica, con una tesi sulla Quarta Crociata che aveva provocato una quasi-rissa con la commissione per come mi era venuta polemica e coinvolta, dopo di che ero stato liquidato con 110 senza lode, anche se avevo lavorato un anno e scritto duecentocinquanta pagine abbastanza appassionate e documentate. Il presidente mi aveva detto nella sua voce monocroma << La Storia è prospettiva. Non si può parlare di eventi d i sette secoli fa come se fossero successi l’altro ieri e lei ci fosse stato in mezzo. Le mancano totalmente il distacco e l’equilibrio, la capacità di una valutazione a mente fredda >>. Non aveva torto, su questo: mi sembrava che non mi bastassero le scorte di indignazione e di rabbia e di paura e di parzialità per tornare indietro nel tempo, altro che distacco.
Anche il mio migliore amico Marco Traversi solo poche settimane prima aveva avuto una discussione furiosa per la sua tesi su Cristoforo Colombo e la distruzione delle Americhe, ma invece di retrocedere sotto l’onda di stizza della commissione aveva finito per mandare al diavolo tutti, rinunciare a laurearsi. Mi intristiva essere stato molto meno fermo di lui al momento buono, avere preferito portarmi a casa il diploma come un bravo ragazzo un po’ ingenuo e impulsivo, fare contente mia madre e mia nonna invece di difendere a oltranza quello che pensavo.”

Questo l’incipit del romanzo la cui voce narrante è rappresentata da uno dei tre protagonisti, Livio. Gli altri due sono Marco e Misia. Tutti e tre sono uniti da una profonda amicizia che li vede ragazzi all’inizio del racconto e adulti alla fine. Quando si conoscono è il tempo delle grandi scelte: Livio si è appena laureato, Marco invece vi ha rinunciato e la splendida Misia che li fa entrambi innamorare, sconvolge le loro vite costituendo il perno su cui ruotano le separazioni, ma soprattutto le unioni di tutti e tre.
Marco è incostante e ribelle, ma anche affascinante e creativo. Misia vive alternando un bisogno di stabilità affettiva a uno stato di pura avversione per le convenzioni sociali e per le tradizioni. Questo suo modo di essere la accomuna terribilmente a Marco. In loro è sempre presente un costante disprezzo per la vita borghese e “sicura”, disprezzo che porta però ad acuire il senso di colpa o forse di ipocrisia di chi è particolarmente dotato di creatività e talento e che non si conforma alle regole e ai divieti della società. E quello di Marco è proprio l’atteggiamento dell’artista che vive della sua arte e che non può regolare la sua vita in base alle esigenze di mercato o ai consensi del pubblico. Livio è il più moderato, il più razionale e riflessivo dei tre, ma anche nel suo profondo si agitano questi pensieri.
Marco riesce a coinvolgere i due amici nel progetto di una produzione amatoriale di un film. Misia si scopre abilissima attrice, Marco magistrale regista e Livio comincia invece ad essere estromesso dalla sintonia, dall’affinità elettiva nata tra Marco e Misia e da quella relazione tormentata che li coinvolgerà e di cui Livio rimarrà a lungo inconsapevole. Venutone a conoscenza, Livio si sente tradito e deluso. Poco dopo Marco e Misia per motivi caratteriali, tra cui fondamentale è l’incostanza di Marco, si lasciano. Il film ha un incredibile successo e consacra Misia come attrice e Marco come regista. Nel frattempo anche Livio, grazie all’aiuto di Misia che lo sprona a trovare una affermazione indipendente da Marco e che organizza una mostra di suoi quadri, si afferma come pittore. Dopo la fine della relazione tra Marco e Misia comincia il primo dei diversi distacchi tra i tre. Misia si sposerà con un affermato medico di Zurigo; Marco continuerà la sua produzione cinematografica con il suo tipico anticonformismo artistico e Livio cercherà di continuare a dare un senso alla sua opera pittorica. Ma siamo solo all’inizio dell’intreccio di avvenimenti che coinvolgono i nostri tre…

Per alcuni versi simile a Due di due, per altri profondamente distante, Di noi tre è un bel libro che consiglio a tutti di leggere. Misia è il personaggio femminile più coinvolgente e originale nato dalla fantasia dell’autore e la psicologia di Marco e Livio con le loro ribellioni e insicurezze sono espresse in maniera perfetta. Amicizia vera e amore contrastato tra i tre che si allontanano in più situazioni senza perdersi mai. E poi ancora disprezzo per le convenzioni sociali, avversione per la legge di mercato e anticonformismo di giovani idealisti sono tutti sentimenti di cui De Carlo tratta con abilità e maestria.

Un romanzo di riflessione, complesso ma mai noioso.

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