Confessioni di una maschera

“Confessioni di una maschera”, pubblicato da Feltrinelli, è uno dei primi scritti di Yukio Mishima, scrittore giapponese morto suicida nel 1970. È un libro che ho amato moltissimo e che, nonostante sia del 1949, continua a mantenere la sua potenza, la sua estrema forza. Di chiara ispirazione autobiografica, narra i conflitti più intimi del protagonista nello scoprire la sua omosessualità. Una continua lotta con sé stesso e l’ambiente che lo circonda, uno scontro tra desiderio e morte, tra Eros e Thanatos, tra la pulsione di esistere e quella di soccombere.

“Mentre stavo lì a guardare, fui sopraffatto all’improvviso da un malessere, un tormentoso, inesplicabile malessere. Somigliava al capogiro che avrebbe potuto venirmi dall’osservazione prolungata della sbarra oscillante, ma questo non c’entrava per niente. Doveva trattarsi d’una vertigine mentale, di una irrequietezza in cui il mio intimo equilibrio rischiava di essere distrutto dalla vista di ciascun movimento pericoloso di Omi. E questa mia instabilità era resa ancor più precaria dal fatto che nel suo interno due forze contrarie cercavano di attirarmi, lottando per ottenere la supremazia. Una era l’istinto di conservazione. E la seconda forza – che mirava, anche più profondamente, più strenuamente, alla totale disintegrazione del mio equilibrio interiore – era una spinta al suicidio, quell’impulso sottile e segreto a cui un individuo si arrende spesso inconsciamente.”

Il protagonista ripercorre la sua vita attraverso i ricordi dell’infanzia, poi quelli dell’adolescenza ed infine quelli dell’età di giovane adulto. Potente la lucida confessione delle esperienze che l’hanno portato a conoscersi; intenso il racconto della “diversità” che si cela nel trucco di un bambino che irrompe nel salottino di casa, al cospetto della famiglia, nella forte attrazione per il suo compagno di scuola media Omi, energico e muscoloso, nell’assoluto difetto di desiderio per l’altro sesso. Indossa una maschera disperata perché non può vivere la propria autentica identità, non può accettarsi come uomo differente dagli altri uomini. E quando incontra Sonoko si illude di poter vivere una “normale” storia d’amore, crede di poter rientrare nei canoni della rispettabilità comunemente considerata. Si impegna con lei, tenta di essere come tutti e di provare attrazione per una donna. Ma “le emozioni non hanno simpatia per l’ordine fisso” e nulla cambia nel suo essere, nei suoi sentimenti, nella sua realtà complicata e nascosta dalla maschera degli usi e delle convenienze sociali.

Il secondo conflitto mondiale, scoppiato nel frattempo, acuisce in un certo senso il dissidio, la pena, il senso di fallimento e disperazione del protagonista.

“Nel settembre del 1944, l’anno prima che finisse la guerra, mi diplomai nella scuola che avevo frequentato fin dall’infanzia e m’iscrissi a una certa università. Poiché mio padre non mi consentiva altra scelta, dovetti rassegnarmi a far legge. Ma la decisione non mi costò gran che, convinto com’ero che presto mi avrebbero chiamato sotto le armi e sarei morto in battaglia, e che anche la mia famiglia sarebbe misericordiosamente perita durante un bombardamento aereo, senza che si salvasse un solo membro.”

Una confessione che esplora i meandri più reconditi della persona attraverso una prosa elegante, ritmata e di grandissima sensibilità. Forse il libro migliore di Mishima.

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Sommario
Confessioni di una maschera - Yukio Mishima
Titolo
Confessioni di una maschera - Yukio Mishima
Descrizione
“Confessioni di una maschera”, pubblicato da Feltrinelli, è uno dei primi scritti di Yukio Mishima, scrittore giapponese morto suicida del 1970. È un libro che ho amato moltissimo e che, nonostante sia del 1949, continua a mantenere la sua potenza, la sua estrema forza. Di chiara ispirazione autobiografica, narra i conflitti più intimi del protagonista nello scoprire la sua omosessualità. Una continua lotta con sé stesso e l’ambiente che lo circonda, uno scontro tra desiderio e morte, tra Eros e Thanatos, tra la pulsione di esistere e quella di soccombere.
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