Cent’anni di solitudine – Gabriel Garcia Marquez

2018-03-06T16:52:20+00:00 By |
IBS Amazon
LaFeltrinelli Mondadori
IBS Amazon LaFeltrinelli Mondadori

Pubblicato da Feltrinelli per la prima volta nel 1968, nella collana I narratori, Cent’anni di solitudine è il capolavoro dello scrittore sudamericano Gabriel Garcia Marquez. Ambientato a Macondo, immaginario paese nella foresta colombiana, narra le vicende di sette generazioni appartenenti alla famiglia Buendìa. Una storia caratterizzata da vite che si intrecciano in un luogo mistico e favoloso, in una dimensione alternativa, forse fuori dal mondo stesso. Josè Arcadio Buendìa è il fondatore di Macondo e il capostipite della famiglia. Le diverse generazioni protagoniste sono oppresse dalla superstizione e dal terrore di generare un figlio con la coda di maiale a causa del matrimonio, contratto proprio dal capostipite, con la cugina Ursula. La vita a Macondo è particolarmente difficile. Tormentato da guerre civili, da povertà, da estremo sottosviluppo e perfino da condizioni climatiche sventurate, questo paese è il luogo che fornisce i natali ai numerosissimi personaggi del racconto. Figli, nipoti, fratelli e cugini, molti dei quali hanno gli stessi nomi, si avvicendano con le loro peripezie, con gli assurdi episodi di cui sono al centro. Carta e penna sono necessari per tenere bene a mente l’albero genealogico dei Buendìa.
Marquez ha interpretato a suo modo la storia colombiana servendosi di metafore linguistiche, utilizzando schemi narrativi fuori dal comune, innestando miti e leggende locali nella lunga storia della famiglia Buendìa. Un lavoro immane e straordinario.
Cent’anni di solitudine è un libro piuttosto complesso; richiede attenzione e impegno. Sembra voler dire che la solitudine è la condizione naturale dell’uomo. Un essere che continua a combattere e ad agitarsi per arrivare in nessun luogo, per ritrovarsi sempre nello stesso punto. Il tempo si ripete, i fatti si susseguono dando vita a interminabili cicli uguali a se stessi. Desolazione e solitudine, oppressione e rovina, disagio e arretratezza in un cerchio infinito. È il cosiddetto realismo magico lo stile di questo romanzo. Un mondo dentro il mondo, arcano e ottuso, in cui non esiste nemmeno una netta linea di divisione tra vivi e morti, perché i vivi hanno il dono della preveggenza e i morti quello di far sentire ancora la propria voce.
Macondo, il cui modello sembra essere il villaggio colombiano di Aracataca, luogo di infanzia dello scrittore, tra realtà e finzione, tra verità e leggenda, tra mistero ed esoterismo, coinvolge in un vortice lento e ammaliante. E il genio di Marquez, con stile inimitabile e imprevedibile, rende indimenticabile questa lettura.

A te è piaciuta la recensione di Cent’anni di solitudine di Gabriel Garcia Marquez? Condividila su Facebook

www.my-libraryblog.com

Compra il libro in uno dei più grandi portali italiani!

IBS Amazon
LaFeltrinelli Mondadori