Ai sopravvissuti spareremo ancora

Un titolo originale ed un autore sconosciuto. Ho inaugurato così le letture del nuovo anno. Pubblicato da Fazi editore, “Ai sopravvissuti spareremo ancora” è il notevole esordio nel romanzo di Claudio Lagomarsini.

Di tanti che eravamo siamo rimasti in pochi. È toccato a me, alla fine, prendere l’aereo, passare nove ore tra due sconosciuti e noleggiare un’auto da guidare stordito di sonno, per venire qui.

Un giovane uomo, costretto a tornare nel suo paese per vendere la casa di famiglia, si imbatte nei cinque quaderni scritti, molti anni prima, dal fratello maggiore Marcello. È per questo che la mente fa un balzo indietro nel tempo, torna all’estate di quindici anni prima quando viveva, proprio in quella casa, con la madre, il compagno di lei soprannominato Wayne, e Marcello.

Quell’estate, l’estate della mia terza superiore, stavo tutto il giorno al mare. Non ho ricordi precisi, distinti. Mi resta in mente, come in un video mandato al fast forward, una lunga sequenza di sbornie, scherzi, pallonate, gavettoni, uscite con gli amici, baci con troppo saliva e sigarette fumate dietro le cabine del Bagno Universo. Marcello non era come noi. Molti, a scuola, dicevano o lasciavano intendere che era strano, mio fratello: più inquieto e, allo stesso tempo, più posato di me.  Stava a casa, preferiva rimanere bianchiccio, e leggeva, studiava, scriveva cose che non faceva vedere a nessuno. Distanziati di appena diciotto mesi, non andavamo d’accordo. Era l’età in cui i fratelli comunicano, più che altro, a cazzotti, calci e parolacce. Era difficile che facessimo qualcosa insieme e, se capitava, finivamo puntualmente per stuzzicarci e litigare.
Ma per qualche ragione, quando mi raccontava del suo romanzo, lo stavo ad ascoltare senza fare l’idiota.

La loro casa era situata tra quella della nonna materna e quella di un uomo, detto il Tordo, con cui la stessa nonna aveva intrecciato una relazione amorosa.  Sono molti gli episodi raccontati nei diari e in ciascuno di essi è evidente la meschinità e l’inadeguatezza dei modelli di padri e nonni. Le cene all’aperto, le discussioni frequenti tra il Tordo e Wayne, le antiche incomprensioni tra la nonna e la figlia dipingono un quadro molto poco lusinghiero, tratteggiano uno spaccato di società provinciale sessista ed arretrato. È un mondo patriarcale che, seppure destinato a scomparire, è ancora fortemente rappresentativo della nostra società.


La sera capita che facciamo queste cene. Ognuno porta qualcosa. Lui, oltre al gazebo, mette il vino. Ha tutto un repertorio di battute dialettali sull’alcol, le bottiglie sono imparentate tra loro, questa è sorella di quell’altra, il fiasco di rosso è il ganzo della bottiglia di bianco, questa fa la ritrosa, ma ora ce la scoliamo, così poi ci mettiamo l’occhio dentro e le vediamo il culo.

Ma è un mondo inaccettabile per Marcello che, non avendo modelli migliori e diversi a cui fare riferimento, non soltanto si autoesclude dalla famiglia, ma si isola anche rispetto ai suoi coetanei.

Ed un tema evidentissimo è proprio la solitudine, quella più triste e deprimente che nasce nell’ambiente familiare. Colpisce l’aggressività delle donne, pari o a tratti superiore a quella degli uomini, l’assenza del padre biologico, il senso di oppressione, la futilità delle liti.

Una scrittura che mi ha coinvolto per la chiarezza, per la fluidità e per la capacità di tenere vivo l’interesse fino alla fine, nonostante si intuisca la drammaticità dell’epilogo sin dalle prime parole. Sono certa che sentiremo ancora parlare di Claudio Lagomarsini.

A te è piaciuta la recensione di Ai sopravvissuti spareremo ancora di Claudio Lagomarsini? Condividila su Facebook

www.my-libraryblog.com

Acquista ora
Acquista ora
Acquista ora
Acquista ora
Sommario
Ai sopravvissuti spareremo ancora - Claudio Lagomarsini
Titolo
Ai sopravvissuti spareremo ancora - Claudio Lagomarsini
Descrizione
Un titolo originale ed un autore sconosciuto. Ho inaugurato così le letture del nuovo anno. Pubblicato da Fazi editore, “Ai sopravvissuti spareremo ancora” è il notevole esordio nel romanzo di Claudio Lagomarsini. Di tanti che eravamo siamo rimasti in pochi. È toccato a me, alla fine, prendere l’aereo, passare nove ore tra due sconosciuti e noleggiare un’auto da guidare stordito di sonno, per venire qui.
Autore
Publisher Name
My Library
Publisher Logo