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Addio fantasmi – Edito Einaudi, Addio fantasmi è il nuovo libro di Nadia Terranova.
Profondo e forte, tratta di ossessioni, di assenza, di domande senza risposta e di fantasmi. Quei fantasmi che si ostinano ad accompagnare il corso della vita, che diventano effettiva presenza, ingombrante e concreta.
Ida ha trentasei anni, lavora e vive a Roma insieme al marito. È in questa città che ha ricostruito la sua vita. Una mattina di metà settembre la madre le telefona per avvisarla che entro qualche giorno cominceranno i lavori nella loro abitazione di Messina. Il tetto ha bisogno di essere riparato prima che la casa sia venduta e c’è dunque bisogno del suo aiuto per selezionare le cose da tenere.
Ma qui ogni oggetto, ogni parete, ogni stanza le restituisce istantanee del proprio passato, momenti di vita vissuta insieme ai genitori e poi ancora di quelli con la sola madre. Ogni cosa evoca l’abbandono subito, l’angoscia provata, i perché inspiegabili.
Suo padre Sebastiano, quando lei aveva tredici anni e frequentava la terza media, un giorno è uscito di casa senza più fare ritorno.

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La morte è un punto fermo, mentre la scomparsa è la mancanza di un punto, di qualsiasi segno di interpunzione alla fine delle parole. Chi scompare ridisegna il tempo, e un circolo di ossessioni avvolge chi sopravvive. Mio padre, quella mattina, aveva deciso di scivolare via, aveva chiuso la porta in faccia a me e a mia madre, immeritevoli di saluti e spiegazioni. Dopo settimane di immobilità nel letto matrimoniale, si era alzato, aveva spento la sveglia puntata alle sei e sedici, era uscito di casa e non era più tornato.

Scomparso, dileguato, non morto. Un’eredità difficile da accettare perché si tratta di lascito costituito da smarrimento, desolazione, ombre. Essere “figlia dell’assenza” pesa sulla vita di Ida come un macigno, carica di dolore la sua adolescenza e condiziona persino la sua esistenza di donna adulta. Il rapporto con la madre manca di comunicazione e di empatia. La sparizione del padre non le avvicina, tra loro si insinuano recriminazioni e rappresaglie.

Avrebbe voluto che dimostrassi che era stata una buona madre, la migliore.
Avrei dovuto rassicurarla: no, non avevo ereditato da lui la tristezza e il disinteresse per la vita, sì, ero loquace e sana, normale come lei. Mia madre avrebbe voluto ricevere da me il seguente messaggio: stai tranquilla, la sparizione del padre non è colpa di nessuno, non è colpa tua. Ma, a differenza sua, io non pensavo che nessuno avesse colpe: pensavo che le avessimo tutti.

Ma anche con il marito, il meccanismo iniziale di complicità si è inceppato.

Fuori da lì, nella città nuova, a tenere insieme me e mio marito erano le cose che non facevamo: non facevamo un figlio, non acquistavamo un appartamento, non organizzavamo un viaggio dall’altra parte del mondo.

Un abisso intercorre tra l’essere spariti e l’essere morti. Ida torna a casa perché il tetto sta crollando, ma quel tetto aveva cominciato a crollare sin da quando il padre viveva con loro. Torna con l’intenzione di salvare una sola cosa, una scatola di ferro rosso, nascosta in fondo a un cassetto di cui solo lei conosce l’esistenza.
È un lutto differente quello di cui ci parla Nadia Terranova, nessun funerale, nessuna cerimonia di addio, nessun rito a testimoniare una fine. Il suo è un dolore che rende ciechi, astiosi, egocentrici e insensibili alle vicende altrui. Riuscirà Ida a spezzare questo sortilegio, a trovare il modo di lasciarsi alle spalle lo strazio, il tormento, l’incubo di ciò che è stato, e vivere appieno la propria vita senza la persecuzione di un passato irrisolto?
Una scrittura tagliente, diretta, incisiva, che tratta con estrema sensibilità della difficoltà di dire addio e della complessità dei ricordi, delle conseguenze dell’essere in fondo tutti dei sopravvissuti, ciascuno alla propria battaglia. Una lettura commovente e straordinariamente intensa.

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Sommario
Addio fantasmi - Nadia Terranova
Titolo
Addio fantasmi - Nadia Terranova
Descrizione
Edito Einaudi, Addio fantasmi è il nuovo libro di Nadia Terranova. Profondo e forte, tratta di ossessioni, di assenza, di domande senza risposta e di fantasmi. Quei fantasmi che si ostinano ad accompagnare il corso della vita, che diventano effettiva presenza, ingombrante e concreta. Ida ha trentasei anni, lavora e vive a Roma insieme al marito. È in questa città che ha ricostruito la sua vita. Una mattina di metà settembre la madre le telefona per avvisarla che entro qualche giorno cominceranno i lavori nella loro abitazione di Messina. Il tetto ha bisogno di essere riparato prima che la casa sia venduta e c’è dunque bisogno del suo aiuto per selezionare le cose da tenere. Ma qui ogni oggetto, ogni parete, ogni stanza le restituisce istantanee del proprio passato, momenti di vita vissuta insieme ai genitori e poi ancora di quelli con la sola madre. Ogni cosa evoca l’abbandono subito, l’angoscia provata, i perché inspiegabili. Suo padre Sebastiano, quando lei aveva tredici anni e frequentava la terza media, un giorno è uscito di casa senza più fare ritorno.
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