Accabadora – Michela Murgia

2018-02-09T16:31:22+00:00 By |
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AccabadoraPubblicato per Einaudi nel maggio 2009, Accabadora è un romanzo della scrittrice sarda Michela Murgia. Premiato con il Premio Campiello e tradotto in numerose lingue straniere, è una storia che mi ha coinvolta più di quanto avrei pensato.
Fillus de anima. Era questo Maria Listru per Bonaria Urrai. Siamo a Soreni, un paesino della Sardegna nella prima metà del secolo scorso. Maria è la quarta figlia di una vedova, l’errore dopo tre cose giuste. Per questo la madre naturale di Maria, quando la bimba ha sei anni, decide di affidarla alla più abbiente e nubile Tzia Bonaria. Le due cominciano a vivere così, come madre e figlia, nella piena consapevolezza di non esserlo. Maria riceve affetto, rispetto ed istruzione, cose di cui la piccola non era mai stata destinataria. È una bella intesa la loro, di quelle che hanno il sapore delle cose fortemente desiderate. Bonaria Urrai però non è solo la sarta del paese che veste sempre di nero. Bonaria Urrai nasconde un segreto. Un segreto che è tale solo per Maria, perché tutti conoscono il ruolo nella comunità di sua madre adottiva. Lei è l’accabadora, colei che finisce. Rispettata e nel contempo temuta, Bonaria Urrai opera al di fuori delle regole dettate da Dio. È l’ultima madre, agevola la conclusione, allevia le sofferenze e, per questo, bussa a qualche porta di notte. Ma Maria, cresciuta con intelligenza, severità e amore, ha imparato proprio da Tzia Bonaria la differenza tra ciò che è giusto e ciò che non lo è. E tuttavia qui, il confine non ha una linea di demarcazione netta e ben visibile, non ha nulla di definito e certo.
Questo romanzo tocca un tema molto delicato e dibattuto come quello del testamento biologico e dell’eutanasia con misura e discrezione. Evoca una Sardegna remota, dalle antiche tradizioni rurali e dai rituali ancestrali, avvolta da misticismo e quasi indifferente allo scorrere del tempo.
Con un linguaggio lineare e scorrevole, uno stile forte e nel contempo lieve, Michela Murgia ha narrato una presa di coscienza, una crescita interiore, un percorso tormentato da dolorosi sensi di colpa e da atroci dubbi esistenziali. Una storia mista di leggenda e realtà che suscita profonde riflessioni e che non abbandona facilmente il lettore.
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