1984 – George Orwell

2018-06-25T18:49:55+00:00 By |
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1984 è il capolavoro di George Orwell. Scritto nel 1948 e pubblicato nel 1949, rappresenta la lucida visione di uno stato totalitario. Lo scrittore immagina il mondo composto da tre superpotenze in costante lotta tra loro: Oceania, Eurasia ed Estasia. In Oceania, Londra è la sede del Ministero dell’Amore, del Ministero dell’Abbondanza, della Verità e della Pace. È governata secondo i principi del socialismo inglese da un onnisciente partito, il cui capo è un personaggio che nessuno conosce, il Grande Fratello. Ritratto negli enormi manifesti, il Grande Fratello campeggia ovunque insieme agli slogan del Partito: “La guerra è pace; La libertà è schiavitù; L’ignoranza è forza”. Espressione perfetta, questi ultimi del “bipensiero” coniato da Orwell, a causa del quale i cittadini sono costretti a credere a due verità in completa antitesi tra di loro.
E’ un romanzo distopico, estremo e terribile, ma in grado di mostrarci la vera natura di molte società o per lo meno quello che sono in potenza. Telecamere e microfoni posizionati dappertutto controllano i cittadini e la Psicopolizia si occupa di eliminare con solerzia coloro che dissentono dalle linee del partito.
Winston Smith, il protagonista del racconto, è un membro esterno del partito e lavora al Ministero della Verità dove modifica articoli, corregge libri, riscrive documenti che non siano in accordo con le direttive del Grande Fratello e altera, così, la storia. Non è possibile vivere in maniera differente dagli usi e costumi imposti; non è possibile amare, non è possibile ricordare, soprattutto non è possibile pensare.

Prese il libro di storia per bambini e guardò il ritratto del Grande Fratello che campeggiava sul frontespizio. I suoi occhi lo fissarono, ipnotici. Era come se una qualche forza immensa vi schiacciasse, qualcosa che vi penetrava nel cranio e vi martellava il cervello, inculcandovi la paura di avere opinioni personali e quasi persuadendovi a negare l’evidenza di quanto vi trasmettevano i sensi. Un bel giorno il Partito avrebbe proclamato che due più due fa cinque, e voi avreste dovuto crederci. Era inevitabile che prima o poi succedesse, era nella logica stessa delle premesse su cui si basava il Partito. La visione del mondo che lo informava negava, tacitamente, non solo la validità dell’esperienza, ma l’esistenza stessa della realtà esterna. Il senso comune costituiva l’eresia delle eresie. Ma la cosa terribile non era tanto il fatto che vi avrebbero uccisi se l’aveste pensata diversamente, ma che potevano aver ragione loro. In fin dei conti, come facciamo a sapere che due più due fa quattro? O che la forza di gravità esiste davvero? O che il passato è immutabile? Che cosa succede, se il passato e il mondo esterno esistono solo nella vostra mente e la vostra mente è sotto controllo?

Ma Winston odia in segreto il partito e comincia a scrivere un diario, nonostante questo sia un crimine gravissimo. Incontra Julia di cui si innamora, anche se l’amore e il sesso sono anch’essi proibiti. Entrambi decidono di collaborare con una organizzazione clandestina che ha lo scopo di combattere il Grande Fratello, ma quando confidano le loro intenzioni ad O’Brien, che credono dalla loro parte, scoprono che questi è un agente segreto del Partito che avrà il compito di “rieducarli”.
Questo romanzo straordinario è un monito per le future generazioni, un invito a non perdere la consapevolezza di sé e la propria coscienza, un’esortazione profonda a non smarrire la propria memoria e la propria individualità. Uno scritto scorrevole e chiaro nella forma, inquietante e sconvolgente nella sostanza. Una narrazione geniale.

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