Libri2019-04-10T11:25:31+00:00

Aforismi e piccoli passi

Le nostre ultime recensioni

Foschia – Anna Luisa Pignatelli

Foschia – Non poteva che chiamarsi “Foschia” l’ultimo romanzo di Anna Luisa Pignatelli, edito Fazi editore. Tutto è velato in questo racconto, ogni cosa è caratterizzata da una scarsa visibilità, da un problematico riconoscimento.
Ambientato in Toscana, Foschia è una storia familiare dallo stile asciutto e intenso. Ne è protagonista Marta che, ormai adulta e afflitta da una malattia, decide di andare a ritroso con i ricordi e ripercorrere l’incontro tra i suoi genitori, la sua infanzia, la sua giovinezza, la sua intera esistenza.
È nei pressi di Siena, a Lupaia, una dimora isolata immersa nella natura, che Marta cresce insieme al padre Lapo, alla madre Teresa e al fratello minore Antonio. È un luogo amato, ricco di fascino e persino di mistero, ma avvolto anch’esso da una patina di foschia.

Il casolare piacque a Teresa anche per quel nome, Lupaia, che evocava branchi di lupi che in tempi remoti avevano vagato in quello che nelle mappe medievali veniva indicato come il deserto di Accona. In effetti, di notte echeggiavano dei sinistri ululati che sembravano scaturire dal profondo delle tenebre.

Marta ci parla del tormentato rapporto con il padre Lapo, affermato critico d’arte e uomo di grande fascino e talento. Evidenzia l’ammirazione di lei bambina, esterna prima la sua infatuazione e poi una forma più pericolosa di attrazione.

Subii a lungo il fascino di mio padre, provando nei confronti di mia madre un senso di gelosia, ingiustificata, dato che lui non le voleva bene, così come del resto, preso da se stesso, non ne voleva neppure a me.

Ci racconta della madre Teresa, della sua fragilità, del suo essere schiva e diffidente, inquieta e anticonformista, e di come nella sua anima, maggiormente in sintonia coi lupi e con i corvi, non fosse facile penetrare. Ma ci descrive anche quanto fosse altruista.

(…) sarebbe stata pronta a togliersi il pane di bocca se qualcuno glielo avesse chiesto; questa generosità, che s’intuiva di primo acchito, e il suo carattere schietto, senza mezze tinte come i quadri dai colori intensi che dipingeva, colpivano subito chi aveva a che fare con lei. Ma erano pochi quelli che si spingevano fino a Lupaia: lei non aveva amici, e mio padre passava la maggior parte del tempo fuori casa, preso dal suo lavoro e dalle sue passioni.

Il tempo trascorre in fretta e, lasciata Lupaia, Marta va a vivere nella più austera e pretenziosa Torre al Salto. L’infanzia è ormai lontana, così come lo sono i giorni in cui cresceva accanto alla madre anticonformista e quelli in cui il padre Lapo la portava ad ammirare le opere di Pontormo e Piero della Francesca.
Continua a vivere a Torre al Salto fino a quando non accade un episodio che costituirà un punto di non ritorno, una frattura dolorosa e insanabile.
Questo romanzo mi ha affascinato e coinvolto come pochi. Mi ha particolarmente colpito il modo in cui sono stati descritti i personaggi con quei caratteri ombrosi e quelle sfaccettature difficili da individuare. Sottile e arguta, decisa e densa, la narrazione mi ha imprigionato fino al termine della storia sia con il tema della solitudine, che è qualcosa che appartiene a ciascuno di noi, sia con quello dei rapporti familiari, con l’ambiguità, il disamore e la degenerazione di cui talvolta si nutrono.
E poi l’arte di cui trasuda tutto il romanzo, la vicenda di Ghismonda che riporta alla memoria il Decameron di Boccaccio, la descrizione di alcuni quadri del Rinascimento, non fanno che impreziosire l’emozione, che accrescere il coinvolgimento, di tutta la lettura.
Quella bruma che avvolge i luoghi, anche se amati, che soffoca le persone, anche se familiari, quella nebbiolina che aggroviglia persino l’anima e che è onnipresente nella vita della protagonista, si può però diradare e fare spazio ad un cielo terso.
Buona lettura

by |Aprile 10th, 2019|

Più donne che uomini – Ivy Compton Burnett

Rilanciato da Fazi, Più donne che uomini è stato per me una splendida scoperta. Mi ero imbattuta nel nome di Ivy Compton-Burnett leggendo il delizioso romanzo breve “La sovrana lettrice” di Alan Bennett, senza riuscire ad approfondirne in seguito la conoscenza. Ciò che allora maggiormente mi incuriosì fu il fatto che fosse considerata “davvero troppo impegnativa” e che una sera “la sovrana lettrice”, cercando un libro per conciliare il sonno, avesse tirato fuori da un angolo della sua libreria proprio un libro di Ivy Compton-Burnett, ricordandone la difficoltà nella lettura. Quanto si sbagliava…

by |Marzo 28th, 2019|

Sette secondi – Caterina Ambrosecchia

Quanti secondi vi occorrono per decidere di andare in vacanza con delle semisconosciute? Si erano avvicinate e mi avevano coinvolta calorosamente, fu solo al momento dei saluti che una di loro mi lanciò un: “Noi andiamo a Mykonos quest’estate, vuoi venire?”. Così senza preavviso. La domanda risuonò come se mi fosse pervenuta per effetto di un’eco. Erano stati sufficienti pochi secondi per rispondere – ne avevo contati mentalmente sette, il mio numero fortunato -, e di getto avevo risposto: “Sì”. Sette secondi dunque, questo il tempo occorso a Elena, io narrante del secondo romanzo della materana Caterina Ambrosecchia, per scegliere di imbarcarsi su una nave con destinazione Mykonos. Sette secondi, come il titolo del brano di successo del 1994 di Youssou N’Dour e Neneh Cherry, colonna sonora di quella estate. Sette secondi, una quantità di tempo sufficiente a cambiarti la vita. È la storia di una vacanza, del viaggio di quattro donne differenti per età, provenienza e interessi.

by |Marzo 25th, 2019|

Una donna può tutto – Ritanna Armeni

Oggi mi sembra una buona occasione per scrivere di un libro coinvolgente sia per le sue implicazioni femministe che per quelle storiche. “Una donna può tutto”, edito Ponte alle Grazie e scritto da Ritanna Armeni, è la storia delle Streghe della notte, un reggimento sovietico composto da sole donne. Grazie alla testimonianza dell’anziana e “ultima Strega” Irina Rakobolskaja, la Armeni ha puntato un riflettore su una particolarissima esperienza, relegata in qualche angolo della memoria storica, svoltasi nell’Europa di inizio anni Quaranta. Per quanto la Russia fosse a quei tempi un luogo in cui il lavoro femminile aveva già acquisito un certo peso sociale ed anche in guerra alcune donne avevano ruoli prettamente militari, un battaglione di sole donne non si era mai formato prima di allora.

by |Marzo 8th, 2019|

Confessione di un amore ambiguo – Angelo Di Liberto

Edito Centauria, Confessione di un amore ambiguo è un romanzo di Angelo Di Liberto. Narra di Lauri e Alma, chirurgo lui, disegnatrice lei, e del loro intenso amore. Sposati da dodici anni, vivono a Palermo, nella villa Ducrot, un’antica dimora affacciata sul mare. L’incubo ha inizio una notte.Cosa ti ha spinto a riempire due valigie in fretta, quelle piccole che avevi quando ci siamo conosciuti dodici anni fa, tralasciando ciò che credevo reputassi imprescindibile, me e questa casa?Lo hai fatto per lui? Per Alfredo? Un tuo allievo, un modello dell’accademia, l’agente che ha organizzato il nostro viaggio a Barcellona, un amico occasionale.Alma scompare portando con sé un tailleur grigio, qualche gioiello e alcuni disegni. Possibile che sia andata via? Perché durante la notte lo ha chiamato Alfredo?Si innesca così lungo soliloquio da cui si evince una relazione profonda e fuori dal comune, un rapporto potente e totalizzante.Eravamo un universo a parte. Ti ho amata anche se combattevo una resistenza interiore, un miscuglio di amor propri, paura, diffidenza, rifiuto di essere scoperto, che qualcosa di me venisse scalfito.Non volevo scoprirmi, svelarmi del tutto, perché un uomo innamorato è un uomo finito. Amare qualcuno senza poterci vivere accanto è come morire.

by |Febbraio 25th, 2019|

La manutenzione dei sensi – Franco Faggiani

La manutenzione dei sensi - Edito Fazi, La manutenzione dei sensi di Franco Faggiani è uno dei sei finalisti del premio Wondy. È quest’ultimo un premio letterario molto giovane, giunto alla sua seconda edizione, che vedrà l’annuncio del libro vincitore il prossimo 18 marzo al Teatro Manzoni di Milano. Un concorso a cui tengo in modo particolare perché dedicato alla memoria della giornalista e scrittrice Francesca Del Rosso, che ho sempre apprezzato, e perché seleziona opere che hanno il pregio di raccontare storie di resilienza, di determinazione e di coraggio. Tutto questo si accorda perfettamente con La manutenzione dei sensi di Franco Faggiani. Se dovessi definirlo brevemente direi che è un libro straordinariamente genuino, ricco di speranza e di umanità. Un passato di giornalista e scrittore affermato, un presente piuttosto confuso, un futuro che appare allo sbando, caratterizzano uno dei protagonisti principali, Leonardo Guerrieri. La perdita della moglie Chiara ha completamente destabilizzato il corso della sua vita.

by |Febbraio 18th, 2019|
Naviga tra tutte le recensioni

Le novità editoriali del mese

Seguimi su Facebook

Fate come gli alberi: cambiate le foglie, ma conservate le radici. Quindi, cambiate le vostre idee ma conservate i vostri princìpi.

Victor Hugo
Recensioni