Libri – Le ultime recensioni

Il giorno mangia la notte – Silvia Bottani

Il giorno mangia la notte

Giorgio, Naima e Stefano sono i tre protagonisti del coinvolgente esordio di Silvia Bottani dal titolo “Il giorno mangia la notte”, pubblicato da Sem.
Tre destini si intrecciano sullo sfondo di una afosa e torbida estate milanese di periferia costituendo il fulcro di tutta la narrazione.

Ex pubblicitario ambizioso, Giorgio ha cinquant’anni. È un uomo cinico, dipendente dall’alcol e dal gioco d’azzardo. Abbandonato dalla moglie, vive costantemente in ansia, assillato dalla necessità di pagare i debiti e dal desiderio di rimettersi in carreggiata.

Grandi cose. Pensava a grandi cose Giorgio, mentre infilava i soldi nella fessura. Aveva strofinato la moneta da un euro sulla gamba per due volte, un gesto scaramantico che doveva propiziare la vincita. Si era guardato attorno, rimandando il momento in cui tentare la fortuna: cinesi che passavano dalle luci delle slot ai monitor degli smartphone, rumeni palestrati, qualche anziano dall’aria malconcia, magrebini dalle occhiaie bluastre per il troppo fumo.
Tornò ai suoi pensieri. Le grandi cose non lo lasciavano dormire: alla mattina lo accompagnavano in bagno a pisciare, erano lì quando beveva il caffè e si accendeva la prima sigaretta, pungevano nelle ore del pomeriggio o quando giocava. Era una fame buia, la sua, che lo tormentava e non riusciva a saziare.
La stessa fame che quella sera sentiva anche suo figlio Stefano, con una bottiglia di alcol in mano e l’accendino nell’altra, mentre aspettava nascosto dietro la roulotte degli zingari.

(Incipit di Il giorno mangia la notte)

Stefano è dunque figlio di Giorgio, giovane violento, militante neofascista, praticante avvocato. Crede di trovare nella fede politica di estrema destra una sorta di contenimento all’insoddisfazione delle sue relazioni e della sua vita, alla delusione di una famiglia divisa, alla passione per la violenza.

A volte visualizzava nella mente una linea di luce che partiva dall’istante della sua nascita e si proiettava oltre, più avanti nel tempo rispetto alla sua vita di oggi. Su quella linea c’era un punto preciso da cui sentiva irraggiarsi una forza che lo guidava, una forza che gli aveva permesso di raccogliere i cocci in cui si era infranto dopo il crollo miserabile del matrimonio dei suoi genitori e della vita di suo padre, trasformandosi da bambino a uomo. Quel punto era stato l’incontro con la politica, dieci anni prima, la visione che aveva avuto. Era stata la sua conversione laica.

Naima è una giovane e bella italiana di seconda generazione. Nata e cresciuta in Italia, figlia di genitori marocchini, lavora come insegnante di sostegno ed è appassionata di Kickboxing. Conosce e sente perfettamente l’avversione per lo straniero.

Non era la prima volta che qualcuno la insultava per le sue origini, e ogni volta lei rimaneva sconcertata. Non era mai stata marocchina, se non nella misura di un patrimonio genetico che si portava dietro suo malgrado. Che altro? Era nata alla Mangiagalli, parlava italiano con le tipiche vocali sbagliate della cadenza milanese, mangiava cibo italiano, guardava Sanremo e tifava Milan. Nella scuola dove lavorava, i bambini non avevano mai fatto un commento sulla sua identità e neppure i genitori, né quelli italiani né quelli, ormai la maggioranza, stranieri. Corvetto era il luogo che riconosceva come casa, e la vista del cavalcavia che si incuneava nel quartiere la rassicurava, così come il mercato del sabato e la bruttezza degli angoli rimasti uguali negli anni, le pizzerie desolate e i bar dei pensionati. Il suo viso era né più né meno quello di una ragazza italiana del Sud con la pelle scura e i capelli neri. Era un mistero come la gente riuscisse a cogliere quelle briciole di africanità che le ballavano in corpo, roba che neppure lei avvertiva, per farle diventare un motivo di disprezzo. La stessa gente che sembrava essere cieca a tutto, quando si trattava di odiare il prossimo dimostrava una vista acuta.

Una sera Giorgio, oppresso dai suoi fantasmi e dai suoi debiti, rapina una donna. Lei tenta di resistere, lo insegue, ma viene travolta da un’automobile. È la madre di Naima. Il destino di Giorgio si lega così inesorabilmente alle due donne a causa del figlio Stefano, cherubino biondo e rabbioso, che frequenta la stessa palestra di Naima.

Una scrittura accattivante e una struttura narrativa abilissima catturano immediatamente l’attenzione. Una storia dura animata da personaggi violenti, ansiosi di allontanarsi dall’orlo dell’abisso sul quale camminano costantemente. Personaggi nei quali non è possibile identificarsi, che non ispirano fiducia, né tanto meno simpatia. E tuttavia inchiodano alla lettura, inducono a volerne sapere di più. Ci sono amore e intensità, integrazione e rabbia, sensibilità e discriminazione. Solo la fine della narrazione non mi ha convinto perché mi è sembrata mancante di una parte ma, riflettendo, anche questo aspetto rientra nella maestria di Silvia Bottani che continua, sino alle ultime parole, a istigare il desiderio di conoscere l’ulteriore prosieguo.

Carnaio – Giulio Cavalli

Se avete voglia di dormire sonni sereni o di restare ancorati a illusorie certezze Carnaio non è un libro per voi. Scritto da Giulio Cavalli e pubblicato da Fandango libri è il racconto distopico e disturbante degli accadimenti avvenuti nella cittadina immaginaria di DF. È un paesello aggrappato alla costa come ce ne sono tanti, un paesello nel cui mare Giovanni Ventimiglia per tutta la vita non ha fatto altro che pescare. Negli ultimi anni però il mare è diventato avaro e sulla sua imbarcazione è rimasto solo senza equipaggio. Un giorno di marzo, attraccando al pontile, Giovanni rinviene un cadavere.

Cuorebomba – Dario Levantino

Una città difficile, un quartiere degradato e feroce, un ragazzo intelligente in bilico tra una famiglia disastrata e una scuola indifferente sono solo alcuni degli elementi di Cuorebomba, ultimo scritto di Dario Levantino pubblicato da Fazi editore. C’ho sedici anni, una mamma malata e tutta una vita davanti. C’ho sedici anni e ho capito una cosa: i padri, i figli, li hanno sempre odiati. Lo dicono tutti: pure i telegiornali, pure gli psicologi, pure la mitologia! Laio, il re di Tebe, prima ha azzoppato suo figlio Edipo perché si vergognava di lui, poi lo ha abbandonato in montagna, come un bastardino in autostrada. Crono, i suoi figli, addirittura li ammazzava. Però li faceva. Ne ha fatti sei, di figli. Li faceva per odiarli.

Ai sopravvissuti spareremo ancora – Claudio Lagomarsini

Un titolo originale ed un autore sconosciuto. Ho inaugurato così le letture del nuovo anno. Pubblicato da Fazi editore, “Ai sopravvissuti spareremo ancora” è il notevole esordio nel romanzo di Claudio Lagomarsini. Di tanti che eravamo siamo rimasti in pochi. È toccato a me, alla fine, prendere l’aereo, passare nove ore tra due sconosciuti e noleggiare un’auto da guidare stordito di sonno, per venire qui. Un giovane uomo, costretto a tornare nel suo paese per vendere la casa di famiglia, si imbatte nei cinque quaderni scritti, molti anni prima, dal fratello maggiore Marcello.

Confessioni di una maschera – Yukio Mishima

“Confessioni di una maschera”, pubblicato da Feltrinelli, è uno dei primi scritti di Yukio Mishima, scrittore giapponese morto suicida del 1970. È un libro che ho amato moltissimo e che, nonostante sia del 1949, continua a mantenere la sua potenza, la sua estrema forza. Di chiara ispirazione autobiografica, narra i conflitti più intimi del protagonista nello scoprire la sua omosessualità. Una continua lotta con sé stesso e l’ambiente che lo circonda, uno scontro tra desiderio e morte, tra Eros e Thanatos, tra la pulsione di esistere e quella di soccombere.

Le nostre interviste

110, 2019

Intervista a Lorenzo Marone

Uno degli incontri più belli dell'estate appena trascorsa. Nell'ambito del "Salento Book Festival" è stato un piacere fare quattro chiacchiere con Lorenzo Marone. Lorenzo, è un vero piacere conoscerti. Da avvocato a scrittore, quanto è stato difficile questo percorso? Sei stato osteggiato o facilitato in qualche modo? È un piacere anche per me. No, non sono stato osteggiato. Mio padre è avvocato e non mi ha mai fatto pesare la cosa. Poi ho avuto la fortuna di avere una moglie che ha capito e aveva come interesse la mia realizzazione personale. Anzi, da questo punto di vista, devo proprio ringraziare chi mi è stato accanto. Non ho dovuto combattere su questo e nessuno mi ha messo i bastoni tra le ruote. Nella vita sono stato fortunato e se ho dovuto combattere una guerra questa è sempre stata solo con me stesso.

2407, 2019

Intervista a Barbara Palombelli

Intervista a Barbara Palombelli - Grazie Barbara di aver accettato questa intervista. Cercherò di essere sintetica perché immagino che questa sia per lei una serata impegnativa tra la presentazione di Corigliano d’Otranto e quella di Nardò. Come nasce questo libro, questo desiderio di raccontarsi? Grazie a lei. Tenevo una sorta di diario di alcuni ricordi, dell’adozione delle mie figlie, del galateo di mio padre, dei pensieri di mia nonna. Avevo dunque nel computer questi scritti; poi la casa editrice mi ha chiesto se avevo qualcosa da pubblicare. Così ho mandato quello che avevo già e, in seguito, intorno a questo è nato il libro.

Le ultime novità editoriali

Aforismi, frasi celebri e piccoli passi

Videorecensione di "La rampicante" di Davide Grittani

“La rampicante” di Davide Grittani, pubblicato da LiberAria Editrice , è un piccolo gioiello. Racchiude una trama complessa, ricca di sfumature e contrasti, zeppa di contraddizioni e ambiguità, proprio come la vita. Una scrittura lineare, lucida, a tratti cinica. Ve ne suggerisco fortemente la lettura! Antonella Giustizieri

Pubblicato da My library su Venerdì 24 maggio 2019
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Fate come gli alberi: cambiate le foglie, ma conservate le radici. Quindi, cambiate le vostre idee ma conservate i vostri princìpi.

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