10 lunghi anni fa una principessa bambina, di stirpe fatata, con un gesto di grande coraggio salvò la vita ad un magico unicorno della sacra foresta di Man. L’oscuro stregone si vendicò con un terribile sortilegio: la piccola sparì senza lasciare alcuna traccia e analoga sorte infausta sarebbe spettata a qualsiasi fanciullo avesse osato avvicinarsi al bosco. Da quel triste giorno il luogo è interdetto a tutti, specialmente ai bambini.
La più potente guaritrice che si conosca viene convocata alla corte di re Uriel, giovane discendente dei draghi, temuto sovrano e grande guerriero. L’anziana taumaturga, che giunge con l’inseparabile ed enigmatico compagno di viaggio, un gatto bianco che la segue ovunque, è l’unica speranza di salvare la vita alla piccola protetta del re, ormai moribonda a causa di un improvvisa malattia che nessuno riesce a curare. Il re stesso è tormentato da continue visioni oniriche, oscure e meravigliose al tempo stesso, che lo stanno inducendo sull’orlo della follia.
Il responso della guaritrice , che sembra invecchiare a vista d’occhio, è una soluzione impossibile e apparentemente folle: la moribonda va condotta proprio nella foresta di Man, in terra proibita, sfidando la maledizione e ponendo a rischio la vita di tutti in una lotta micidiale contro il tempo.
Nulla è davvero come sembra, la realtà è un’illusione e l’illusione è la vera realtà da salvare. Le virtù esaltate come le più potenti delle armi contro il male sono la furbizia, l’altruismo e l’amore puro, quello capace di trascendere l’apparenza e abbracciare con rispetto la natura.
Il Drago e l’Unicorno è una bella ed insolita storia fantasy, da gustare.
Opera prima di Silvia Matricardi, giornalista di Ardea
“Non c’è vita senza amore e non c’è amore senza vita” la voce di Emerald risuonò nelle loro menti (…) gli unicorni erano radunati in riva al lago e li guardavano con i loro grandi occhi blu.
Nella contemplazione dell’Universo sono soltanto tre i pianeti che ci separano da Urano, che porta il nome della divinità greca del cielo. Anche se è visibile ad occhio nudo, la sua bassa luminosità e la sua orbita particolarmente lenta, hanno fatto tardare il suo riconoscimento; così come le poesie di Carla De Angelis hanno tardato un pò ad essere comprese dall’animo di una società sempre più stressata dall’arrivismo imperante, il nichilismo che troppo spesso attanaglia il comportamento superficiale è lontano dagli intenti dell’autrice.Carla De Angelis dà un periodo, stabilisce un tempo rivelatore, “A dieci minuti da Urano”. E’ questo il titolo della raccolta poetica, con cui la sensibile scrittrice tenta la conquista del “non luogo” rappresentato da Urano per confidare al lettore le sue emozioni più intime, le sue angosce, le sue paure.Le liriche sono parte di un esame approfondito e accurato della propria condizione esistenziale. L’autrice è mossa dall’esigenza di scandagliare in profondità immagini, suoni e ritmi fino a giungere ad una autentica selezione del lessico.Balza all’occhio una pulizia ed una delicatezza formale che arrichiscono rigorosamente l’intento poetico: “Mi vestirei di fiume/per vederti nel cerchio/ di un sasso lanciato per sfida”.La ricerca di riflessioni accorte ci riconduce a quell’essenzialità necessaria per superare tensioni e sofferenze.Canti di disperazione si modellano in fragili ed inattese espressioni, quasi a confessione e supplica di liberazione: “Invece di morire / traghetto parole /fino a farne una culla / per le mie ferite.”L’ amore materno, il rapporto con Dio, il libero sfogo dell’essere donna riempiono d’umanità una scrittura che sviscera dimensioni tese e pensieri traboccanti di drammaticità: “Prego/resto legata a questa vita/attutisco i ruggiti del mondo”.Il legame intenso con la figlia raggiunge un elevato valore affettivo che si consolida levigando di purezza e sincerità le parole: “Per l’ingenuità posata sul tuo riso/i capelli color del grano…burli il tempo, resti bambina”.Per afferrare un equilibrio interiore, Carla De Angelis sceglie di tradurre in versi quella zavorra esistenziale che la accompagna e le domina l’anima.Dare corpo e compattezza alle emozioni, ai sentimenti, diventa l’antidoto per sopperire alla “fame” di innocenza e carezze.Come un mare che ripete la sua onda, la voce poetica dell’autrice si fa dono di forza mentale e spirituale.A conclusione di un’opera di indubbio spessore emotivo un messaggio che la poetessa lascia ai suoi lettori per affrontare con lealtà e maggiore dimistichezza tutte le sfumature scritturali:”Entrate a piedi scalzi/non calpestate i disegni”.”A dieci minuti da Urano (poesie di tentata conquista)”, Fara Editore, pg.108.
Un’ assidua ricerca lessicale ed una buona padronanza poetica caratterizzano l’ultima opera di Irene Sparagna “Transizioni”, ed. Stravagario.Il titolo stesso “Transizioni” indica quel passaggio, quel transire da una condizione ad un’ altra,tipico dell’essere poeti.In questa raccolta l’autrice riprende il suo cammino emozionale, sviscerando una verve creativa che coniuga insieme simbolismi, vivaci riflessioni esistenziali ed eleganza ritmica.I versi della Sparagna sono il frutto di un attento meccanismo di selezione tra sentimenti e fenomeni intimi ed esteriori.Il libro ci offre l’essenzialità della parola, raggiungendo un’elevata contaminazione lirica, fatta di accenni a sensazioni ed emozioni in piena libertà.”Svetta su questo corpo/La melodia sistolica/Che onnubila la parola tacitata/Vibrazioni danzano/Su fruttuosi oblii.”Lo stile linguistico alterna attimi e contorni immaginativi legati ad una memoria affettiva ricca di sincerità e schiettezza.L’amore materno, l’affrontare la realtà, il considerare lo scorrere del tempo, sono alcuni dei punti tematici che si sviluppano attorno all’architettura dell’opera.”A te, piccolo, donai/Seni grondanti di linfa/Bianco nettare che ninnandoti/Recava spensieratezze alle stelle”.Irene Sparagna sa proiettare nel lettore sprazzi di freschezza formale con qualche tocco di tecnicismo mai troppo pesante ed eccessivo.Ne è esempio: “Un giorno/Eclisserò il pulsare/Incessante dei dissapori/Transiterà fugace la notte/Dei ricordi scricchiolanti.”Il costante rimando all’esistenza diventa lo stimolo per una continua crescita interiore, si fa equilibrio in una successione di istanti e percezioni, come un “Riprendere conoscenza e identità/In frammentate promesse.”L’ autrice è dunque mossa da una forza espressiva spontanea che le consente di rispondere con purezza alle urgenze istintive dell’anima.Irene Sparagna riesce “Con un sorriso di linfa” cristallina, a svelare la sua profonda umanità, regalando “Momenti di dolcezza sconfinati”.


