E’ paradossale come nella nostra era digitale, quella che ha cancellato il corsivo, il ductus della scrittura, conserviamo traccia di una missiva d’amore scolpita sull’argilla a caratteri cuneiformi da un principe assiro, ma nulla ci resta d’una schermaglia tra innamorati del terzo millennio fatta a colpi di sms. Se ciò che Umberto Eco ha di recente affermato, cioè che è la parola scritta l’unica vera testimone della nostra civiltà, non ci stupirà che una giovane e sensuale investigatrice, l’ispettrice Loreta Assensi, lavori in coppia con un ricercatore fuori dal tempo e dalle righe: il Filografo. Insieme per risolvere un insolito caso d’omicidio. Insolito a partire dall’arma, perché chi ha ucciso lo ha fatto con i fiori. Insolito perché l’unico indizio è un’ingiallita lettera vergata a mano che l’antiquario veronese Roberto Trentin tiene stretta nel suo letto di morte. Ad aiutarla è un docente e ricercatore fuori dalle righe e dal tempo: il Filografo. Sarà proprio lui a farle intraprendere un viaggio che la porterà dalle rive scaligere dell’Adige sino alle limacciose sponde del Riò Paranà, ricostruendo una straordinaria storia d’emigrazione trasversale a ben tre generazioni.
Vite Corsive, romanzo di esordio pubblicato dalla empolana Ibiskos Editrice Risolo (fondata nel 1984 da Antonietta Risolo, nipote di Amalia Popper) è considerato da molti il primo giallo filografico. Simbolo del collezionismo per antonomasia, importante casa d’aste ed editore specializzato, Bolaffi, cui va il merito d’aver coniato il neologismo “filografia” recensisce il libro di Marco Nundini definendolo come il romanzo che “a metà strada tra le tinte noir del Nome della Rosa ed i visionari presagi di Fahrenheit sdogana per la prima volta nel panorama dell’editoria non specializzata il neologismo filografia”
Il romanzo scivola piuttosto velocemente e dalla fine del terzo capitolo cessa lo sgomento di trovarsi perduti in un labirinto di personaggi e situazioni. Il ritmo si fa serrato. Sempre più giallo nella scrittura ricca, asciutta, forse eccessivamente pulita. Emerge il piglio giornalistico dell’autore che si riscattà però grazie all’intensità del suo italiano. E’ una vicenda che intriga, come intrigano i personaggi chiave. Per essere un libro d’esordio vale la fatica di trovarlo in libreria, un bel giallo con una improvvisa, inaspettata zampata di noir.
L’autore: Marco Nundini nasce a Reggio Emilia. Giornalista pubblicista da un decennio, ha lavorato con le maggiori riviste italiane di viaggi e turismo (Gente Viaggi, Panorama Travel, Quì Touring, Oasis, Traveller Condé Nast) firmando reportage da ogni angolo del pianeta. Per due anni ha coordinato l’area iniziative speciali del mensile Itinerari e luoghi. Nel 1999 ha ricevuto dal Presidente del Messico il premio giornalistico “Pluma de Plata”, quale autore del miglior reportage sul paese in lingua italiana. Oggi vive e scrive a Verona.
Vite Corsive di Marco Nundini
Ibiskos Editrice Risolo, pag. 180, 13 Euro
ISBN 9788854604483