
Pubblicata oggi su Lulu.com la terza raccolta di poesie dell’autrice Marilena Moresco, già premiata a Sulmona per le sue composizioni poetiche.
L’opera parla del Tempo, con la “T” maiuscola. Non di quello atmosferico, ovviamente, ma di quello che quotidianamente viene macinato dagli orologi.
Non vi è nulla di prezioso quanto il Tempo che ci è dato di vivere. Come può l’uomo utilizzare in modo costruttivo questo suo Tempo, oltre che ad invecchiare? Per chi ha Fede esso vale più dell’oro: ogni giorno è come una moneta che ci viene data da spendere e da spendere bene, se vogliamo conquistarci il Cielo. Occorre non sprecarla poiché ogni attimo è unico e non tornerà indietro: sarà perso per sempre. Nessuno sa quante monete di giorni gli saranno date ancora, se poche, se molte, e qui sta l’adrenalina del gioco: nel non sapere. La scommessa è già in atto nella quotidianità e la vincita è vivere per l’eternità. “La Moneta del Tempo” è un canto alla bellezza della vita e al valore del Tempo, suddiviso in giorni, mesi, anni. Una celebrazione dell’irripetibile unicità di ogni istante e di ogni umana emozione, che prende vita sullo sfondo di una natura empatica in cui l’uomo si può rispecchiare, riconoscendo in essa il percorso della propria esistenza.

Con “Piccoli piccoli uomini…”, pittoresco affresco che tratteggia l’ambiente in cui l’autore ha lavorato per trent’anni (e di cui conosceva bene pregi e difetti), Eugenio Moresco consegna ai suoi lettori un’opera a cesello; uno spaccato di vita sociale di una ilare comicità, intessuto di genuina ironia.
Sole a ponente, secondo volume della collana di Eugenio Moresco, propone ai lettori una romantica storia d’amore scritta sul filo sottile che corre tra le sponde del vissuto reale e della fantasia, ambientata nell’Africa alla metà del secolo, piena di colore e di violente passioni.
“Mentre ripercorreva il viale in senso contrario per la strada battuta, alla luce tenue delle stelle, le parve che il suolo si avvicinasse ai suoi occhi; le braccia si coprirono di penne e l’abito si trasformò in un grigio con pennellate di verdi e blu lucenti. Con le gambe trasformate in corte zampe palmate, tornò sui suoi passi e scese in un vicino canneto per trascorrere il resto della notte…”.

