“Perciò sono corso da quel Mani, sapevo che molti dei nomi della lista si apprestavano a fuggire e a sparpagliarsi ovunque, e ho preso con me un altro soldato, per poter conservare la chiarezza di spirito, e ho fatto bene a correre perché dietro casa sua era ancora legato quel mulo… L’ho colto pallido, confuso, e gli ho detto: signor Mani, sono venuto a dirle che lei non ha nulla da temere, non ha alcun bisogno di fuggire, perché lei si è già completamente annullato, no? Adesso lei è soltanto un uomo, un puro e semplice homo sapiens, che vive a Crosso fra le rovine di una civiltà che perfino se avesse voluto non avrebbe potuto conoscere l’ebreo, perché a quei tempi l’Ebreo non aveva inventato ancora se stesso.”Amo tantissimo i libri di Yehoshua e lo trovo uno dei migliori scrittori contemporanei. Questo libro, scritto nel 1990, è considerato uno dei suoi capolavori.Il signor Mani è costituito da cinque dialoghi ciascuno dei quali è preceduto e seguito da una precisa nota biografica, che situa il discorso in tempo e spazi ben precisi. La caratteristica più sorprendente di questo libro è che è presente solo la metà dei dialoghi, come quando si ascolta qualcuno telefonare. Il lettore è perciò obbligato a ricreare nella propria mente la parte mancante, o addirittura ad immergersi nei panni del personaggio. La lettura è quindi attiva, non passiva e di semplice “assorbimento di quanto scritto”. Questa scelta stilistica conferisce ai dialoghi il sapore di un’ininterrotta analisi dei personaggi per scavare a fondo nelle vicende dell’animo umano, in un continua precisare, approfondire e talvolta ripetere le spiegazioni. I dialoghi vedono per protagonisti personaggi lontani dalla famigli Mani, ma che in un modo o nell’atro ne hanno a che fare. Sono tutti ebrei: una giovane donna, orfana di padre, alla continua ed estenuante ricerca di una figura paterna e il giovane Efraim soldato nella guerra del Libano, Gunther, soldato tedesco di stanza a Crosso, alla ricerca di un identità ma soprattutto di uno scopo per tutto quello che lo circonda, il tenente Horowits, soldato britannico, trasferito a Gerusalemme durante la prima guerra mondiale, incaricato di scoprire la verità su un caso di spionaggio, un giovane dottore polacco in viaggio con sua sorella, e per finire, Abraham Mani, l’unico della famiglia protagonista, vissuto nell’Atene di metà ottocento. Due secoli di storia che attraversano tutti i momenti più salienti della storia ebraica. Questo libro non può non essere un libro sulla religione. È un libro profondo il cui messaggio, per noi uomini moderni presuppongo sia quello che la religione e l’anima, noi e le nostre scelte sono profondamente influenzate dal nostro essere religiosi. Eterogenei sono i personaggi, i luoghi diversi, Libano, Creta, Polonia, Istanbul, Atene. In così tante pluralità di tempi, luoghi e attori, emergono costanti unificanti: Gerusalemme, centro del mondo, città rozza, piccola, attempata, forse, ma che non potrà mai essere di provincia, Gerusalemme è presente sia nella sua realtà, come luogo in cui si svolgono alcuni degli avvenimenti narrati sia come mito, paese dell’anima, crocevia religioso troppo spesso insanguinato e tuttavia sempre capace di attrarre a sè e sedurre le persone e la crescente entrata in scena della famiglia Mani, personaggi di striscio ma che lasciano un’ombra inquietante. Noi andiamo a ritroso nel tempo, e questo ci permette di riscontrare quanto il presente mostri tracce e cicatrici del passato.Un libro molto affascinante profondo, ma di difficile comprensione, forse perché non sono ebreo, ma devo dire che in alcuni punti ho fatto fatica a seguire il tutto, e alla fine, nell’ultimo dialogo, ho trovato il discorso piuttosto noioso, forse per la mia incapacità di seguire le parole. La scrittura, lo stile e tutto quanto è connesso sono magistrali. Per lettori esperti!!
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Ho già letto “Fuoco Amico” e sto finendo di leggere “la sposa liberata”. Il prossimo sicuramente sarà “Il signor Mani”.Yehoshua è uno dei più grandi scrittori mondiali, personalmente riesce a darmi serenità, il suo modo di scrivere è fantastico,scorrevole ed equilibrato nell’esposizione del testo.Vorrei tanto avere il piacere di incontrare il signor Yehoshua. Intanto colgo l’occasione per ringraziarlo per le emozioni che mi dà e ci dà con i suoi libri, che oltre a deliziarci con le trame, ci offre anche la possibilità di approfondire le conoscenze della cultura, degli usi e dei costumi del popolo Ebreo ed Arabo. Grazie
Shalom
Giuseppe Bellomia