Ken Follett

Recensioni dei libri di

Ken Follett

Category: Follett, Ken

La cruna dell'agoQuesto libro è il primo best sellers firmato dall’autore: e La cruna dell’ago è davvero un gran bel libro. A leggere la presentazione però, sembrerebbe un romanzo dall’esito scontato, visto che tutti i manuali di storia riportano l’esito della seconda guerra mondiale, evento legato all’epilogo della vicenda: ma come spesso accade la parola “scontato” non è fatta per i giudizi su Follett.
L’idea alla base della trama è un inganno architettato dagli alleati per giocare uno scherzetto a Hitler: una finta armata, infatti, è l’astuto piano per depistare i tedeschi dal vero posto dove è previsto lo sbarco delle truppe, la Normandia, per sferrare così il colpo micidiale per l’esito della guerra. A questo punto l’autore si chiede cosa sarebbe potuto succedere se anche una sola spia fosse riuscita a svelare l’inganno e comunicarlo all’esercito tedesco: nasce così un romanzo di spionaggio e di guerra, pieno d’intrighi e colpi di scena.
Il lettore viene subito introdotto nell’Inghilterra dei primi anni ’40, fatta di tante paure verso il nemico nazista a causa dei continui bombardamenti. Ma a pochi giorni dall’attacco programmato dagli alleati, nell’esercito inglese si respira tanto ottimismo quanta tensione, per la paura che il ramificato spionaggio tedesco riesca a scoprire l’inganno: cioè che l’armata militare radunata nell’East Anglia sia solo una sceneggiata di cartone e vecchi rottami utili solo ad ingannare le foto aeree. E le preoccupazioni inglesi si concentrano tutte sulla migliore delle spie tedesche, nome in codice “Die Nagel”, l’ago, perché inafferrabile ed inseparabile dalla sua arma preferita, uno stiletto. Vivendo a Londra da molto tempo senza commettere alcun errore, Faber (questo il suo vero nome), è praticamente un insospettabile. Alcuni episodi però gli metteranno alle calcagna i servizi d’antispionaggio inglesi, guidati dal vecchio professor Godliman e dal giovane e patriottico Bloggs, pronti a tutto pur di far restare il segreto sull’isola britannica. A chiudere il cerchio dei personaggi e della storia vi è anche una coppia di giovani sposi, Lucy e David, che nel tentativo di far riprendere quest’ultimo dalle conseguenze di un incidente stradale che lo ha privato dell’uso delle gambe subito dopo il matrimonio, hanno deciso di vivere su un’isoletta abitata solo da un pastore. Capitolo dopo capitolo, verrà fuori una caccia all’uomo che farà appassionare il lettore, suscitando un forte interesse per il destino dei personaggi, estraniandoli quasi dall’andamento della guerra.
Questo romanzo storico-politico si presenta subito, come tanti libri dell’autore, con una serie di capitoli iniziali che descrivono i personaggi e le rispettive vite, spesso quasi incollegabili tra di loro; protagonista assoluto è sicuramente Faber: nonostante sia il “cattivo” della vicenda, Follett rivolge a questa figura un gran rispetto, per le sue doti e per l’acuta intelligenza che lo contraddistinguono, e perché le sue azioni, seppur criminali, sono paragonate a quelle di un soldato che combatte per difendere il proprio paese. Gli altri personaggi invece si caratterizzano tutti per aneddoti della loro vita che gli hanno segnato il carattere, e li portano ad agire di conseguenza: tra loro spicca Lucy, una donna debole all’apparenza ma capace di tirar fuori il coraggio nei momenti giusti.
Dal libro traspare al meglio lo “stile Follett”: mai eccessivamente scenografico, anche quando la frenesia dell’azione avrebbe potuto giustificarlo; ne nascono così vicende reali, ricche di particolari e concatenate perfettamente tra loro. Altrettanto bene sono inseriti nella vicenda i personaggi veri, protagonisti della seconda guerra mondiale: troviamo, infatti, Hitler, Rommel, Churchill, Goering e molti altri gerarchi del tempo, impegnati in accesi dibattiti e piccole liti tra loro.
E’ vero che tutti sappiamo che lo sbarco in Normandia fu un successo, ma il destino di ogni singolo personaggio terrà il lettore con il fiato sospeso fino all’ultima pagina.
C’è sicuramente un motivo se questo libro appassiona da trent’anni i lettori di tutto il mondo: è la suspance sotto forma di cellulosa, è capace di far affezionare ad uno spietato assassino che non somiglia per niente ai soliti supereroi o superassassini di tanti libri e film, che non stanno né in cielo né in terra; inoltre va sottolineata la qualità della ricostruzione storica realizzata, capace di illustrare con chiarezza le circostanze di vita durante la guerra, senza spezzare il ritmo del racconto con divagazioni culturali. Una lettura appassionante e scorrevole, scritta con notevole maestria, assolutamente da non farsi scappare.

www.my-libraryblog.com

Una fortuna pericolosaCon questo libro l’autore si merita un altro voto alto: in 511 pagine racchiude una storia di intrighi e passioni, fallimenti e vittorie, amori, vendette e omicidi, che si susseguono nell’arco di 26 anni, iniziando il racconto con la descrizione dello stesso scenario dove verrà scritta la parola fine, un college, o meglio la Windfield School, la scuola dove i figli delle famiglie prestigiose, inglesi e non, studiano per diventare i potenti di domani.
Come al solito Follett colloca la vicenda in un preciso periodo temporale, la Londra di fine ‘800 caratterizzata dalla seconda rivoluzione industriale, il che comporta conseguenze legate al momento storico, nelle scelte e nelle azioni dei personaggi, tutto accuratamente descritto: non manca nulla per immaginare ogni dettaglio della “scenografia” e degli “attori”.
La vicenda parte nel maggio del 1866, quando nel laghetto di un prestigioso istituto britannico muore annegato un ragazzo, in circostanze tutte da chiarire, a causa di interessi, paure, e perché i cinque testimoni hanno visto ognuno solo una parte della scena; ad esclusione di uno che sparirà quasi subito, le vite degli altri quattro restano da quel giorno legate per sempre: sono Hugh ed Edward Pilaster, Micky Miranda e Tonio Silva. I primi due appartengono ad una importante famiglia di banchieri, ma con ruoli ben diversi: il primo è figlio di Tobias che, stanco delle situazioni familiari, ha portato via il suo capitale dalla banca per metter su un’azienda privata; al fatto gravissimo di aver “lasciato” la banca, si aggiungerà il fallimento dell’attività e il suicidio, che comporteranno per Hugh, oltre al dolore per la perdita del padre, un’eredità composta solo dall’etichetta di pecora nera della famiglia: farà leva su tutte le sue forze per dimostrare il suo valore a tutta la famiglia Pilaster e all’intera alta società della City.
Edward invece è il figlio di Joseph e Augusta, e nonostante sia poco dotato di istinto finanziario, e si caratterizzi per essere violento e scarso di principi morali, si ritrova con un futuro spianato nella banca di famiglia.
Micky e Tonio invece hanno in comune solo il fatto di essere cordovani, per il resto vengono da due famiglie collocate in fazioni diverse nello scacchiere politico dello stato sudamericano, oltre ad essere caratterialmente opposti: Micky è il personaggio più ambizioso e malvagio, disposto a tutto pur di riuscire nella sua personalissima scalata sociale; Tonio invece è un bravo e semplice ragazzo, con a cuore i problemi del suo paese.
Le vite di questi personaggi si intrecceranno con quelle delle ragazze di strada Maisie e April, del banchiere Solly Greenbourne e di suo padre ma, soprattutto, sarà l’intera famiglia Pilaster a farla da padrona: a capo c’è il vecchio Seth, integerrimo uomo d’affari vecchio e malato, la cui successione genererà una faida familiare che tirerà fuori il peggio da ciascun personaggio, una guerra all’ultima meschinità per screditare il candidato che, a turno, sembra sul punto di farcela. Abile manovratrice dei giochi è Augusta, moglie di Joseph, secondogenito di Seth, figura femminile affascinante e calcolatrice, attorno alla quale ruotano gran parte delle vicende: la donna si dimostrerà pronta a tutto pur di far raggiungere al marito l’agognato titolo di socio anziano della banca.
Il primo ostacolo che le si para davanti è il legittimo successore Samuel, primogenito di Seth, uomo timido e riservato, caratterizzato da un’esistenza apparentemente priva di ombre.. apparentemente…
Il secondo ostacolo è invece il nipote Hugh, che finita la scuola va a vivere con gli zii, lavorando in banca come un dipendente qualsiasi: pur privo di un capitale, resta sempre un Pilaster, con dalla sua il fatto di essere sveglio e “tagliato su misura” per il mestiere; ci penserà la zia a metterlo in cattiva luce ogni volta che il traguardo del riscatto sembra a portata di mano.
Il tema centrale di Una fortuna pericolosa è sicuramente l’ingordigia, spesso presente nella società di tutti i periodi storici e collocazioni geografiche, dove chi ha un tot, desidera sempre qualcosa in più, e non si ferma davanti a niente per ottenerla: l’autore si sofferma volutamente sugli aspetti più bui dell’uomo, sulla meschinità che muove certi gesti, sulla morbosità che avvolge sguardi e domina pensieri. Ne viene fuori un romanzo carico di intrighi, delitti e truffe, solo per raggiungere denaro, potere e successo, cose terrene e fragili, ma che infervorano l’animo umano, e lo spingono a sbagliare, a commettere cose riprovevoli e a non riuscire più a fermarsi, perché una volta raggiunta una meta se ne profila all’orizzonte un’altra più seducente da conquistare. Per fortuna accanto a personaggi pronti a vendersi l’anima al diavolo esistono altri legati ai valori veri della vita: amore, famiglia, onestà e moralità, e soprattutto la convinzione che la verità, tardi o presto, viene sempre a galla; sono questi che, in modi diversi, si regaleranno il podio dei vincitori agli occhi dei lettori.
Per gli appassionati di Follett, gli amanti della suspance, o gli appassionati dell’alta finanza, questo libro rappresenta una lettura assolutamente da non farsi scappare.

www.my-libraryblog.com

Mondo senza fineCome tutti gli appassionati dei libri di Follett, mi risulta impossibile non adorare I Pilastri della Terra, uno di quei capolavori che non può mancare in una libreria. Quando si è sparsa la voce che Follett ne stava scrivendo il seguito, sono stato colto da due sensazioni contrastanti: da una parte ero felice di avere l’occasione di tornare a Kingsbridge, dall’altra però mi sentivo angosciato dal potermi trovare davanti ad una semplice mossa commerciale, ad un sequel che come spesso accade, sia per i libri che per i film, risulta inferiore all’originario.
Mondo senza fine però si presenta subito come un seguito atipico: è ambientato nel XIV secolo, quindi essendo passati duecento anni dai fatti accaduti nel primo romanzo, come evidenziato dalla stessa copertina, dei personaggi che avevamo amato ed odiato troviamo solo qualche ricordo.
Come per il primo romanzo, l’autore racconta l’intera vita dei personaggi iniziando da un antefatto che cela un segreto svelato solo alla fine del libro; è il giorno di Ognissanti e quattro ragazzi, alla ricerca di un posto tranquillo per giocare, si allontanano dal priorato, addentrandosi nel bosco: sono Merthin, suo fratello minore Ralph, Caris e Gwenda. Qui sono testimoni di uno scontro tra un cavaliere e due sicari, dove alla fine Merthin, rimasto l’unico ad assistere alla scena, si troverà a condividere con il cavaliere il nascondiglio segreto di una lettera il cui contenuto non dovrà mai essere rivelato. Diventati adulti, le vite dei personaggi si sviluppano su percorsi nettamente diversi, restando però tra loro legate, tutti con un ruolo importante nella collettività.
Merthin rappresenta il nuovo Jack (di cui è un discendente): è un geniale costruttore, figura immancabile in una città ambiziosa e in crescita come Kingsbridge, che avrà come sfida non la costruzione di una nuova cattedrale, ma di una torre per la vecchia, caratterizzata dall’essere la più alta dell’intera Inghilterra.
Caris è la figura più carismatica: figlia di un importante commerciante di lana, sogna di poter curare i malati, convinta di riuscirci meglio dei frati legati a vecchie e spesso inutili credenze; combatterà con tutte le sue forze contro le consuetudini del tempo, prima tra tutte il fatto che solo gli uomini possono diventare dottori, arrivando però a farsi condannare come strega.
Ralph, pur essendo fratello di Merthin, è l’esatto opposto: è attratto dalla lotta e dal potere, e non si porrà scrupoli nella sua scalata sociale.
Gwenda invece, è il personaggio “distante” dagli altri: l’unica povera del quartetto, rappresenta la vita e le ambizioni della classe sociale più numerosa, sottomessa al volere dei potenti; non sogna di erigere torri o avere titoli nobiliari, ma piuttosto l’amore e il bene della propria famiglia.
Infine c’è la figura del priore: se Philip, solo citato all’inizio di questo nuovo capolavoro, era stato un buon frate che, pur commettendo tanti errori, aveva sempre perseguito il bene della città, il trio Anthony-Godwin-Philemon, che si succede in questa carica nel corso del romanzo, si caratterizza per doppi fini e compromessi che evidenzieranno la corruzione della Chiesa e l’antitesi tra il potere spirituale e quello temporale.
Tra i vecchi personaggi o luoghi che abbiamo conosciuto, ce n’è uno però che ancora sopravvive e resta protagonista: è la città di Kingsbridge, con il priorato e la cattedrale, le mura e il ponte, oltre ai suoi abitanti, che tiene insieme tutti i fili delle storie che si sviluppano nel tempo.
Questa nuova opera di Follett parte un po’ lenta, per poi carburare in un vortice di azione, sentimenti e suspance che catturano il lettore e lo portano a soffrire e gioire con i personaggi, tutti descritti con cura dall’autore, sia i più importanti che i marginali. A tutto questo si aggiungono poi le più grandi catastrofi del periodo: la peste, tragedia che significò la morte per un terzo della popolazione europea, e la guerra dei cent’anni. Proprio la “morte nera” rappresenta un ulteriore differenza da “I Pilastri della Terra”: è infatti questa a ricoprire il ruolo di tema centrale, e non più la costruzione della cattedrale, rappresentando un elemento sostanziale per l’evolversi delle vicende.
Follett ha senza dubbio vinto la sua sfida, realizzando un romanzo medioevale basato su una storia carica di sentimenti forti come la passione e la fede, la guerra e il potere, che rievoca il suo primo capolavoro, ma non lo riprende nelle storie e nei personaggi: nasce quindi un’opera “indipendente” dalla prima, che può essere letta senza aver “conosciuto” le avventure narrate ne I Pilastri della Terra.
Va comunque detto che anche un’opera di tale livello presenta qualche difetto: l’autore, particolarmente meticoloso nelle descrizioni, adoperando un linguaggio crudo non lascia nulla all’immaginazione del lettore, neanche i particolari più macabri come l’esecuzione di una condanna a morte per scorticamento; a volte così esagera nelle spiegazioni risultando troppo prolisso. Inoltre eccede nelle descrizioni delle scene e dei desideri sessuali dei protagonisti, troppo presenti nel corso dell’intera narrazione.
Ancora una volta l’autore è riuscito a ritagliarsi uno spazio tra i più grandi scrittori contemporanei con un’opera che rapisce il lettore e che, pur composta da oltre 1400 pagine, sembra non bastare pur di poter restare ancora un po’ in quella magica atmosfera.

www.my-libraryblog.com

Alta finanzaScritto nel lontano 1977, non è stato certo questo romanzo a rendere Ken Follett il famoso scrittore che è oggi. Alta finanza è infatti uno dei primi libri scritti dall’autore, e si caratterizza più che altro per la sua brevità, la sua scorrevolezza e per una trama senza grossi colpi di scena: è quindi privo di quegli elementi “fin troppo” necessari ad appassionare il lettore e a renderlo un capolavoro.
La storia è ambientata nella Londra degli anni sessanta e si svolge nell’arco di un’intera giornata, con i titoli dei capitoli dati dalle ore che passano: dalle 6:00 della mattina, alle 16:00 del pomeriggio. Nonostante l’arco temporale sia limitato, gli ambienti toccati nella city sono vari: dalla borsa alla criminalità, dalla finanza ai giornali, con le storie dei personaggi che si incrociano e mutano nell’arco di pochi minuti.
Nonostante la giovane età resta inconfondibile lo “stile Follett”: l’autore si rivela mago nel tratteggiare sia l’ambiente dove si svolgono i fatti, che l’aspetto psicologico che caratterizza ciascun personaggio; fuori dal comune la sua capacità di far emergere per ogni protagonista un lato buono e uno cattivo, un lato forte e uno debole, che porta il lettore ad affezionarsi e subito dopo ad odiare ogni personaggio del romanzo.
I personaggi le cui storie si intrecciano nel libro vanno dal debole Tim Fitzpeterson, sottosegretario al ministero dell’energia, sposato e con figli, desideroso di scalare l’olimpo della politica, al malavitoso Tony Cox, che riesce sempre a sfuggire alla pattuglia che lo pedina ed ad organizzare tutti i colpi nel “suo” quartiere; c’è poi Felix Laski, abile uomo d’affari, che non disdegna il gioco sporco, e Derek Hamilton, uomo di mezza età, sofferente per problemi fisici, economici e familiari.
Il romanzo inizia con la trappola organizzata da Cox a Fitzpeterson, con quest’ultimo che si lascia travolgere dalla passione sfrenata per una ragazza splendida dai capelli rossi, tanto forte da avere dei dubbi sulla propria vita familiare, per poi accorgersi però che è stata tutta una trappola: si trova così ricattato da un malavitoso che vuole un’informazione molto importante.. Tale informazione è oro colato per l’uomo d’affari Felix Laski, figura enigmatica e potente, senza hobby e affascinato solo dal denaro, pronto a dare a Cox ciò che vuole pur di venire a conoscenza di un particolare che può fargli fare l’affare del secolo: rilevare a buon prezzo la Hamilton Holdings prima che il valore delle azioni di quest’ultima vada alle stelle. L’azionista di maggioranza della società al centro del racconto è Derek Hamilton, frustrato da una crisi matrimoniale e da continue difficoltà finanziarie da cui sembra non riuscire a sfuggire. A completare il cast dei personaggi ci sono i giornalisti dell’Evening Post, un giornale con una linea editoriale basata sul tacere gli scandali e pubblicare notizie solo “certissime”: i giovani giornalisti si trovano, allora, a mordere il freno di fronte al tentato suicidio di Fitzpeterson perché ricattato da un malavitoso di nome Cox, che tiene delle relazioni con il rispettabile uomo d’affari Laski. Il finale metterà tutti i protagonisti al cospetto di scelte “difficili”, dei prendere o lasciare destinati a dar luogo a rinunce comunque dolorose.
E’ sicuramente un romanzo caratterizzato da luci ed ombre, che nonostante la “data di nascita” sembra ripercorrere la “Ricucci & Fiorani story” dei giorni recenti. Non è uno dei capolavori di Follet, ma il libro è piacevole da leggere ed è molto scorrevole.

www.my-libraryblog.com

Un luogo chiamato libertàUn luogo chiamato libertà, è un romanzo attraverso il quale Follett descrive l’Inghilterra del XVIII secolo, mutata dall’avvento della rivoluzione industriale. Il viaggio che l’autore fa intraprendere con la lettura del libro parte dalla Scozia, “colonia” inglese, dove gli interessi dei capitalisti londinesi, assetati dalle fortune rappresentate dalle miniere di carbone, non conoscono limiti, tanto da considerare i minatori alla stregua di “picconi” da usare per estrarre ricchezza. E’ proprio questa situazione sociale di schiavitù a creare dei forti ideali di libertà nel giovane minatore Mack McAsch, e a spingerlo verso uno straordinario viaggio dalla sua terra natia fino a Londra, e poi in Virginia tra le colonie americane, per finire tra le terre selvagge abitate solo dagli indiani. Compagni di avventura, nel bene e nel male, del coraggioso e forte jock, sono la nobile scozzese Lizzie, completamente fuori dagli schemi delle nobil donne, e l’intera famiglia Jamisson, in cui padre e figli incarnano un concentrato di avidità e desiderio di ricchezza a tutti i costi. Follett permette al lettore di immergersi nella realtà brutale delle miniere, del lavoro nei porti londinesi, e delle piantagioni di tabacco, luoghi geograficamente lontani ma accomunati dalla sottomissione dei più deboli: saranno la forza d’animo e l’amore a permettere al giovane McAsch di abbattere tutte le barriere che incontrerà sulla sua strada e raggiungere il suo sogno: quello di essere finalmente lui stesso l’unico padrone della sua vita.
Il libro si articola in tre parti. Nella prima Follett descrive dettagliatamente la realtà delle miniere di carbone scozzesi, sottolineando i tratti della vita degli abitanti di quelle terre; sarà per “spezzare” le catene di questa schiavitù che il giovane McAsch cercherà di cambiare le cose, chiedendo il rispetto della legge, finendo però in fuga verso Londra, alla ricerca della libertà. Nella seconda parte del libro le rive del Tamigi non si riveleranno l’eldorado sognato: il giovane protagonista si scontrerà infatti con una realtà che condanna gli scaricatori di carbone ad essere vittime dei potenti e dei loro interessi: si porrà allora alla guida di una rivoluzione mirata al miglioramento della vita degli operai, sempre nel rispetto della legge; ancora una volta però saranno i signorotti a spuntarla. Nella terza parte del libro le peregrinazioni proseguiranno portandolo fino alle lontane colonie americane, nelle piantagioni di tabacco della virginia, tra gli schiavi africani: qui, ancora una volta “incatenato”, dovrà evadere per poter realizzare il suo sogno.
Diverse donne segnano la vita del protagonista nelle varie tappe, ma solo una lo accompagna nel suo lungo cammino: è l’irrequieta Lizzie, amica d’infanzia appartenente ad una classe sociale diversa dalla sua, che pur sposando il figlio minore di George Jamisson, capostipite della famiglia antagonista del minatore in tutte le fasi del romanzo, non smetterà mai di appoggiare Mack in tutte le sue imprese, spinta dal suo spirito libero, dagli ideali di giustizia, oltre che da una particolare attrazione…
Ancora una volta Follett si dimostra un maestro nella descrizione minuziosa di luoghi e personaggi: impossibile per il lettore non lasciarsi trascinare dal vortice di emozioni prodotte da questo libro.

www.my-libraryblog.com

Libri

Libri

Libri
riassunti, recensioni, commenti e vendita di libri..

Recensioni Libri

Compra il libro!

Compra il libro su bol.it Compra il libro su feltrinelli.it Compra il libro su webster.it

Cerca una recensione:

Compra il libro!

Compra il libro su bol.it Compra il libro su feltrinelli.it Compra il libro su webster.it