Dan Brown

Recensioni dei libri di

Dan Brown

Category: Brown, Dan

Il simbolo perduto di Dan BrownIl simbolo perduto è il titolo italiano dell’ultimo libro di Dan Brown, previsto in Italia per Mondadori il 23 ottobre. L’edizione in lingua inglese The lost symbol in meno di un giorno ha realizzato oltre un milione di copie vendute.

La trama del libro ha come protagonista il professor Robert Langdon dell’Universitá di Harvard, già presente ne Il codice da Vinci e Angeli e Demoni. Il fulcro della storia sono la Massoneria e un oscuro pittogramma cifrato che è impresso sulla Chiave di Salomone: quest’ultimo potrebbe evocare il potere del re d’Israele di scatenare i demoni e sarebbe un’arma invincibile nelle mani sbagliate. Capace di mettere a rischio l’intero pianeta.
Tra Teschi umani riempiti di liquido rosso sangue, un uomo interamente tatuato dalla testa ai piedi di nome Mal’akh, Washington, la CIA e le piramidi di Giza, in Egitto, Langdon in questo thriller avrà solo 12 ore per risolvere l’enigma e salvare l’umanità.

La verità del ghiaccioLa terza pubblicazione della “saga” Dan Brown, pur seguendo la scia del successo e delle vendite, si contraddistingue in modo consistente dalle due precedenti vista la totale assenza di quelle informazioni storiche di fondo, vere o presunte, base del successo e delle critiche all’autore. La narrazione è anche in questo libro eccellente: un thriller ben raccontato e dai risvolti accattivanti.
Dopo aver scavato tra le leggende e i segreti della chiesa, l’autore in questo romanzo si ispira alla vicenda del meteorite ALH84001, espressamente citata all’inizio: ne nasce un thriller ambientato tra i ghiacci del Circolo Polare Artico, i centri iper tecnologici della NASA, e gli uffici della Casa Bianca e degli istituti che ne girano attorno.
Al centro della storia de La verità del ghiaccio c’è l’eccezionale ritrovamento, seppur “misterioso” per il modo, di un meteorite nella banchisa artica da parte degli scienziati della NASA, che contenendo fossili d’insetti, rappresenta la prova inconfutabile di forme di vita extraterrestri. Questo eccezionale ritrovamento avviene alla vigilia delle elezioni presidenziali USA, dove il presidente uscente Zachary Herney sembra spacciato, affossato dagli attacchi del suo sfidante, il senatore Sexton, basati sui continui insuccessi dell’agenzia spaziale “eccessivamente” finanziata dal presidente; una simile scoperta rappresenta l’asso nella manica per Herney che, per non lasciare adito a dubbi, assolda una squadra di esperti composta dagli scienziati Michael Tolland, volto molto noto in TV, e Corky Marlinson, fresco premio Nobel in astrofisica, affiancandogli la ricercatrice Rachel Sexton, figlia dello “sfidante”: un trio a dir poco convincente per l’intero popolo americano. All’iniziale abbaglio dato dalla grande scoperta però, seguono dei risultati nei test del team di esperti civili che smascherano un’inimmaginabile mega truffa scientifica, una chiara frode ben orchestrata con mezzi tecnologici sofisticati, che rischia di aprire una polemica a livello mondiale. Ma prima che Rachel riesca a riferire i risultati al presidente, il trio subisce un agguato da parte di un manipolo di killer disposti a tutto pur di “azzittirli”. Inizia allora un inseguimento ricco di colpi di scena che lascia ai protagonisti una sola via di scampo: scoprire chi c’è dietro al complotto e denunciare tutto all’opinione pubblica.
Questo libro, che a mio giudizio può essere ritenuto alla pari del più noto Codice da Vinci per quanto concerne l’intreccio, si caratterizza per l’elevato carico di suspance, per i molteplici bluff politici, e per quella che è la caratteristica dei libri di Brown: la difficoltà del lettore di capire chi c’è dietro a muovere tutti i fili e soprattutto il motivo che lo guida.
Tema centrale del libro, introdotto anche dal titolo, è l’importanza della verità, sostenuta anche con il sacrificio di se stessi e della propria dignità, pur di mostrare agli occhi di tutti la realtà per quella che è, nel bene e nel male. La ricerca della verità rappresenta anche la linea di confine tra i personaggi buoni e i cattivi: quest’ultimi, hanno il loro primo rappresentante nel senatore Sexton, volto di una politica americana cinica e spregiudicata, dove il potere e il successo ottenuto anche con mezzi illeciti rappresentano l’obiettivo da raggiungere a tutti i costi; di contro però ci sono personaggi pronti ad affrontare ogni conseguenza pur di far emergere la verità, e che hanno ad emblema il presidente uscente, come sottolineato anche dalla seguente frase del libro: “Zach Herney stava per ammettere il più grande errore della sua vita, eppure, stranamente, non era mai apparso tanto autorevole”.
Il libro si basa su un’idea originale, e la vicenda risulta meno appesantita rispetto agli sfoggi di nozioni intorno alle più svariate discipline che caratterizzano le prime due pubblicazioni; non manca però quel pizzico di “DI PIU’” che rende inverosimile alcune situazioni, tipico delle sceneggiature cinematografiche americane, a cui questo libro sembra destinato. Ancora una volta Dan Brown ci accompagna in un intrigo dove non bisogna fidarsi dell’istinto e abbozzare congetture perché, queste, crollano come un castello di carte quando meno ce lo aspettiamo.
L’etichetta ritagliata dall’opinione pubblica addosso a questo scrittore lo condanna ormai ad essere odiato da una certa frangia di lettori che giudicherà sempre negativamente le sue opere, a fronte di altri appassionati del genere thriller che non si lasceranno scappare nemmeno una pubblicazione; il giudizio sul libro è quindi positivo, essendo piacevole da leggere, con un’ottima trama, e capace di mescolare le bassezze delle vicende umane legate alla politica e agli inganni, con una delle più grandi domande dell’umanità: siamo soli nell’universo?

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Crypto

Scritto nel 1998 e pubblicato in Italia nel 2006, Crypto, Digital Fortress in lingua originale, è il primo romanzo di Dan Brown.

La brillante mente matematica Susan Fletcher, responsabile della divisione di crittologia della National Security Agency viene convocata con urgenza dal comandante Strathmore. Collocato in una sala di massima sicurezza, un sofisticatissimo strumento informatico denominato TRANSLTR, che si occupa di decodificare qualunque testo cifrato in brevissimo tempo, è alle prese con un algoritmo ricorsivo che non riesce a decifrare. Sono molto poche le persone che sanno dell’esistenza di questa macchina creata allo scopo di contrastare le minacce di terroristi e che è in grado di controllare la posta elettronica di qualunque persona. Il misterioso ed inviolabile codice con cui è alle prese ha ben presto un nome: Fortezza Digitale. E’ stato creato dal giapponese Ensei Tankado, ex matematico della NSA, portatore di handicap sin dalla nascita a causa del disastro atomico di Hiroshima e strenuo sostenitore della privacy dei cittadini minacciata da TRANSLTR. Da qui la sua decisione di intralciare l’operato della NSA e la minaccia di permettere a chiunque di scaricarlo da internet con la conseguenza di consentire a criminali e a terroristi di agire indisturbati. Ma la sopravvenuta e alquanto strana morte di Tankado scatena una caccia alla chiave che consente di espugnare il codice. Sarà Susan insieme all’uomo che ama a cercare di venire fuori da questa terribile situazione tra omicidi, tradimenti e corse estenuanti.

Scorrevole, a tratti intrigante, ma per lo più scontato e poco interessante.

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Angeli e demoni

Sull’onda dello straordinario successo de Il Codice Da Vinci, è stato pubblicato in Italia anche Angeli e demoni che Dan Brown ha scritto nel 1999 e pubblicato in America nel 2000.
Il tema fulcro di questo romanzo è la contrapposizione tra fede e scienza.
Robert Langdon, massimo esperto di simbologia religiosa, dopo essere stato svegliato nel cuore della notte e trasportato dagli Stati Uniti in Svizzera, si trova a dover esaminare un cadavere terribilmente mutilato e marchiato a fuoco dal terribile segno degli Illuminati, setta molto potente che da secoli combatte il primato della Chiesa sulla Terra. L’orrendo omicidio è stato perpetrato nei laboratori del CERN, a Ginevra, ai danni dello scienziato Leonardo Vetra che, insieme alla figlia Vittoria, era riuscito a imprigionare in una specie di camera di sospensione a forma di cilindro un campione di antimateria. Naturalmente si tratta di una particella altamente instabile che, se entrasse in contatto con la materia circostante, genererebbe un’esplosione dalle proporzioni catastrofiche.
Nel frattempo, a Roma sta per iniziare il conclave per l’elezione del nuovo papa ed è proprio in Vaticano che il cilindro è stato nascosto, visibile sul monitor della guardia svizzera, ma impossibile da trovare in tempo utile. Come se non bastasse i quattro cardinali candidati al Sommo Pontificato sono scomparsi. Tocca a Langdon e a Vittoria correre a Roma e trovare una soluzione tra codici cifrati e cripte seguendo antichi e segreti percorsi tra chiese magnifiche e splendidi monumenti…
Questo libro è molto simile nella struttura a Il Codice Da Vinci, ma non ha lo stesso fascino. Al di là delle imprecisioni linguistiche e storico-artistiche che sono assolutamente evidenti, il racconto, seppur costruito con sapienza, non è a mio parere il capolavoro di cui molti parlano. L’idea della storia improntata sul conflitto tra scienziati e uomini di fede è ottima e forse anche il suo primo svilupparsi, ma nella parte finale rasenta l’assurdo o forse il ridicolo. Credo tuttavia che possa essere una piacevole lettura, dalla narrazione fluida e scorrevole, a tratti intrigante e fantasiosa. In fondo tutto dipende dalle nostre aspettative, la cosa fondamentale è non credere di trovarvi l’Eco de Il nome della rosa o il Follett de I pilastri della Terra.
Per concludere sono convinta che Dan Brown sia abile e capace nella scrittura, ma credo che il suo talento più grande sia quello di comprendere come attirare su di sé l’attenzione del pubblico e dei media. Un’ottima operazione di marketing spesso, e aggiungo purtroppo, serve molto più delle abilità creative e del talento, letterario o di qualunque altro genere esso sia.

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Il codice da Vinci

Jacques Saunière, famoso curatore del Louvre, viene brutalmente colpito durante una notte all’interno dello stesso museo parigino. In un ultimo gesto disperato, l’uomo di settantasei anni, si aggrappa ad un dipinto di Caravaggio e fa scattare l’allarme. La pesante saracinesca di ferro viene immediatamente giù, bloccando l’ingresso al suo inseguitore. Gli ultimi minuti di vita, Saunière li impiega per togliersi i vestiti, distendersi sul pavimento e disporsi come il celeberrimo disegno di Leonardo Da Vinci, l’uomo di Vitruvio. Quando giungono i primi soccorritori si trovano davanti ad una scena agghiacciante: vicino al corpo nudo senza vita alcuni numeri e un nome: Robert Langdon.
Così ha inizio il thriller dai risvolti esoterici che ha suscitato numerosissime polemiche e che è diventato un fenomeno editoriale tradotto in quarantaquattro lingue e con oltre quaranta milioni di copie vendute. L’idea di fondo della storia è che la chiave del segreto del Graal, che la Chiesa si è prodigata a nascondere attraverso “la più grande opera di insabbiamento della storia”, sia da ricercare nell’allusivo linguaggio della pittura. Tra realtà e fantasia Dan Brown riesce a rapire e a coinvolgere, costruendo una trama incalzante e avvincente grazie all’utilizzo dei simbolismi della religione e dell’arte. Molti studiosi hanno criticato questo libro a causa delle senza dubbio imprecise ricostruzioni storiche, documentali e artistiche. Ed anche molti critici hanno sostenuto che le idee principali del libro siano state tratte da opere precedenti e meno famose. Una di queste è il saggio Il Santo Graal di Michael Baigent e Richard Leigh i quali hanno perfino citato Dan Brown in tribunale per plagio. La controversia giudiziaria si è conclusa a favore di Brown, stabilendo che Il codice da Vinci pur riprendendo alcuni elementi dell’opera dei due storici, non è stato copiato. Una curiosità: forse uno dei personaggi del romanzo, lo storico Leigh Teabing, è stato scelto utilizzando il cognome di Richard Leigh e l’anagramma del cognome di Michael Baigent.

Io credo che tutte le critiche, anche quelle più aspre, siano motivate dal desiderio di contestarne il contenuto, dall’enorme diffusione che il libro ha avuto e dall’importanza della Chiesa e del Cristianesimo. E credo inoltre che, mentre siano assolutamente comprensibili quelle che provengono dal mondo cattolico a causa del riaccendersi del dibattito sull’attendibilità dei vangeli, non lo siano invece quelle degli altri studiosi o presunti tali. Il Codici da Vinci è solo una storia, non un libro di storia; è un romanzo in cui finzione e realtà possono più o meno intrecciarsi a seconda della fantasia, della capacità narrativa, della volontà di stupire e far parlare di sé dell’autore, non un saggio con la presunzione di portare alla luce verità storiche e di documentare avvenimenti accaduti duemila anni fa. Si è scatenata una caccia all’errore senza precedenti. E’ veramente il caso di dire “Tanto rumore per nulla”. E’ un bel libro, scorrevole e intrigante al punto giusto, può farti trascorrere qualche ora piacevole e forse può portare a qualche riflessione più o meno profonda. Cosa volere di più? Moltissimi lo hanno letto; chi non lo ha fatto non si lasci condizionare troppo dai commenti negativi o al contrario entusiastici. Ognuno si faccia una personalissima opinione. Un libro è proprio questo: uno stimolo al ragionamento e alla riflessione; a volte divertimento, evasione e svago. Lo si legga e lo si prenda per quello che è: una storia.

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