Onora il padre - Quarto comandamento - Giancarlo De Cataldo
July 12th, 2008 by Maurizio
L’autore di “Romanzo criminale“, dopo l’enorme successo ottenuto, ripropone all’attenzione dei lettori uno dei suoi primi lavori, nato dalla sceneggiatura per una mini serie televisiva. Sarà facile quindi, per i lettori dal palato fine del genere, definire questo thriller una “americanata” più da TV che da leggere, visto che, come nella migliore tradizione a stelle e strisce, ci troviamo dinanzi ad omicidi cruenti, un serial killer preciso e inafferrabile e un investigatore che gli da la caccia puntando più sull’analisi della mente criminale che delle prove tangibili rilevate sulle scene dei crimini.
La tecnica di scrittura si basa sullo sdoppiamento della voce narrante (evidenziato anche dall’utilizzo di un diverso carattere tipografico): nella prima il narratore è esterno alla vicenda e racconta al passato la storia delle indagini, le relazioni lavorative e sentimentali che si sviluppano tra i personaggi e le analisi psicologiche svolte dal protagonista, utilizzando un discorso indiretto. Nella seconda invece, scritta in corsivo, troviamo un racconto in prima persona del serial killer, in contemporanea agli eventi: ne esce una descrizione precisa della personalità dell’assassino, della sua convinzione sulla “legge dei padri”, sul “giusto ritmo”, che lo guidano nel compimento della sua missione.
La storia si sviluppa in un’insolita Rimini invernale, dove il commissario Matteo Colonna viene inviato da Milano per partecipare alle indagini relative all’omicidio di Francesca Maltese, ragazza ricca e molto conosciuta; al protagonista, formatosi come investigatore nell’accademia dell’FBI di Quantico, basterà notare pochi particolari per capire che la mano che ha ucciso la ragazza ha già fatto altre vittime in passato: la morte inflitta con sofferenza, la colonna sonora, la mancanza di violenza sessuale e i bastoncini d’incenso accesi a fianco al cadavere (che affibbieranno all’assassino il soprannome di figlio dei fiori), porteranno Colonna a risalire ad una serie di omicidi iniziati negli anni 70; bisognerà, ovviamente, aspettare la fine del libro però per capire cosa li accomuna tutti.
L’indagine sarà caratterizzata oltre che dai colpi di scena che il killer sarà capace di giocare alla polizia, anche dagli “scheletri nascosti nell’armadio” del commissario: ostinato e solitario, poco portato al gioco di squadra e per questo da subito in contrasto con il vicequestore Prosperi, Matteo è nativo di Rimini, non ha mai conosciuto suo padre ed è cresciuto in un orfanotrofio di Milano per la prematura scomparsa della madre. La trasferta romagnola si presenta così come l’occasione per affrontare i fantasmi del passato e per conoscere finalmente suo padre: un certo Davide Zanetti, infatti, vedendolo in TV, si presenterà nella sua vita cercando il perdono per il prematuro abbandono e per recuperare il rapporto padre-figlio. E proprio i sentimenti e i principi alla base di questo nuovo rapporto che coinvolgerà l’ispettore, guidano il killer: la legge dei padri, di quei padri che sanno amare, punire e tradire un figlio, ma che non possono perdonargli mai un tradimento. Anche in questo caso il romanzo si sdoppia, tra la ricerca dell’assassino e quella del padre, tra la ricerca della verità sui delitti e quella sul passato del protagonista.
E nonostante Onora il padre sia un romanzo abbastanza breve, non mancano le storie di amicizia ed amore che permettono al lettore di “scoprire” i tratti di tutti i protagonisti delle indagini.
A De Cataldo va sicuramente riconosciuto il merito di aver confezionato, in un numero limitato di pagine, una storia di piacevole lettura, con un buon intreccio e avvincente fino alla fine. Lo scrittore è bravo a tratteggiare ciascun personaggio ogni volta che viene chiamato in scena e, pur non essendo un giallista, è abile nel tenere sospesi gli esiti del racconto quel tanto che basta per rendere il lettore incuriosito alla soluzione delle indagini che hanno una loro originalità, anche se non troppo complicata da comprendere (il finale è forse un po’ telefonato..).
Di contro è eccessiva l’enfasi con cui nella copertina si presenta questo libro come “il romanzo che ha esplorato il cuore criminale dei rapporti familiari, il tradimento, e il desiderio di ordine che torna ad affacciarsi ovunque”. E’ fuorviante iniziare la lettura del libro alla ricerca di esplorazioni e raffinate riflessioni sulla società moderna. Sicuramente va considerata, invece, come una lettura di rapido consumo, tra ipermoralistiche crudeltà e personaggi che a libro chiuso si dimenticano in fretta, come è giusto che sia per una storia che descrive la caccia ad un assassino che il lettore immaginerà con la faccia di un tranquillo sessantenne che abita sulla propria strada, da parte di un giovane commissario caratterizzato da qualità che tutti vorremmo avere, il quale con la conclusione delle indagini ritroverà quel pezzo di vita che gli impediva di realizzarsi come uomo.