Il ritratto di Dorian Gray Oscar Wilde, scrittore irlandese, è uno dei massimi esponenti del movimento culturale, detto “Ermetismo”, che consiste nel culto del “bello”. L’Estetismo presenta un continuo invito a godere della giovinezza fuggente, un piacere nuovo in cui l’esaltazione del piacere è collegata alla corruzione della decadenza e in cui la bellezza è intesa come manifestazione del genio ma superiore, al genio stesso. Sempre secondo le tematiche dell’Estetismo, è la vita ad imitare l’Arte, ma l’arte stessa “è perfettamente inutile”. Amare la vita significa renderla unica, perfetta, sovrumana, fino all’esasperazione delle perversioni sadiche che procurano l’estremo e crudele piacere. Dorian Gray è il protagonista di questo eccezionale capolavoro dell’estetismo, opera di Oscar Wilde. Dorian è un giovane bellissimo, rispettato esponente all’alta società inglese della seconda metà del XIX secolo. Reso vanitoso da Basil Hallward, l’autore del suo ritratto, e convinto dal cinico e maligno amico Lord Henry che la bellezza esteriore è l’unica cosa che conta davvero nella vita di un uomo. Si trova a pregare affinché sia il suo meraviglioso ritratto ad invecchiare, imbruttire e portare i segni della corruzione, della malvagità e dei peccati dell’anima, al posto suo. Tale preghiera è magicamente esaudita (forse dal diavolo) e ad ogni cattiveria di Dorian sul bel volto dipinto compare una ruga, oppure una smorfia di malvagità arriccia la bocca. Nel frattempo di invaghisce di una giovane attrice, ma il loro amore dura ben poco; quando una sera Sibilla, recita male, a “causa” dei sentimenti che prova nei confronti di Dorian, il giovane la lascia. Il ritratto diventa lo specchio dell’anima di Dorian, e un oggetto da nascondere. Così mentre il bellissimo e reale Dorian vive una vita malvagia e immorale, alla continua ricerca di nuove sensazioni, di nuovi piaceri, la tela nascosta porta il peso dei suoi peccati. Il romanzo culmina con il delitto più grave, l’omicidio di Basil, l’autore del ritratto, che ha visto la tela così terribilmente mutata dagli orrori della vita di Dorian. Quest’ultimo spaventato dal suo stesso reato e terrorizzato dal ritratto (cioè dal vero se stesso), accoltella la tela nella speranza di cancellare il suo passato; ma invece di distruggere il quadro è lui in persona a morire. E proprio in questo attimo i due Dorian si scambiano: quello reale assume l’aspetto invecchiato e imbruttito che si era guadagnato vivendo, mentre quello ritratto torna giovane e bello come era stato dipinto originariamente. Dorian è in un certo senso diviso tra bene e male; ma la sua doppia “personalità” si manifesta anche sotto altri aspetti, di cui i due che mi sembrano più significativi hanno in comune l’essenziale tema della contrapposizione tra arte e vita reale (tema frequentissimo nell’Estetismo). È evidente che tra Dorian uomo e Dorian ritratto quello dei due legati all’arte sia quello dipinto sulla tela; è anche vero, però, che è il quadro a vivere realmente, in quanto cambia, si trasforma, cresce e invecchia, mentre il Dorian in carne ed ossa è “relegato” nel suo magnifico aspetto proprio come se fosse un’opera d’arte. A questo punto prendo in considerazione due agenti esterni, due personaggi che simboleggiano e alimentano i due aspetti del conflitto interiore che divide Dorian, l’arte e la vita: sono i due migliori amici di Dorian, Basil Hallward, il pittore, che in quanto tale rappresenta l’arte, e il cinico e immorale Lord Henry Wotton, il cattivo consigliere, che seduce e convince il protagonista con le sue teorie sulla vita (e per questo si può dire che rappresenti la vita vera); i ruoli si scambiano in questo caso: il cattivo consigliere agisce sul Dorian uomo per renderlo un’opera d’arte (è infatti lui a convincerlo che la giovinezza e la bellezza sono le uniche cose importanti); il pittore, l’artista, invece trasfonde nella sua opera, nel ritratto di Dorian, parte della sua visione della vita e della sua moralità; ed è infatti il ritratto ad essere in un certo senso vivo.Per concludere il tema del contrasto tra arte e vita, riporto un esempio: Quando Sibilla Vane si suicida perché rifiutata malamente da Dorian, quest’ultimo è mosso da due spinte: all’inizio si dispera (ripensando anche alla smorfia di malvagità assunta dal ritratto la notte appena trascorsa), ma poi Henry lo convince a vivere quest’esperienza come una magnifica tragedia, come la conclusione di un’opera d’arte. Il linguaggio è ricercato, ricco di particolari e di descrizioni. Certamente non mancano le conversazioni tra i personaggi. Gli aforismi di Lord Wotton, le idee di Wilde, il personaggio di Dorian. Posso descrivere questo libro con un solo aggettivo degno dell’estetismo:bello. Un libro semplicemente magnifico.
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Comments
io ancora nn l’ho visto ma cm mi ha spiegato mia madre è un film bellissimo
è un libro stupendo,che aiuta a capire che in nessuna società, neanche in quella odierna, la bellezza conta tutto..:)
ma x favore viviana…è un libro nn un film…cmq complimenti x la recensione…