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Aspettando Godot

recensione e commento del libro

Aspettando Godot La celebre opera teatrale Aspettando Godot venne scritta verso la fine degli anni Quaranta e pubblicata in epoca post-atomica, nel 1952, in lingua francese. Samuel Beckett, autore di nascita irlandese ed esponente di spicco del Teatro dell’assurdo insieme a Ionesco, Adamov e Pinter, nel 1954 tradusse il testo in inglese. Il teatro dell’assurdo è un particolare genere teatrale sviluppatosi tra gli anni Cinquanta e Sessanta. Si caratterizza per i dialoghi senza significato, ripetitivi e capaci di suscitare l’ilarità del pubblico a dispetto del dramma che i personaggi interpretano. Aspettando Godot è una tragicommedia dominata dalla sensazione di incomunicabilità e dalla crisi di identità degli esseri umani che vivono una vita priva di scopo e di significato. E’ uno dei più noti testi teatrali del Novecento dove è geniale la trovata dell’autore di un protagonista assente e dove tutto è costruito intorno alla condizione dell’attesa.
Veniamo alla trama.
Nel primo atto i due vagabondi Estragone e Vladimiro, sotto un albero, in una strada di campagna, attendono un certo Godot. Non solo il luogo e l’ora dell’appuntamento sono vaghi, ma anche l’identità di Godot non è chiara. I due credono però, o forse sperano, che quando Godot arriverà, li accoglierà nella propria casa, darà loro qualcosa da mangiare e li farà dormire in un luogo asciutto. Durante l’attesa passano sulla stessa strada il proprietario terriero Pozzo che tiene al guinzaglio il suo servitore Lucky. Pozzo si ferma a parlare con i due vagabondi. Estragone e Vladimiro alternano momenti in cui sono incuriositi dall’atteggiamento del padrone Pozzo a momenti in cui sono spaventati dalla miserevole condizione del servo Lucky. Dopo la zuffa causata dal monologo erudito e a sorpresa del servo, Pozzo e Lucky riprendono il loro viaggio. Intanto è calata la sera e Godot non si è fatto vivo. Giunge però un suo messaggero, portando loro le sue scuse, comunicando che Godot quella sera non sarebbe arrivato, ma che ci sarebbe stato certamente il giorno dopo. I due sono sconfortati, meditano addirittura il suicidio, pensano poi di andare via, ma poi decidono di restare. Così si conclude il primo atto. Il dramma è poi composto di un secondo atto in cui accadono esattamente le stesse cose. Due uomini attendono un terzo uomo; il terzo uomo non arriva.
Ma chi è Godot? Numerose sono le interpretazioni: il destino, la morte, la fortuna e persino Dio. Dal punto di vista semantico Godot richiama infatti la forma inglese God. Per questa ragione l’attesa di Vladimiro ed Estragone è l’attesa di tutte le attese, l’Attesa per eccellenza. Lo stesso Beckett non ha mai chiarito questo enigma ed anzi si è così espresso: “Se avessi saputo chi è Godot lo avrei scritto nel copione.”. Negli altri due personaggi, Pozzo e Lucky, molti hanno voluto vedere il capitalista e l’intellettuale ed in effetti gli elementi per questa identificazione sembrano piuttosto chiari nel primo atto.
Questa è un’opera geniale, certamente controversa, ma rappresenta una rivoluzione del teatro contemporaneo. I suoi dialoghi inconcludenti, i suoi silenzi, le sue pause hanno contribuito ad una creazione originale e straordinaria. Forse analizza persino il linguaggio o l’esaurirsi del linguaggio, nel senso che la comunicazione tra gli esseri umani è sempre più scarsa. Sempre più frequenti, al contrario, sono le barriere di comunicazione, l’assurdità, il nonsense della vita stessa.

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Aspettando Godot


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6 commenti su “Aspettando Godot - Samuel Beckett”

  1. on 15 Mar 2008 alle 4:00 pmbontina1977
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    trattandosi di un monologo è molto impegnativo….figurarsi che poi io l’ho letto in inglese!! L’ho apprezzato molto di piu’ a teatro

  2. on 06 May 2008 alle 4:51 pmciambri
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    com’è questo libro?…………………………ho voglia di leggere ma non so più cosa dato che ho esaurito i romanzi dei miei autori preferiti!
    tentiamo chissà!
    Cioao

  3. on 14 Sep 2008 alle 8:36 pmpeo
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    grazie per la recensione! purtroppo ho dovuto leggere il libro per la scuola e non per mio interesse, e pure in inglese…c’ho capito poco e niente!Grazie ancora!

  4. on 08 Jul 2009 alle 12:12 pmGiuseppe
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    Mentre
    lo leggevo non mi accorgevo
    che in realtà parlava proprio di me,
    e tu invece forse te ne sei accorta,
    ma essendo io stesso ad essere descritto
    in quel libro non ho saputo risponderti….

  5. on 21 Nov 2009 alle 6:22 pmandrea
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    Ma aspettando Godot non è un monologo!!!!!!!!!!!!!

  6. on 07 Mar 2010 alle 6:28 pmMira
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    C’è una vecchia canzone di Claudio Lolli, cantautore italiano, che interpreta in maniera ( per me ) condivisibile chi è , o meglio, che cosa è Godot. E’ l’assenza di vita, la rinuncia, l’inazione, la delega, l’attesa di un evento salvifico, di un miracolo vivificante. Aspettando Godot ( è anche il titolo della canzone di Lolli) l’unica azione diventa, purtroppo, l’attesa della morte. Perciò direi che Godot non è che la morte.

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