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Il lupo della steppa – Hermann Hesse

Posted on | gennaio 5, 2008 | 5 Comments

Il lupo della steppa Lo scrittore tedesco-svizzero Hermann Hesse pubblicò il romanzo Il lupo della steppa nel 1927.
Harry Haller è il protagonista del racconto, un intellettuale di circa cinquant’anni che, prima della sua scomparsa, lascia un manoscritto in cui esprime il disagio per la sua duplice natura: l’umanità e la bestialità, l’essere divino e quello diabolico. L’umanità si manifesta con la nobiltà di pensiero, con l’amore per l’arte e la musica; la bestialità invece si esplicita nell’odio per la superficialità e vacuità del mondo borghese il cui scopo è la ricerca dei piaceri selvaggi. Una tendenza lo spinge ad abbandonarsi al mondo, l’altra a starne lontano.
A causa di questo difficile carattere, per questa sua consapevolezza di essere dalla natura duplice, per questa perenne lotta tra istinto e ragione, la sua vita non è facile. Il suo isolamento, la sua sofferenza lo rendono un uomo incline al suicidio, incapace di godere della propria vita. Ma la seducente Erminia conosciuta in una trattoria dei sobborghi, lo converte ai piaceri della vita trascurati sino a quel momento e a recuperare il tempo perduto. Il “teatro magico” in cui si svolge la fine del racconto vede Harry Haller uccidere la propria donna con una pugnalata al cuore proprio quando crede di aver recuperato la capacità di vivere e amare. Per questo delitto viene condannato alla vita eterna e costretto ad essere schernito dai grandi del passato che lo invitano ad imparare a cogliere il lato umoristico della vita, a imparare a ridere, anche di se stesso, piuttosto che dare eccessivo peso ai sentimenti, di qualunque natura essi siano.
Senza dubbio il tema principale di questo romanzo è l’isolamento del protagonista e l’incapacità di integrazione nella società. Il suo mondo interiore rimane separato da quello esterno ed estraneo. Ma l’isolamento non può essere totale. Il muro eretto come a protezione del suo io interiore non è invalicabile. Ci sono infatti dei momenti in cui quel mondo esterno lo attrae, lo incuriosisce. Ed ecco allora che la lotta tra i suoi due “io” riaffiora e sconvolge con lo scontro tra giusto e sbagliato, tra conveniente e sconveniente, tra essere ragionevole e raziocinante e essere animalesco e istintivo. In questo terribile stato Haller non è nemmeno in grado di prendere decisioni risolute e definitive come il suicidio a cui comunque si avvicina. Ne è semplicemente annientato.
L’altro tema emergente dal romanzo è la dualità della natura umana. In un unico corpo coesistono cioè l’essenza “umana” che conduce l’uomo a relazionarsi con i suoi simili e a costruire rapporti sociali costruttivi e l’essenza “lupina” che al contrario porta all’isolamento, alla chiusura in se stesso. Solo alla fine, sempre nel teatro magico, un saggio orientale rivela che nell’uomo le personalità sono molteplici e che l’uomo è un essere multiforme…

Ho trovato questo libro affascinante. Lo suggerisco a tutti coloro che sono attratti dall’introspezione psicologica; a tutti quelli che riconoscono le contraddizioni e le insensatezze della nostra esistenza; a tutti quanti si prendono troppo sul serio. A tutti i lupi della steppa insomma!

www.my-libraryblog.com

Comments

5 Responses to “Il lupo della steppa – Hermann Hesse”

  1. Chia *-*
    gennaio 3rd, 2009 @ 10:09 pm

    lo voglio leggereee!!

  2. Stefania Moroni
    gennaio 8th, 2009 @ 7:21 pm

    L’ho letto molti anni fa.. ma lo ricordo ancora e lo trovo uno dei più bei romanzi che ho avuto il piacere di leggere. Lo consiglio a tutti !!

  3. Mic
    novembre 23rd, 2010 @ 1:58 am

    fantastico,coinvolgente,come solo nonno Hermann riusciva ad essere! un romanzo psicologico che ti entra dentro,che ti tira fuori la tua parte piu’ nascosta…a distanza di anni ancora non l’ho dimenticato,libri cosi’ non sono libri ma cimeli,vere e proprie guide alla spiritualita’ dell’uomo…

  4. Caterina
    febbraio 14th, 2011 @ 11:31 am

    Si,si, storicizziamo pure il periodo in cui è stato scritto il romanzo, l’autore oggi si direbbe che è un drogato, o meglio ancora che è un bipolare, ma vogliamo dire che il libro è veramente insignificante, per non dirlo alla Fantozzi. E’ ripetitivo, è farneticante e prolisso. Forse l’unica cosa che mi ha interessato è l’attualità che ancora possiamo ritrovare nel personaggio. Quanti Haller ci sono anche oggi che sprecano la loro meravigliosa vita in scemenze e droghe moderne! Non lo consiglio a nessuno! Caterina

  5. alessandrablues
    agosto 20th, 2011 @ 4:19 pm

    Caterina sorridi che la vita ti sorride!!!!!!!!!! Sei uguale ad haller. Il librro è bellissimo,lo consiglio a tutti!

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