Ti prendo e ti porto via – Niccolò Ammaniti
Posted on | novembre 22, 2007 | 29 Comments
Niccolò Ammaniti ha scritto e pubblicato Ti prendo e ti porto via nel 1999.
E’ ambientato a Ischiano Scalo, un paese di poche case accanto ad una laguna infestata dalle zanzare, un luogo in cui il mare c’è ma non si vede. Il clima torrido d’estate e gelido d’inverno tiene a debita distanza qualsiasi turista.
Il protagonista è Pietro Moroni, un timido e intelligente studente di scuola media con una famiglia “difficile”. Accanto a quelle di Pietro, si snodano le vicende dell’eterno adolescente e play boy fallito Graziano Biglia. Due storie che corrono parallele e che alla fine si ricongiungono.
Il racconto ha inizio con la scoperta della bocciatura di Pietro e prosegue con il ritornare indietro di sei mesi per narrarci le vicende accadute durante l’anno scolastico.
Pietro ha già un destino segnato: ha un padre violento e alcolizzato; una madre depressa che non è in grado di seguire alcuno dei figli; un fratello poco intelligente e poco affezionato a lui. L’unica persona con cui può parlare è l’amica Gloria. Non è una amicizia nata sui banchi di scuola; risale a quando la madre di Pietro faceva le pulizie a casa di Gloria, il cui padre è un direttore di banca. Inizialmente Pietro diventa il nuovo giocattolo della viziata coetanea, ma pian piano diventa un vero amico, compagno di avventure e di scoperte. E’ un sentimento sincero, forse addirittura un amore in erba il loro. Gloria è un po’ arrogante, bella, la più bella della scuola e Pietro è convinto che da grande diventerà Miss Italia. Tra loro la differenza di classe o di casta è talmente evidente che a scuola Pietro suscita le invidie dei piccoli teppisti di cui spesso è succube.
Gloria è mortificata per la bocciatura di Pietro ed essendo solidale con lui cerca di aiutarlo a superare il momento e a realizzare una piccola vendetta. Ma la tragedia lo travolgerà con tutta la sua potenza distruttiva.
A questa storia d’amicizia e amore si lega quella tra Graziano Biglia e Flora Palmieri, due persone che apparentemente non hanno nulla in comune. Graziano, dopo anni di vita sregolata fatta di musica sesso e droga, torna a Ischiano Scalo e si innamora della professoressa Palmieri, insegnante di Pietro. Flora è una donna sola, bella senza esserne consapevole, considerata fredda e scostante, dal passato difficile, con una madre ridotta ad un vegetale che lei accudisce amorevolmente. Graziano è per Flora una possibilità di salvezza, l’uomo con cui cominciare finalmente a vivere; e Flora è per Graziano l’ultima possibilità di redenzione.
E’ un racconto reso avvincente dall’intreccio di destini tragici, da amori senza poesia, da personaggi ben caratterizzati. Straordinaria è l’abilità di Ammaniti nel creare storie parallele che vanno poi a ricomporre un quadro finale e unitario perfettamente strutturato. Una descrizione asciutta e senza giudizi, un lucido affresco di squallida periferia.
Comments
29 Responses to “Ti prendo e ti porto via – Niccolò Ammaniti”
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novembre 26th, 2007 @ 8:59 pm
“Per Max, provarci era uguale a un tuffo da uno scoglio alto. Ti affacci, guardi sotto, torni indietro e dici chi me lo fa fare, ci riprovi, esiti, scuoti la testa e, quando tutti si sono buttati e si sono rotti di aspettarti, ti fai il segno della croce, chiudi gli occhi e ti lanci giù urlando.”
Bello!
dicembre 21st, 2007 @ 10:59 pm
Un gran bel libro. Parte forse un po’ in sordina ma poi si sviluppa in modo originale ed intrigante. Mi sono piaciuti molto i personaggi, così veri, così “normali”, con le loro paure e le lore inguaribili insicurezze. Se dovessi definire questo romanzo, direi che in una parola è “dolceamaro”.
gennaio 9th, 2008 @ 6:56 pm
Ho letto questo libro e posso dire che è un libro scorrevole,; Ammaniti usa un linguaggio ” alla mano”, cioè semplice, qualche volta con qualche parola ” grossa” ma tutto sommato è all’ordine del giorno. Bello, da leggere.
marzo 17th, 2008 @ 8:00 pm
semplicemente magnifico!
marzo 26th, 2008 @ 10:19 pm
è il mio libro preferito non ci sono aggettivi per descriverlo tutti dovrebbero leggerlo e ammirare la felicità narrativa di ammaniti il migliore tra i contemporanei leggetelo e poi ditemi se non vi prende e vi porta via
agosto 14th, 2008 @ 4:06 pm
ma che felicità narrativa,,,cinismo esasperato….portato fino alle estreme conseguenze,,,,che non ti lascia speranze, ti lascia senza forze. Ogni accusa sociale, per quanto cruda e aderente alla realtà, deve sempre indurre il lettore a non abdicare. C’è come uno strano gusto sadico nello scrittore mentre butta giù tutti quei particolari antipatici come la tortura che il ragazzo fa alla tartaruga.
Brutto….
agosto 25th, 2008 @ 3:58 pm
ho letto qst libro ed è veramente interesante anche se Niccolò ha un stile molto spiacevole
novembre 21st, 2008 @ 8:49 pm
Semplicemente mi ha preso e mi ha portato via… Veramente fantastico!
gennaio 5th, 2009 @ 3:41 pm
semplicemente fantastico
gennaio 5th, 2009 @ 4:53 pm
è un libro che ho letto in poco tempo perché mi è abbastanza piaciuto. Coloro che però dicono che è fantastico pensino bene a ciò che dicono. Alcune parti potevano diventare affascinanti e piacevoli da leggere, quando invece lo scrittore si è ostinato a usare gerghi spiacevoli e imbarazzanti. Io che sono una ragazza non fine e alla mano mi vergognerei di usare simili parole anche di fronte ai miei amici.
gennaio 5th, 2009 @ 5:00 pm
Per non parlare poi di come viene fatta vedere la donna..no mi dispiace, rimangio quello che ho detto, non mi è proprio piaciuto…(gli prese il cazzo nelle mani)….dai per favore..
febbraio 1st, 2009 @ 3:52 pm
Mamma mia qnt ho letto il libro nn ci ho creduto… sn rimasta stupita..da quell’espressione ”da ke mondo e mondo un pompino nn si rifiuta mai” e anche da ”gli prese il cazzo nelle mani”…è imbarazzante x me..N n ci posso ancora credere..deve avere avuto un coraggio a scrivere qst libro…!!!
aprile 9th, 2009 @ 7:15 pm
Uno dei + bei libri di Ammaniti.
Cmq se volete leggerlo togliete prima i paraOcchi : )
Crudo, cattivo ma realistico.
Ciaoo
maggio 10th, 2009 @ 5:49 pm
non ti imbarazza però riscriverle????
settembre 23rd, 2009 @ 8:08 am
ma che banda di bigotte!
scommetto che non rimanete scandalizzate di fronte alla quotidiana volgarità propinata dalla televisione. dall’ignoranza dilagante, dalle tette e i culi che occupano tutto lo schermo tv.
che libri avete letto finora se vi scandalizza una frase su un pompino?
in fondo si parla (e non solo) di queste pratiche anche in politica!!!! qui si che dovreste scandalizzarvi.
detto questo, ritengo che questo sia un libro “simpatico” ma non il fantastico capolavoro letterario che i commenti sembrano intendere.
il classico libro da leggere sotto l’ombrellone.
novembre 20th, 2009 @ 3:13 pm
Che banda di bigotte sul serio!E ipocrite… Tornate a leggere Moccia allora! Ps: Scusate ma quando mi si tocca Ammaniti solo perche´ non si e´ all´altezza di capire il suo umorismo mi girano le cosiddette.
dicembre 17th, 2009 @ 3:30 pm
Salve a tutti, ho finito di leggere “ti prendo e ti porto via” 3 giorni fa.. Premetto che mi sono avvicinato a questo genere (drammatico) proprio leggendo “come dio comanda” e “io non ho paura”.. Un Grazie ad Ammaniti per questi splendidi libri perche mi hanno lasciato veramente qualcosa dentro, un qualcosa strano da descrivere; so solo che sono tre giorni che ho finito di leggere il libro e ancora mi ripasso continuamente nella mente le scene del libro.. Mi ha lasciato demolito sotto il profilo psicologico.. Inoltre questo scrittore ti fa affezionare molto ai suoi protagonisti, così tanto che ti sembrano esistere davvero, e che durante alcuni passi drammatici del libro tu sei li con loro e vorresti intervenire.. ma non puoi fare nulla!! ;( Comunque questo scrittore ci fa capire quanto a volte sia infame il destino!! Ultima cosa, Ammaniti non è un ignorante che scrive parolacce ed è volgare cosi senza motivo, quando utilizza certi linguaggi lo fa perche sta impersonando la prospettiva di un personaggio che è fatto cosi di carattere(un po volgare, ma è la realtà di oggi), non so se mi sono spiegato.(tipo Graziano Biglia in “ti prendo e ti porto via” o Rino Zena in “come dio comanda”). Un saluto a tutti, troppo forte Ammaniti, e troppo bello in particolare “ti prendo e ti porto via”.Crudo e Reale
gennaio 30th, 2010 @ 12:24 pm
Molto piacevole da leggere, un bel libro, personaggi originali, trama avvincente e originale l’entrata di ogni episodio, quello che però non mi ha entusiasmato è il finale….ma ci può stare.
Lo consiglio a tutti
febbraio 2nd, 2010 @ 11:27 pm
in che senso stile spiacevole?
febbraio 2nd, 2010 @ 11:39 pm
ma sono due espressioni per dar senso al racconto,come se non si usassero nel linguaggio quotidiano !non fate le santarelline
io credo che questo libro mi è entrato nel cuore e nelle viscere, diciamo. Mi ha turbato forse un po’ ma è tipico di Ammaniti quel retrogusto amaro che viene fuori dalle vicende. Ma rispecchia anche quella che è la vita ,purtroppo,piena di retrogusti amari.Avete mai pensato al fatto che i libri di Ammaniti (e soprattutto questo)non si scordano mai? Mentre di moltissimi altri ci rimane un vaghissimo ricordo?In questo sta la grandezza di Ammaniti
se volete scrivetemi se vi siete innamorati di Ammaniti anche voi bubuebabi@hotmail.it
febbraio 14th, 2010 @ 4:16 pm
non capite un cazzo..ho appena finito di leggere questo libro e penso ke sia semplicemente stupendo..realistico e crudo…e voi se vi scandalizzate x ste cose vuol dire ke siete nate nel 600..il grande fratello o le porcate ke girano in televisione non vi fanno schifo?? Si vede ke il vostro autore preferito è moccia..bambine del cavolo crescete e imparate ad essere molto più realiste e svegliatevi dal mondo dei sogni ke il principe azzurro non esiste..
un semplice consiglio!
febbraio 15th, 2010 @ 2:03 pm
Io non leggo Moccia, lo trovo deprimente, ma sinceramente Ammaniti non è da meno. A tratti è veramente noioso. Poi mi chiedo cosa c’entra la tv. Potresti anche non offendere gli altri e rispettare il giudizio negativo su questo ”scrittore”,il libro è soggettivo..a te può piacere ad un altro no.
Poi quelle frasi nel libro non sono volgari ho letto di ”peggio”…ad esempio ”Il romanzo di Violette” di Alexandre Dumas..quello che non mi è piaciuto di questo libro è che le storie sono noiose, ma solo una cosa mi è piaciuta, l’incrociarsi di due storie completamente diverse…
febbraio 24th, 2010 @ 4:05 pm
Questo libro è molto avvincente, simpatico. mi piace il modo in cui due storie c’amore ma cosi diverse possano alla fine ricongiungersi. Certo in alcune parti il linguaggio è un po’ imbarazzante, però è un bel libro.
luglio 1st, 2010 @ 11:34 am
[...] Continua in: my-libraryblog.com [...]
dicembre 5th, 2010 @ 2:25 pm
l’ho letto da poco, e non mi è piaciuto per niente.. no perché sia “volgare” o spiacevole, o crudo, ma perché non sono riuscita a trovarci dentro niente di interessante, mi è parso noioso e insensato.. probabilmente sono io che non so leggere fra le righe e che non capisco “l’umorismo nero di ammaniti” ma per me questo libro è la versione scritta dei tipici film commedia italiani (quelli di adesso) ..
dicembre 10th, 2010 @ 10:23 am
io ho letto il libro qualche anno fa, mi è molto piaciuto tanto che poi sono diventata una lettrice appassionata di Ammaniti.
Certo non è un libro a lieto fine, certo le storie d’amore scritte possono sembrare noiose, ordinarie, tristi e deprimenti…
Non è certo un libro da far leggere a chi vuole sognare ad occhi aperti o vuole leggere una bella storia d’amore.
Questo libro secondo me è un libro che racconta la vita quotidiana, banale, normale e a volte anche triste.
Ci sono tante persone come Flora, ci sono tanti bambini come Pietro e tanti uomini “vissuti” come Graziano.
Se questo libro piace o non piace dipende da cosa una persona ci vuole trovare nel libro.
Riguardo al linguaggio molto diretto ed esplicito… beh ragazzi! certe cose non le avete mai fatte, viste o sapute prima di leggere il libro di Ammaniti?! cosa avrebbe dovuto scrivere? fellazio invece di pompino?!?!?!?! Non credo che uno come Graziano si faccia certi problemi di linguaggio, per cui Ammaniti ha scritto ciò che i personaggi pensano o dicono, nel linguaggio a loro usuale.
giugno 17th, 2011 @ 6:25 pm
sono d’accordo con federica!
ottobre 24th, 2011 @ 10:55 am
Trovo che questo sia il libro più riuscito di Ammaniti.
Ti fa riflettere senza essere minimamente retorico e pone (tra le righe) riflessioni sui perchè della vita…seplicemente perfetto!
febbraio 14th, 2012 @ 4:00 pm
ehm ma è vero ke Flora alla fine muore?