Fahrenheit 451 - Ray Bradbury
November 7th, 2007 by Antonella
Lo scrittore nordamericano Ray Bradbury scrisse il suo più celebre romanzo Fahrenheit 451 nel 1951 con il titolo originario The fireman e venne pubblicato nel 1953. Considerato tra i più grandi autori di letteratura fantascientifica, Bradbury ha ambientato la storia in un ipotetico futuro in cui la lettura di libri è considerata un grave reato e i vigili del fuoco hanno il compito di appiccare incendi ovunque esistano volumi da distruggere. Il titolo del romanzo si riferisce appunto alla temperatura di 451 Fahrenheit che è quella a cui brucia spontaneamente la carta.
Il protagonista del romanzo è l’irreprensibile vigile del fuoco Guy Montag che da anni rintraccia coloro che delinquono leggendo o detenendo libri e da loro fuoco. Questa società futuristica è improntata sulla televisione come sistema di comunicazione, di informazione e soprattutto di istruzione di tutti i cittadini. E’ una televisione interattiva e il governo se ne serve affinché i cittadini possano recepire ciò che è stato definito giusto o sbagliato.
Un giorno come tanti, Montag legge un piccolo trafiletto di un libro e comincia a nascondere in casa propria alcuni volumi. Questo atteggiamento si verifica contemporaneamente alla conoscenza della giovane vicina Clarisse. La ragazza gli racconta che c’è stato un tempo in cui leggere e scrivere non era reato e in cui i vigili del fuoco avevano il compito di spegnere gli incendi e non di provocarli. La famiglia di Clarisse non possiede televisione e trascorre le serate parlando e scambiando opinioni. La cosa strana per Montag è che sembra una famiglia davvero serena e felice. Gli viene perciò spontaneo chiedersi se la sua è una esistenza altrettanto gioiosa insieme alla giovane moglie Mildred. Purtroppo la risposta che trova senza tanta fatica è che non lo è affatto. La moglie ha appena tentato il suicidio ingerendo barbiturici, non desidera bambini ed è completamente succube degli schermi televisivi. Lei e Montag nonostante anni di convivenza non si conoscono affatto, ma quel che è più sconcertante è che da parte della moglie non c’è alcun desiderio di creare complicità, non c’è alcun desiderio d’amore. Una sera poi rimane sconvolto dalla decisione di una vecchia signora che, pur di non abbandonare la sua biblioteca, preferisce lasciarsi ardere viva insieme ai suoi libri. Montag comprende che c’è qualcosa di profondamente sbagliato nella sua vita e i libri gli aprono invece un mondo nuovo. Questo nuova presa di coscienza porta alla sua rovina: la moglie lo denuncia e lo abbandona; il suo capo e i suoi colleghi gli si rivoltano contro. Quando giungono a casa sua per incendiare i libri che vi ha nascosto, Montag, costretto a partecipare egli stesso all’operazione, si ribella e provoca la morte del suo capo Beatty, ma prima di essere arrestato riesce a fuggire. Viene scatenata una vera e propria caccia all’uomo, ma fortunatamente Montag, rifugiatosi in campagna, incontra un gruppo di persone che come lui credono nel valore dei libri e che lo aiutano. Hanno trovato un sistema per tramandare la conoscenza e non essere considerati dei nemici pubblici…
Nel 1966 è stato tratto da questo romanzo il celebre film diretto da Francois Truffaut con Oskar Werner e Julie Christie. Indubbiamente un buon film anche se non è riuscito a pieno nell’intento di trasporre e per certi versi sconvolgere come il libro.
Fahrenheit 451 possiede numerose analogie con 1984 di George Orwell e Il mondo nuovo di Aldous Huxley. Meritano tutti di essere letti, anche se credo che 1984 sia il più complesso e ricco.
Il mondo di Fahrenheit 451 è un incubo e chiunque leggerà questo libro si renderà conto di quanto abbia precorso i tempi, di quanto sia stato profetico. Persone che non possono fare a meno degli schermi televisivi, automi che ingurgitano informazioni senza alcuna possibilità di selezionare e scegliere; libri e cultura banditi come nemici della società civile; idee e ideali inesistenti.
Un quadro spettrale, ma per certi versi attualissimo.
Il libro di Bradbury incanta ed affascina.
L’ho consigliato a persone che non amano la lettura affinchè comprenderssero la metefora degli incendi dei libri….incredibile hanno iniziato ad appassionarsi ai libri. QUESTO é IL POTERE DELL’ARTE: COINVOLGERE IN UN NUOVO VIAGGIO COLORO CHE VIVONO STATICAMENTE ANCORATI AL PROPRIO QUOTIDIANO.
A proposito dei temi trattati da Bradbury, mi ricordano molto quelli contenuti anche nel libro “L’uomo in fuga” di Steven King, scritto nel 1984 nel giro di 72 ore soltanto. Non è molto conosciuto tra i tanti di King, ma anche questo piuttosto sconvolgente…tanto per rimanere in tema di future società che condannano il pensiero e le ideologie libere lobotomizzando i cervelli a suon di reality e pubblicità televisive 24 ore su 24…
questo libro è noiosissimo!!! almeno io sn stato obbligato a leggerlo e x un ragazzo/a d 13 anni è molto pesante!
L’ho letto l’anno scorso (a 19 anni), dopo aver letto 1984 e Brave New world di Huxley, e credo che sia un capolavoro; un gradino sopra gli altri due…é un libro di grande “forza”, per via dei temi e della resa semplice e coinvolgente di questi…Tra l’altro libro attuale…
Ho letto questo libro durante un mio soggiorno a Parigi e debbo dire che lì ho trovato l’atmosfera giusta per degustare questo capolavoro letterario.
Un libro deciso, vivace e facile da leggere.
Vi sono gli elementi classici per poter attirare l’attenzione alla lettura senza posare mai gli occhi altrove.
Lo consiglio
Assolutamente il mio libro preferito. Lo lessi la prima volta a 12 anni, un’esperienza favolosa (lo lessi quasi interamente seduto agli ultimi banchi del vecchio teatro della scuola), poi altre due volte qualche anno dopo.
Consigliatissimo a chiunque, grande libro.
Un bel libro davvero!
Ti fa riflettere su molte cose, ma sinceramente non mi ha sconvolto tanto quanto 1984, o per lo meno mi è sembrato più leggero.
Comunque lo consiglio.
Io l’ho letto a 11 anni e non l’ho trovato per niente noioso!
bellismo libro, affascinante davvero. certamente chi lo trova noiso non so davvero a che tipo di lettura possa accostarsi…forse Bruno è stato un pò precoce, ma sono d’accordo con lui, impossibile definirlo noioso a qualsiasi età si sia letto!