Hermann Hesse pubblicò Siddharta nel 1922, ma il successo arrivò vent’anni dopo sulla scia del Premio Nobel conferito allo scrittore tedesco nel 1946.
Narra la vita del giovane indiano Siddharta, figlio di un ricco bramino, alla ricerca della sua strada nei modi più disparati. Siddharta aveva sin dall’infanzia seguito gli insegnamenti del padre; era studioso e rappresentava l’orgoglio dei suoi genitori; suscitava l’ammirazione di tutti e in particolare del suo inseparabile amico Govinda. Ma non trovava la sua felicità, non si sentiva soddisfatto di sé. Per queste ragioni decise di abbandonare la casa dei genitori e di andare a vivere, insieme a Govinda, con un gruppo di pensatori che viveva di molto poco, i Samana. Da loro imparò ogni cosa della loro dottrina. Dopo questa esperienza i due amici andarono a vedere il Buddha Gotama e a questa setta Govinda decise di aggregarsi. Siddharta, rimasto solo, continuava a non essere soddisfatto, pensò alla sua vita, a come l’aveva fino a quel momento vissuta giungendo a credere che quello che aveva cercato era sempre stato alla sua portata, ma forse non era stato in grado di coglierlo. Forse tutto ciò che era necessario era conoscere se stesso, imparare dal proprio io, dal proprio credo. Con questa sua nuova consapevolezza partì per la città dove conobbe la bella cortigiana Kamala. Decise di apprendere da lei l’amore e in quel contesto imparò a lavorare, ad arricchirsi e a spendere. Hesse, pur non utilizzando mai un aggettivo negativo per descrivere Kamala, ha lasciato però intuire il tipo di “mestiere” che questa svolgeva. Dopo diversi anni trascorsi con Kamala, Siddharta, avendo capito che stava conducendo una vita che non avrebbe voluto, scappò via. Ma Kamala aspettava un bambino che avrebbe chiamato come il padre Siddharta. Questi era ormai prigioniero dei rimorsi per lo stile di vita degli ultimi anni al punto da meditare il suicidio. Ma il caso o il destino fece si che Siddharta incontrasse il vecchio amico Govinda il quale inizialmente non lo riconobbe e credette di aiutare uno sconosciuto. Un incontro davvero significativo. Siddharta, avendo riacquistato nuova fiducia, cercò ancora una nuova strada da percorrere. Si fermò così sulle sponde del fiume presso il vecchio barcaiolo Vasudeva da cui imparò moltissimo, proprio là dove avrebbe voluto porre termine alla sua vita. Qui incontrò anche Kamala in viaggio alla ricerca del Buddha, accompagnata dal figlio. A causa del morso di un serpente Kamala morì lasciando il piccolo Siddharta alle cure del padre. Ma il giovane era ribelle, non aveva voglia di lavorare e di apprendere: era l’opposto del padre. Dopo alcuni anni suo figlio decise di andare via e a Siddharta non restò che lasciarlo andare. Comprese perciò anche la sofferenza che aveva inflitto ai suoi, quando da giovane aveva preso la medesima decisione. E si giunge alla conclusione del libro con il nuovo incontro tra Siddharta e Govinda ormai anziani e saggi che si raccontano le loro esperienze, le loro conoscenze e le loro filosofie.
E’ un libro adatto a chi si pone tante domande, a chi cerca risposte, a chi è alla ricerca di se stesso. Fondamentale per chi cerca il proprio stimolo a vivere pienamente, per chi vuole trovare la propria essenza e i propri valori.
Una grande lezione di vita.
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Comments
devo ancora iniiare a leggerlo….cosa mi consigliate???
non leggerlo!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! C’è di meglio!!!!
leggi geronimo stilton che è moooooolto meglio!!!!
oh finalmente uno che la dice giusta!!
è un libro noiosissimo!! insomma non si può far leggere un libro così a ragazzi di 15 anni!
questo libro è bellissimo affascinante forse ci sono troppe descrizioni ma fa capire che se non si ha un chiaro concetto della vita bisogna solo cercarlo meglio! voto:9+
Concordo pienamente con roccia03 : la recensione non invoglia affatto la lettura ed è del tutto impersonale. Questo libro non può non lasciare qualcosa dentro di sè perchè ogni pagina è un attimo della vita di Siddharta che cambia e scorre come e con al fiume. La trama del libro non dice nulla, sono le riflessioni che contantano. Esse mi hanno fatto riflettere sui miei cambiamenti personali nel corso della mia vita.Io ho 18anni e come siddharta ho percorso parte della mia vita con dei cambiamenti: gli stessi del protagonista.
Lo consiglio a chi vuol riflettere un pochino su se stesso e sul proprio divenire.
è bellissimo come libroooO
Anche a me questo libro è stato imposto… Dalla mia prof ovviamente -.-
Sono costretta a usare internet x fare un buon riassunto, perchè non riesco a trovare un interesse sufficiente x finire di leggerlo…
Indubbiamente è un libro che va letto per sè stessi, non perchè lo si deve fare…
Per fortuna che ci sono delle buone recensioni su internet!
Questo libro è un pò difficile da capire ma quando si è trovata la chiave, si apre davanti a noi un mondo fatto di scelta e di ricerca. Chi di noi non è alla continua ricerca di qualcosa, chi non ricerca continuamente risposte?
ho letto itesto e dv ammettere ke è davvero bello…..
salve a Tutti!!
io devo ancora leggere questo libro, ma credo k sarà bellissimo da come mi hanno raccontato a riguardo…
Ho solo 15 anni, non scandalizzatevi! diciamo che spesso, dopo i lunghi giorni di scuola e i bei momenti passati con le mie amiche, mi soffermo a pensare..e ho un sacco di domande!!alla fine ho concluso di non avere un vero ” equilibrio interiore” e devo assolutamente cercare delle risposte..!
non so se anche a voi è mai capitato..cmq credo che Siddharta mi aiuterà molto! e cosa più importante: spero di essere all’altezza per capirlo!