Siddharta - Hermann Hesse
September 22nd, 2007 by Antonella
Hermann Hesse pubblicò Siddharta nel 1922, ma il successo arrivò vent’anni dopo sulla scia del Premio Nobel conferito allo scrittore tedesco nel 1946.
Narra la vita del giovane indiano Siddharta, figlio di un ricco bramino, alla ricerca della sua strada nei modi più disparati. Siddharta aveva sin dall’infanzia seguito gli insegnamenti del padre; era studioso e rappresentava l’orgoglio dei suoi genitori; suscitava l’ammirazione di tutti e in particolare del suo inseparabile amico Govinda. Ma non trovava la sua felicità, non si sentiva soddisfatto di sé. Per queste ragioni decise di abbandonare la casa dei genitori e di andare a vivere, insieme a Govinda, con un gruppo di pensatori che viveva di molto poco, i Samana. Da loro imparò ogni cosa della loro dottrina. Dopo questa esperienza i due amici andarono a vedere il Buddha Gotama e a questa setta Govinda decise di aggregarsi. Siddharta, rimasto solo, continuava a non essere soddisfatto, pensò alla sua vita, a come l’aveva fino a quel momento vissuta giungendo a credere che quello che aveva cercato era sempre stato alla sua portata, ma forse non era stato in grado di coglierlo. Forse tutto ciò che era necessario era conoscere se stesso, imparare dal proprio io, dal proprio credo. Con questa sua nuova consapevolezza partì per la città dove conobbe la bella cortigiana Kamala. Decise di apprendere da lei l’amore e in quel contesto imparò a lavorare, ad arricchirsi e a spendere. Hesse, pur non utilizzando mai un aggettivo negativo per descrivere Kamala, ha lasciato però intuire il tipo di “mestiere” che questa svolgeva. Dopo diversi anni trascorsi con Kamala, Siddharta, avendo capito che stava conducendo una vita che non avrebbe voluto, scappò via. Ma Kamala aspettava un bambino che avrebbe chiamato come il padre Siddharta. Questi era ormai prigioniero dei rimorsi per lo stile di vita degli ultimi anni al punto da meditare il suicidio. Ma il caso o il destino fece si che Siddharta incontrasse il vecchio amico Govinda il quale inizialmente non lo riconobbe e credette di aiutare uno sconosciuto. Un incontro davvero significativo. Siddharta, avendo riacquistato nuova fiducia, cercò ancora una nuova strada da percorrere. Si fermò così sulle sponde del fiume presso il vecchio barcaiolo Vasudeva da cui imparò moltissimo, proprio là dove avrebbe voluto porre termine alla sua vita. Qui incontrò anche Kamala in viaggio alla ricerca del Buddha, accompagnata dal figlio. A causa del morso di un serpente Kamala morì lasciando il piccolo Siddharta alle cure del padre. Ma il giovane era ribelle, non aveva voglia di lavorare e di apprendere: era l’opposto del padre. Dopo alcuni anni suo figlio decise di andare via e a Siddharta non restò che lasciarlo andare. Comprese perciò anche la sofferenza che aveva inflitto ai suoi, quando da giovane aveva preso la medesima decisione. E si giunge alla conclusione del libro con il nuovo incontro tra Siddharta e Govinda ormai anziani e saggi che si raccontano le loro esperienze, le loro conoscenze e le loro filosofie.
E’ un libro adatto a chi si pone tante domande, a chi cerca risposte, a chi è alla ricerca di se stesso. Fondamentale per chi cerca il proprio stimolo a vivere pienamente, per chi vuole trovare la propria essenza e i propri valori.
Una grande lezione di vita.

bel libro…non sempre facile da capire..ma dopotutto lancia forti messaggi..!
Lo so’ che può essere considerata un eresia ciò che sto per dire, ma a me ha annoiato molto questo libro…scusate…
a presto, gb
Io.ho.letto.Siddharta.e.l’ho.fatto.tutto.d’un.fiato.
mi.ha.lasciato.una.senzazione.di.pace.e.la.voglia.di.migliorarmi
Leggetelo.ogni.volta.in.cui.credete.di.avere.il.bisogno.di.stare.
meglio.con.voi.stessi..
Dice bene Laura, ma un altro consiglio: rileggetelo a distanza di un po’ di anni…io, ad esempio, l’ho letto precocemente, e mi rendo conto che andrebbe riletto con un po’ di consapevolezza in più, quando si è un po’ cresciuti
!
sto leggando il libro di siddharta e per ora mi piace moltissimo e spero che mi dia qualcosa da imaparare e capire!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
ciao!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
beh..sarà ke lo sto leggendo per costrizione xò sinceramente è un pò noioso..bisogna leggerlo in un età + avanzata..allora si ke potrebbe dare dei bei messaggi..
io ho finito di leggere il libro dopo due giorni….anche se la prima parte era un pò difficile da capire immediatamente infatti l’ho dovuto rileggere per capirlo meglio….però devo dire che qst libro lascia degli insegnamenti molto significanti….
m’aspettavo qualcosa di diverso… non so dire cosa… ma diverso.
Forse perchè Monica me lo aveva dipinto come libro fantastico, e si sa che un libro è molto soggettivo. Diversi sono i sensi e le emozioni che si colgono, che cambiano in base alla propria personalità, alla situazione, al momento, al luogo, alla fase di crescita in cui sei. Indubbiamente bel libro, molto profondo… ben argomentato anche se a tratti un po’ pesante, è ricco di colpi di scena di cui non ti aspetteresti.
Interessante la fase di ricerca del protagonista, la convinzione di non dover seguire nessuna dottrina, ma di crearsi delle proprie convinzioni che mutano e si solidificano col tempo e l’esperienza. Notevole di merito l’aspetto familiare… un Siddharta che si allontana dalla famiglia per seguire le proprie inclinzioni, e a distanza di moltissimi anni, vive un tremendo malessere per il pessimo rapporto col figlio, che abbandona il padre. Ciò la riporta indietro col tempo, quando esso stesso, aveva abbandonato il padre per seguire e cercare se stesso.
Bello il rapporto e il forte legame tra il protagonista e l’amico Govinda. Picevole il rapporto con la bella Kamala e l’atteggiamento con cui si pone verso il commercio e il denaro.
Ho cominciato da poco a leggere questo libro…imposto dalla prof! Sembra una..come si dice..”mattonata”..non per la lunghezza ma per il contenuto!!! Lo ritengo molto profondo e forse anche difficile da comprendere..almeno la prima parte è un po’ pesante, poi spero che non complesso possa risultarmi piacevole e utile..visto che i commenti sono per la maggior parte positivi! Credo anche io, comunque, che sarebbe meglio leggerlo da più cresciutelli! =)
Io ho dovuto , dico dovuto perche sn stato costretto, a leggere questo libro e devo dire che nn ho mai letto un libro cosi pesante ….. giusto insieme a pirandello con “1 nessuno e 100000″. A mio parere è un libro adatto a chi si è appena fumato una canna , cosi da potersi immedesimare in un uomo che pensa di essere un’uccello(spero che i Samana nn esistano perche se esistono provo pena per loro) Scusa Hesse, manco lo conoscessi, ma il tuo libro mi ha prorpio fatto odiare la mia prof che me lo ha prescritto (una medicina proprio)…… Voto:Pessimo adatto a chi soffre di stitichezza
Io ho 15 anni..la prof ce lo ha dato da leggere per le vacanze..nn è pesantissimo..però veramente noioso..poi vabbè..nn è il genere di librio ke piace a me..nn lo consiglio affatto..bleah..saluti
che noia siddartha…pesantissimo!!!!!!!
Da bambini si leggeva Il piccolo principe e da ragazzi Siddharta.
Poi da adulti li si rilegge entrambi, ed entrambi riescono ancora ad emozionare.
Hesse non fa altro che riportare alla cultura occidentale ciò che fu scritto per la cultura orientale.
Cosniglio a chi ha letto Siddharta di leggere anche Pellegrinaggio in Oriente sempre di Hesse, e cosi si chiuderà un cerchio di ricerca interiore