L’insostenibile leggerezza dell’essere - Milan Kundera
September 12th, 2007 by Antonella
Milan Kundera scrisse il romanzo L’insostenibile leggerezza dell’essere nel 1982 e lo pubblicò in Francia per la prima volta nel 1984. E’ senza dubbio il più conosciuto e amato dello scrittore boemo. Il luogo in cui le vicende si svolgono è la Praga di fine anni sessanta nel periodo che va tra la cosiddetta Primavera e l’invasione dell’Unione Sovietica.
Tomas è un chirurgo che dedica la sua vita al lavoro e alle donne. Con loro preferisce intrattenere amicizie erotiche, libere e indipendenti piuttosto che creare legami forti, complicati e inevitabilmente soffocanti. Proprio perché conscio della differenza, anche minima, che rende unica ogni donna, ne colleziona una dopo l’altra. Tereza è invece alla ricerca dell’amore, alla ricerca dell’unico uomo con il quale vorrebbe condividere la sua vita. E’ una donna in fuga; fugge dalla famiglia, in particolare dalla madre e dai problemi che fino a quel momento l’hanno assillata. Durante la sua fuga incontra Tomas e tra i due nasce un legame sentimentale molto forte. Lui la accoglie in casa sua come non aveva fatto con nessuna. E’ una donna tenera e indifesa, ma Tomas pur innamorandosene, non rinuncia alle altre donne.
[…] Se la prese con se stesso, ma alla fine si disse che in realtà era del tutto naturale non sapere quel che voleva. Non si può mai sapere che cosa si deve volere perché si vive una vita soltanto e non si può né confrontarla con le proprie vite precedenti, né correggerla nelle vite future. E’ meglio stare con Tereza o rimanere solo? Non esiste alcun modo di stabilire quale decisione sia la migliore, perché non esiste alcun termine di paragone. L’uomo vive ogni cosa subito per la prima volta, senza preparazioni. Come un attore che entra in scena senza aver mai provato. Ma che valore può avere la vita se la prima prova è già la vita stessa? Per questo la vita somiglia sempre a uno schizzo. Ma nemmeno << schizzo >> è la parola giusta, perché uno schizzo è sempre un abbozzo di qualcosa, la preparazione di un quadro, mentre lo schizzo che è la nostra vita è uno schizzo di nulla, un abbozzo senza quadro.
<< Einmal ist keinmal >>. Tomas ripetè tra sé il proverbio tedesco. Quello che avviene soltanto una volta è come se non fosse mai avvenuto. Se l’uomo può vivere solo una vita, è come se non vivesse affatto. […]
Parallelamente alla storia di Tomas e Tereza si svolge quella di Sabina e Franz. Lei pittrice in esilio e donna libera, lui professore di Ginevra e legato da un matrimonio infelice. Quando finalmente Franz decide di confessare alla moglie la sua relazione extraconiugale, Sabina lo lascia, oppressa dal peso insopportabile di quell’amore non più clandestino. Tutta la narrazione è influenzata dai contrasti sociali e politici del periodo. I carri armati russi sono in tutta Praga; gli intellettuali sono perseguitati e chiunque sia contrario al regime è umiliato o esiliato.
E’ un libro meraviglioso alla cui base vi è un concetto elementare. Ci dice che ogni nostra azione, ogni nostro istante è irripetibile; perché la vita stessa è irripetibile. Ci dice che non siamo preparati ad essa e che non abbiamo seconde possibilità. Tutto ciò che scegliamo o consideriamo inizialmente come leggero rivela presto il suo incredibile peso.
Straordinaria la capacità di Kundera di rappresentare le situazioni umane; formidabile la sua maniera di descrivere l’inesorabile scorrere delle nostre vite. Storia, filosofia e letteratura si concentrano in questa narrazione dando vita a un capolavoro indiscusso.

è difficile fare una recensione, essendo un libro ricco d’interpretazione, ed è quella la caratteristica principale e meravigliosa. non si puo’ fare una recensione “oggettiva” perchè in ogni momento della tua vita, leggendo alcuni pensieri puoi percepire una sensazione che due giorni dopo o un anno dopo non hanno lo stesso effetto..
sviscera sentimenti, emozioni, sensazioni di ogni personaggio…
le famose “seghe mentali” che ognuno di noi è spesso solito farsi sono una realtà anche dei personaggi del libro..
narra nello stesso storie d’amore e vicende politiche…
analizza dettaglitamente, nell’intimità il rapporto uomo-donna…
invoglia all’analisi della ricerca di sè e del proprio percorso…
è un opera filosofica che invita tutti i lettori a riflettere sul mondo, sulle emozioni, sugli affetti, sui rapporti tra le persone, sui luoghi comuni, sulla definizione delle cose, sulla vita di ognuno…
Milan Kundera non è, secondo me, un autore facile, ho letto questo libro nel 1988, quando mi stavo preparando per affrontare l’esame di maturità e sono diventata un’appassionata di Kundera, ho letto tutti i suoi romanzi e credo che L’INSOSTENIBILE LEGGEREZZA DELL’ESSERE sia ingiustamente il più famoso, il mio preferito è L’IMMORTALITA’, un romanzo che parla di un romanzo, nel quale l’autore esprime il desiderio che il lettore, parlando dei suoi libri dica che i suoi romanzi non si npossono descrivere a parole ma vanno letti!!! Ho esultato quando ho letto questo pensiero, era esattemente quello che pensavo io!!!Adoro Kundera proprio perchè, con tanta naturalezza, esprime nei suoi libri concetti, domande e riflessioni che fanno parte della mia vita quotidiana, un esempio? “EINMAL IST KEINMAL”!!!
Non capisco l’affermazione che ciò che avviene una sola volta non vale la pena di viverlo……cmq il libro mi è piaciuto
ho sentito la vita esplodermi dentro durante la lettura di questo capolavoro….stupefacente.solo kundera sa donare certe emozioni….lo consiglio a chiunque voglia pensare un pò di più e capire davvero cosa sta dietro a molti dei nostri comportamenti.una lettura che mi ha cambiato la vita
secondo me un libro non ti cambia la vita, ti aiuta soltanto a capire meglio i suoi significati e milan kundera questo lo ha fatto in una maniera straordinaria in questo capolavoro secondo me filosofico;non tutti infatti riescono ad apprezzare ……e leggono solo il “romanzo” e non il messaggio e la lezione di vita implicita che questo libro ci regala!
Mia personale opinione è che non solo quest’opera, bensì l’opera di Kundera in generale, sia molto generosamente sopravvalutata.
Tutto quanto da lui scritto è già stato detto da altri, ed in maniera del tutto compiuta.
è uno dei libri più belli che io abbia mai letto.Leggendolo ho capito il vero senso della vita…
ciao!guarda sono pienamente in accordo con te!L’immortalità è un libro o precisanente per me “il libro” di Kundera decisamente + profondo dell’insostenibile leggerezza dell’essere!
Quando leggevo l’immortalità addirittura ero turbata perchè è strano……….è come leggere i pensieri che fino a un minuto prima ti frullavano per la testa e poi li ritrovi scritti in un romanzo scritto per giunta non da te ma da Milan Kundera…..sai che orgoglio!da ciò ho capito che gli uomini hanno dei pensieri molto simili…..è poi la fantasia ,ingrediente importante,che riesce a tradurli nelle meravigliose opere che leggiamo e ci lasciano sconcertati e affascinati!ciao