
Uto è uno dei personaggi più belli creati da Andrea De Carlo. E’ un ragazzo dal talento straordinario, un giovane pianista fuori dal comune. Ha un carattere ribelle, introverso e per certi versi crudele. Dopo il suicidio del patrigno, la madre, che è molto preoccupata, decide di fargli trascorrere qualche tempo presso una famiglia di amici che vive in una comunità spirituale nel Connecticut. Qui regna pace e armonia, tutti collaborano alla vita comunitaria, tutti cercano di vivere lontano dai litigi, dalle gelosie, dalle invidie. Viene accolto con calore, ma la sua presenza provoca effetti devastanti. Gli equilibri costruiti a fatica vengono spezzati e tutta la comunità, in particolare la famiglia che lo ospita, ne esce sconvolta.
Uto ha una personalità complessa, un carattere estremamente difficile e nel contempo qualità straordinarie, caratteristiche geniali. Non voglio dilungarmi sulla trama del racconto perché è tutta da scoprire. Mi preme dire semplicemente che è un bel libro, una bella storia, raccontata in maniera scorrevole, lineare e coinvolgente. Il finale a sorpresa potrà lasciare disorientati e forse personalmente avrei voluto un diverso epilogo.
Ad ogni modo una lettura piacevolissima.
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Comments
condivido il parere sul finale, ma la storia mi ha un tantino deluso
concordo con quello che dite ! anche a me il finale ha lasciato di sale!! nooo uno così intenso ed interessante che cade nel tranello del luogo incantato decontaminato …secondo me era meglio se rimaneva l’Uto ribelle!!
si è vero, la storia è davvero molto scorrevole e piacevole. Mi piacciono molto le descrizioni dettagliate e, in questo caso, così vere e concrete. Però il finale ha deluso un po’ anche me…
è un romanzo stupendo…sono rimasta delusa da finale perchè forse mi piaceva l’idea di Uto ragazzo ribelle e stravagante
Tutti i personaggi del romanzo sono ben delineati e caratterizzati. De Carlo attribuisce a ognuno una personalità complessa e unica, descritta con minuzia e coerenza.
Il racconto è scorrevole, anche se ho trovato ridondanti le parti in corsivo, quelle che esprimono il pensiero di Uto, le sue farneticazioni private.
Il protagonista è una figura originale e interessante, anche se, alla lunga, il suo mutismo stanca e rende alcuni dialoghi un po’ indigesti.
Il finale del libro è deludente, una stonatura che fa perdere forza e credibilità anche al resto del romanzo. Come può, Uto, trasformarsi improvvisamente in santone, lui che ha sempre dimostrato razionalità, scetticismo e una capacità critica oltre la norma?
Forse, il suo diventare faro spirituale, è in realtà uno sberleffo, un inganno astutamente architettato che gli permette di interpretare la parte dell’onnipotente. Un ruolo divino che gli consente finalmente di essere ammirato e idolatrato come ha sempre sperato. Se l’intenzione mascherata di De Carlo è questa, allora salvo la conclusione, altrimenti la boccio senza attenuanti.
Ho letto altri libri di DE CARLO ma su vostro consiglio h reso in mano nUto e sono rimasta colpita dalla originalità dalle profondità di alcune frasi dalla descrizione dei personaggi
soprattutto ho amato la visione ironica e mi ha molto divertito il finale
Sarebbe bello che Andrea de Carlo riscrivesse un’altro finale……
io il finale l’ho trovato geniale, proprio perchè inaspettato..e poi è la presa di posizione netta di de carlo contro le facili ideologie e falsi miti…un libro che a distanza di anni ricordo ancora
nel dettaglio…stupendo