
Roberto Saviano documenta in maniera straordinaria con dovizia di dettagli il mondo della camorra e non solo. E’ uno studio attento e personale, una testimonianza emotiva, ma allo stesso tempo razionale di uno spaccato della società. Non si parla solo di Napoli o della Campania o del Sud; Gomorra è il motore del capitalismo, di tutta la società capitalista in Italia, così come in Europa e nel mondo intero. Il Sistema descritto da Saviano è il medesimo delle dottrine degli economisti classici con la libera impresa e la concorrenza selvaggia. E’ una inchiesta accurata e tagliente che mi ha posto dinanzi ad una realtà chiara e sorprendente. Una realtà che troppo spesso ho creduto di conoscere dalla cronaca, ma che invece, e questo libro ne è la prova, ha dei risvolti sconvolgenti e inimmaginabili. Potere e ricchezza, violenza e controllo capillare costituiscono l’architettura di questo enorme fenomeno dove lecito e illecito non hanno confine, dove principi giuridici, leggi, stato di diritto non esistono.
Gli stessi imprenditori che operano nella “legalità” hanno bisogno di manodopera a costo quasi zero procurata dal Sistema e non potrebbero perciò vivere senza di esso. Saviano dimostra così che l’illegale sta alla base di ciò che appare legale.
Il libro si apre e si chiude nel segno delle merci e del loro ciclo di vita. Merci tra cui abiti griffati, orologi, scarpe etc, che arrivano nel grande porto di Napoli per essere stoccate e poi occultate in palazzi svuotati di tutto appositamente. E poi le merci “morte” che provengono da tutta Italia e da mezza Europa, scorie chimiche e persino scheletri umani, abusivamente rilasciate nelle campagne campane ad avvelenare, tra gli altri, gli stessi boss che su quei terreni edificano le loro sfarzose quanto assurde dimore.
E’ un racconto appassionato, un reportage acuto, un viaggio brutale e sconvolgente nel mondo della criminalità organizzata. Un’analisi inquietante su cui riflettere per cercare di comprendere fenomeni o eventi che sfuggono il più delle volte alla nostra attenzione perché crediamo non ci tocchino e perché abbiamo sviluppato l’erroneo pensiero che la mafia, la camorra, la ndrangheta, la sacra corona siano legati esclusivamente a certe aree geografiche dell’Italia. Un libro sul potere dell’economia, su questo nostro tempo, sui soldi e sulla condizione dell’uomo.
Una lettura impegnativa ma credo necessaria. Un libro come pochi…
Libri
riassunti, recensioni, commenti e vendita di libri..
Comments
ci sono persone che dovrebbero imparare l’italiano prima di commentare…
Sei un genioooo (i) Aggiungimi così casomai qualche argomento o recensione che hai fatto mi dai direttamente i link senza cercare u.u il mio msn è : ilcollezionistadeiosgni@hotmail.it =D
[...] pubblica con i giornali. Il 25 marzo scorso Robero Saviano, autore del best-seller Gomorra, è stato ospite alla trasmissione Che tempo che fa di Fabio [...]
Immenso Roberto Saviano per questo libro di altissimo valore e importanza. Pero cazzo si è rovinato la vita e per questo mi dispiace.
io ho 12 hanni nn mi faccio l’erba ma sn un suo fan e mi piace moltissimo gomorra parla della vita è un film da capire
saviano nn si è infiltrato nella camorra ma ci è dentro e cammina scortato per altri motivi ascolta questa canzone e capirai tt
co sang momento d’onestà
spiegm comm a fatt a gira nu mes san int e vel ta maj fatt sta domand …
nn ti devi dispiacere si è voluto rovinare perke si si fosse fatto i cazzi della sua casa nn doveva camminare scortato loro spacciano e lui gli è andato a rompere le palle
Questo libro affronta tematiche delicate, sarebbe più opportuno farlo in maniera competente. Circa l’affermazione che la mafia sarebbe una forma organizzata di libero mercato, è evidente che l’autore pecca in cultura, informazione e documentazione, infatti il liberismo economico, da cui ha origine il libero mercato, prevedeva sin dai suoi esordi forme più o meno estese di tutela della società, che vanno dall’antico contratto sociale al moderno welfare, e la mafia altro non è che il risultato (risultato assai deprecabile, per inciso) della latitanza dello stato che, nell’estorcere contributi fiscali con l’uso della forza e su minaccia di multe e prigione, non fa corrispondere prestazioni base degne di uno stato civile, in assolvimento dei diritti costituzionali del cittadino. Ecco la mafia di stato.
In questo quadro criminoso si inserisce la mafia “privata” (ma gli onorevoli Giudici Falcone e Borsellino ci hanno dimostrato che una netta distinzione è impossibile), che la mafia trova alleanze negli “uomini di stato” e viceversa.
E’ evidente che l’autore, che ben conosce una delle realtà della mafia italiana, si sia avventurato in un terreno non conosciuto, inimicandosi sia i responsabili della mafia grezza che quelli della mafia istituzionale, le istituzioni.