Uno, nessuno e centomila - Luigi Pirandello
April 10th, 2007 by Antonella
-Che fai?- mia moglie mi domandò, vedendomi insolitamente indugiare davanti allo specchio.
-Niente,- le risposi,- mi guardo qua, dentro il naso, in questa narice. Premendo, avverto un certo dolorino. Mia moglie sorrise e disse:
-Credevo ti guardassi da che parte ti pende.
Mi voltai come un cane a cui qualcuno avesse pestato una coda:
-Mi pende? A me? Il naso?
E mia moglie placidamente:
-Ma sì, caro. Guardatelo bene: ti pende verso destra.
Avevo ventotto anni e sempre fin allora ritenuto il mio naso, se non proprio bello, almeno molto decente, come insieme tutte le altri parti della mia persona. Per cui m’era stato facile ammettere e sostenere quel che di solito ammettono e sostengono tutti coloro che non hanno avuto la sciagura di sortire un corpo deforme: che cioè sia da sciocchi invanire per le proprie fattezze. La scoperta improvvisa e inattesa di quel difetto perciò mi stizzì come un immeritato castigo.
Questo l’incipit della storia.
Scritto e pubblicato nel 1926 è l’ultimo romanzo di Pirandello. Riprende temi affrontati ne Il fu Mattia Pascal e come questo è ambientato in una piccola provincia.
Vitangelo Moscarda, dalla banale constatazione che il naso che egli crede di avere è diverso da quello che sua moglie gli riconosce, parte per un viaggio dentro e fuori di sé che lo conduce ad una riflessione sull’intera esistenza e alla follia. Vitangelo si rende conto che gli altri lo vedono in una maniera diversa da come lui stesso crede di essere. Non esiste solo un Vitangelo Moscarda, ma ne esistono tanti quanti sono gli esseri umani con i quali stabilisce anche una minima e fugace relazione. Non esiste un io autentico e oggettivo. Scoprire di non essere per gli altri quell’Uno che crede di essere per sé accende in lui il desiderio di distruggere queste forme a lui estranee per scoprire il vero sé. Tenta di distruggere le errate convinzioni della gente, a cominciare da quelle della moglie. Ma Vitangelo si conosce per quello che è? Qual è la sua vera essenza?
Il protagonista passa dall’essere unico per tutti alla propria concezione del nulla attraverso la consapevolezza dei centomila che gli altri gli riconoscono. La realtà non è oggettiva, ma si perde in un vortice di relativismo.
Pirandello riprende in questo romanzo i temi della formazione dell’identità, del conflitto tra essere e apparire, della maschera sociale, della prigione delle convenzioni sociali in cui l’uomo è costretto con la sua ineguagliata spigliatezza, con lo svago e l’umorismo caratteristici di tutta la sua produzione letteraria alla cui base vi sono una acutezza intellettuale e una minuziosità dell’analisi interiore a dir poco geniali.
Questo libro vi farà riflettere sulla mutevole realtà delle percezioni, su come noi percepiamo chi ci circonda e su come chi ci circonda percepisce la nostra essenza. Avremo modo di capire quanto siano erronee e preconcette certe convinzioni e false molte convenzioni.
Un capolavoro indiscusso della letteratura del Novecento…
Interessante blog. Interessante le tue recensioni. Interessante il tuo commento nel mio post. Una piacevole sorpresa… ritornerò.
Ma.Ma.
Un saluto anche da http://www.ungigoloindoppiopetto.splinder.com
Davvero un blog interessante: ci sono tutte le recensioni dei libri che mi accingerò a conoscere nel corso di quest’estate. Visita il mio sito e lascia un commento, se ti va. Ciao ciao e buon viaggio della vita.
Io non credo che Moscarda nn si fosse mai accorto del suo naso pendente… Penso invece che i suoi difetti non li volesse ammettere!! Ovviamente è solo una mia opinione…!!
Bye bye!?
ottimo commento..chiunque senta 100mila altri dentro e manca a se steso ha il dovere di ribellarsi..anche a costo di essre ritenuto pazzo:)dOra
belo veramente molto bello
davvero brava… chiunque tu sia… è l’unico blog di recensioni e riassunti degno di tale nome… se ti va di farti sentire il mio indirizzo e-mail l’ho lasciato…sciauuu!!!
ma dico io, sti autori nn avevano niente da fare che scrivere… io dico una cosa sola: se gli piaceva scrivere, xk nn scrivevano bei racconti e nn cose insensate k penso nn mi serviranno a niente in futuro, ma penso k mi serve di più un genere cm harry potter. Credo k mi servono di più i nuovi libri xk oltre ad avere una storia bellissima e interessante, ti fabnno apprendere di più la lingua italiana, ank xk cm ad esempio possiamo vedere in gente in aspromonte di corrado alvaro, ci sono molti vocaboli dialettali e molte espressioni k credo nn aiutino la comprensione dell’ italiano.
Per Fabio e per chiunque altro apprezzi questo blog:
grazie grazie e ancora grazie!!!!!!!
Buona lettura
Antonella
mi è piciuto molto anche perchè rispecchia molto la situazione del nostro tempo…tu sei quello che gli altri dicono che tu sia…l’individualità è scomparsa all’interno di questa società..cmq non credo sia come dici tu…il naso pendente non era una cosa che lui vedeva in lui,ma che gli altri vedevano in lui…quello che questo libro a mio parere vuole mettere in evidenza è proprio il rapporto tra singolo e società…
forse hai ragione ma devi pensare che loro sono la nopstra storia, hanno fatto qualcosa di grande e vengono ricordati anche nel ventunesimo secolo e i loro libri li leggeranno anche tra cent’anni.
forse il dialetto è poco comprensibile e se leggessi qualcosa del simobolismo???’
resta il fatto che sono e rimarranno dei grandi. e dobbiamo sperare che in questo schifo di mondo ce ne sdartranna degli altri che daranno importanza allo scrivere sei d’accordo??
Sono una tredicenne che adora leggere anche cose impegnative…
Ho appena studiato Pirandello a scuola e mi è piaciuto molto il suo pensiero, la sua teoria dell’umorismo e delle maschere.
Sono un po’ incerta se leggere questo libro…Me lo consigliate?
Grazie mille e tanti saluti!
delle volte nn si cercano i difetti nella propria persona per non essere fragili davanti.
salve…sono qui di passaggio…cercavo qualcosa di forte da poter inserire nel mio percorso d’esame…in realtà non so ancora come intitolarlo questo percorso…ma parla delle maschere di pirandello, dello scarto tra essere e apparire.. delle contraddizioni del 900, delle guerre e delle dittature… in particolare del fascismo, le cui interpretazioni sono state varie..e anche in antitesi… proprio come la personalità di un individuo… analizzerò anche la figura di colui che esegue gli ordini… perchè eseguire gli ordini di un mussolini o di un hitler?insomma, tutto avrà inizio con la lettura di questa passo del romanzo… che a differenza di qualcun altro trovo spettacolare. harry potter non passerà mai alla storia come questi classici… forse non vogliamo renderci conto che la nostra letteratura( ma non quella contemporanea) è la migliore in assoluto e non dobbiamo leggere solo quello che più ci fa ridere o entusiasmare o piangere come le storielle d’amore, ma ciò che può farci riflettere. questi sono capolavori… leggete il fu mattia pascal, l’umorismo e uno nessuno e centomila…una parabola narrativa grandiosa…umorismo…si sorride, ma non si ride… ci si guarda dentro e si resta quasi perlessi, e poi sopraggiunge l’ esclamazione finale, forte come le verità che più fanno male “ha ragione!”…come ci cambia la società?comunque… sono punti di vista…io pirandello l’ho apprezzato dall’elementari!!! comunque… ragazzi davvero…come posso intitolare il mio percorso? qualsiasi proposta è ben accetta! anny
no, non te lo consiglio alla tua bella età. io ho letto uno nessuno e centomila a vent’anni e devo dire che lo trovo eccezionale. tuttavia può essere destabilizzante se non si hanno solide basi e punti ben fermi a cui aggrapparsi. Te lo dico perchè è quello che è successo a me… Dopo averlo finito ebbi per un lungo periodo la sensazione di non sapere cosa aspettarmi. Certo potrebbe essere che fossi io particolarmente sensibile ai temi trattati, non mi pento di averlo letto (lo ritengo un capolavoro e ritengo Pirandello il mio padre spirituale) tuttavia se ti va aspetta qualche altro anno…
questo libro e molto interessante xke rispecchia la realta…tt noi abbiamo dei difetti…tt li vediamo..sl che per alcune persone siamo cosi e x altre cento in un’altro modo..il libro e basato su questo tema….chi siamo?!
noi siamo uno nessuno e centomila persone diverse….xke se ne fossimo solo una.. tt avrebbero la stessa oppinione di noi…mentre tt c’e l’hanno diversa..