Le affinità elettive – J. Wolfgang Goethe
Posted on | aprile 5, 2007 | 11 Comments
Edoardo e Carlotta, innamorati e felici per aver ritrovato il loro antico amore, vivono in tranquillità nella loro tenuta di campagna in maniera agiata. Come prezioso aiuto per la ristrutturazione della tenuta, Edoardo decide di invitare un suo vecchio amico, il Capitano. Carlotta, sulle prime, teme che l’arrivo in casa di una terza persona possa turbare l’equilibrio raggiunto dopo tante vicissitudini, ma in seguito acconsente a patto che venga anche la figliastra Ottilia. I quattro diventano amici inseparabili; ma la loro non è propriamente amicizia. Ottilia, giovane e spensierata, attrae il non più giovane Edoardo, desideroso di vivere ancora una giovinezza. Il Capitano, uomo colto e maturo, affascina Carlotta. Mentre però Carlotta e il Capitano sono persone pragmatiche e razionali, che pensano alle conseguenze delle loro azioni, Edoardo e Ottilia si comportano come bambini lasciandosi travolgere dai sentimenti. Il Capitano a questo punto lascerà la loro casa per recarsi da un amico, e Carlotta, resasi conto dell’attrazione tra Edoardo ed Ottilia, deciderà di mandare questa lontano dalla tenuta, da un’amica che provvederà alla sua educazione…
Il titolo del romanzo deriva da una formula scientifica, cioè dalla caratteristica di alcuni composti chimici secondo la quale, due elementi tra loro associati, sottoposti all’azione di altri due elementi, tendono a formare due nuove coppie, per reciproca attrazione.
Questo succede perché il composto di partenza ha un’affinità maggiore con la nuova specie chimica rispetto all’affinità che aveva con l’altro componente. Così il legame di Carlotta e Edoardo era stabile e saldo, fino a che erano soli. Ma con l’arrivo del Capitano e di Ottilia il legame si rompe per permettere a Edoardo di unirsi ad Ottilia e a Carlotta di legarsi con il Capitano.
Legame indissolubile prima, forza della passione poi.
Disfacimento della coppia, poli coniugali che si dissaldano, conflitto tra passione e dovere, conflitto tra aspirazione alla felicità individuale e rispetto per il matrimonio e per i sentimenti altrui sono tutti elementi di questa narrazione ricca di poesia e di dialoghi affascinanti.
Accattivante e triste. Si legge tutto d’un fiato.
Comments
11 Responses to “Le affinità elettive – J. Wolfgang Goethe”
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luglio 29th, 2007 @ 8:54 pm
La recensione qui sopra è corretta, ma non troppo esaustiva, per me “le affinità elettive” è un libro complesso e corale dove tutti i suoi personaggi sono ben spiegati e narrati con un finale inaspettato non poco.
aprile 2nd, 2008 @ 9:27 pm
Bella la recensione e bello il libro, anche se a tratti un po’ pesante, per quanto mi riguarda… Un finale veramente inimmaginabile per un libro straordinario, contando che la trama è piuttosto semplice…
agosto 10th, 2008 @ 12:52 pm
In realtà Ottilie non viene allontanata dalla casa, in seguito ad una promessa che Charlotte aveva fatto a Eduard, il quale per consentire alla sua amata di restare nell’ambiente a lei caro e preservarla dalle ostilità di un luogo diverso da quello che aveva nutrito la loro passione, decide lui stesso di partire e recarsi in guerra. La sua attrazione per Ottilie è così forte che preferirebbe morire, pittosto che vivere una vita senza l’oggetto della sua travolgente passione, ma…
gennaio 15th, 2009 @ 5:44 pm
a me fa veramente pietà non ce la faccio più a leggerlo è troppo pesante..non è adatto a me..zao zao
settembre 12th, 2009 @ 10:17 pm
Devo dire che non mi è piaciuto; l’ho letto solo perché mi era piaciuto “I dolori del giovane Werther”.
Il concetto di “affinità elettiva” che sta alla base non è a mio avviso sufficiente a giustificare e rendere interessante tutto il romanzo.
Le descrizioni dei paesaggi sono poco efficaci e a volte un po’ pesanti, il linguaggio e i dialoghi non sono proprio interessanti. Forse andrebbe letto in lingua originale (peccato che non conosco il tedesco!).
La trama è semplice e quasi scontata; i personaggi sono d’altri tempi, non mi sono riconosciuto in nessuno di essi.
gennaio 7th, 2010 @ 7:42 pm
Non so se mi fa skifo o mi fa pena questo libro…Abbasso goethe…è un vero deficente…libro noiosissimo, non mi sono rispekkiato in nessun personaggio xk trpp di altri tempi!!!!!
VOTO= 5,5
febbraio 15th, 2010 @ 2:50 pm
Un libro davvero emozionante e molto interessante. In alcuni tratti è un pò pesante e non scivola molto liscio, ma puo aiutare a capie davvero molte cose… Forse un pò troppo lontano come anbientazione e comportamenti ma perfettamente attualizzabile. Consiglio di leggerlo a persone molto profonde che amano impegnarsi in una lettura complicata e attenta
aprile 15th, 2010 @ 5:43 pm
il libro fa veramente schifo…è noioso, pesante, troppe descrizioni…è deprimente, muoiono tutti!!!!!
luglio 20th, 2010 @ 8:12 am
Lo stile dello scrittore pur essendo prolisso risulta delizioso se viene letto in funzione della bellezza delle parole che formulano, spesso e semplicemente, un pensiero alquanto comune. Lo stesso cade in difetto poiché viene letto da noi abitanti dell’era delle interazioni fuggevoli. ma se lo leggemmo con calma, assaporando le parole, come nella degustazione del vino, ce ne possiamo accorgere di come una riflessione evidente possa essere vissuta in maniera complessa da chi ha smesso di vivere, per età o per scelta, la superficie degli eventi.
luglio 25th, 2010 @ 10:50 am
devo dire che ho trovato il libro pesante e prolisso nella parte descrittiva, ma interessante nel suo complesso.
Il finale inimmaginabile…tragico …avvincente.
Consiglio vivamente la lettura.
febbraio 2nd, 2012 @ 5:00 pm
…ma perchè nessuno prende in considerazione anche in minima parte il gioco della sfida del nuovo e della curiosità del tradimento che subentra nelle vite dei 4 ? non è tutto solo affinità…la coppia sarebbe vissuta felice e contenta se nessuno sarebbe stato ospite a lungo da loro come alla prima occasione uno dei due avesse incontrato il terzo incomodo se solo fosse portato al tradimento…